
Atalanta, Sarri furioso dopo il Milan: “C’era rigore per noi”. E difende Obric: “È stato molto bravo”
La sconfitta per 3-2 contro il Milan lascia tanta amarezza in Maurizio Sarri. L’Atalanta esce da San Siro senza punti, nonostante una reazione importante nella parte finale della partita, e il tecnico nerazzurro individua diversi aspetti che hanno condizionato il risultato. Da una parte c’è una prestazione iniziale giudicata insufficiente sul piano dell’intensità e dell’aggressività; dall’altra, la convinzione che alcuni episodi arbitrali abbiano penalizzato la sua squadra. Nel mezzo, anche la soddisfazione per la risposta dei giovani chiamati a intervenire in una situazione di emergenza difensiva.
Nel post-partita, Sarri non ha nascosto la propria rabbia per il possibile calcio di rigore non concesso all’Atalanta per un tocco di mano di De Winter sul cross di Rowe. Il confronto con il penalty assegnato al Milan è diventato uno dei temi centrali delle sue dichiarazioni, accompagnato da una critica alla gestione dei cartellini e al comportamento dei giocatori in campo. Il tecnico, però, non si è limitato alle polemiche: ha riconosciuto i limiti mostrati nella prima parte della gara e ha voluto sottolineare la crescita della squadra durante la ripresa.
Sarri attacca l’arbitraggio: “C’era rigore per noi”
Il momento più acceso dell’intervista è arrivato quando a Sarri è stato chiesto di commentare il possibile rigore per l’Atalanta. L’allenatore ritiene che il tocco di mano di De Winter sul cross di Rowe meritasse una revisione e ha contestato la differenza di valutazione rispetto all’episodio che ha portato al penalty per il Milan.
“Se mi riferisco al possibile rigore su Rowe? Sì, sul cross di Rowe mi sembra l’abbia toccata di mano De Winter”, ha dichiarato il tecnico. La sua posizione è stata netta: se il VAR è intervenuto per il contatto nell’area nerazzurra, a suo giudizio avrebbe dovuto essere valutato anche quanto accaduto nell’area rossonera.
Sarri ha definito il primo rigore concesso al Milan un episodio leggero, sostenendo che il movimento di Obric gli fosse sembrato congruo. Da qui la domanda sulla coerenza delle decisioni arbitrali e sulla necessità di applicare lo stesso metro di giudizio nelle due aree. Si tratta naturalmente della lettura dell’allenatore, che ha espresso apertamente il proprio disappunto dopo una partita terminata con un solo gol di differenza.
La polemica si è poi allargata alla gestione dei cartellini. Sarri ha raccontato di aver contestato all’arbitro il comportamento di un avversario, sostenendo di aver visto giocatori rivolgersi al direttore di gara con espressioni offensive senza ricevere un provvedimento che lui riteneva adeguato. “Poi ho scoperto che ci sono giocatori che possono mandare ripetutamente a fare in culo l’arbitro e, per regolamento, non vengono ammoniti”, ha dichiarato con ironia amara.
L’Atalanta cambia passo nella ripresa
Al di là delle polemiche, Sarri ha individuato con precisione ciò che non ha funzionato nei primi minuti. L’Atalanta ha pressato con poca intensità, ha faticato a contrastare il palleggio del Milan e ha concesso agli avversari troppa libertà nell’uscita dalla propria metà campo. Una situazione che ha permesso ai rossoneri di prendere in mano la partita e costruire il proprio vantaggio.
“Ci è mancata roba all’inizio: scarsa intensità difensiva, scarso livello di aggressività, ed è stato troppo facile per loro uscire in palleggio dalla propria metà campo”, ha ammesso l’allenatore. Un’analisi che mette in evidenza responsabilità precise della squadra, senza cercare alibi.
La prestazione, però, è cambiata con il passare dei minuti. L’Atalanta è riuscita ad alzare il ritmo, a recuperare campo e a mettere in difficoltà il Milan, trasformando un finale che sembrava indirizzato in una fase aperta a ogni risultato. Per Sarri non si è trattato soltanto di una reazione nervosa: i suoi hanno mostrato anche qualità nel gioco e capacità di costruire situazioni pericolose.
“Abbiamo fatto benissimo gli ultimi 30-35 minuti, alzando l’intensità e il ritmo della partita e mettendoli in difficoltà”, ha spiegato. Il tecnico ha ricordato come, a sei minuti dalla fine più il recupero, la squadra abbia avuto una palla importante per trovare il pareggio.
Obric, l’esordio e la reazione dopo il rigore
Tra gli aspetti positivi della serata c’è la prestazione di Obric, giovane difensore entrato in campo dopo l’infortunio di Sead Kolasinac. Il debutto in Serie A è arrivato in una situazione tutt’altro che semplice: l’Atalanta era impegnata a San Siro, il Milan stava cercando di consolidare il proprio vantaggio e il primo episodio importante che ha coinvolto il ragazzo è stato proprio il rigore concesso ai rossoneri.
Un contesto che avrebbe potuto condizionare pesantemente un giocatore alla prima esperienza nel massimo campionato. Sarri, invece, ha voluto elogiare soprattutto la risposta mentale del difensore, rimasto dentro la partita senza lasciarsi schiacciare dall’errore.
“Un giocatore che fa l’esordio in Serie A e alla prima palla causa un rigore poteva andare incontro a risvolti psicologici drammatici. Invece lui è rimasto dentro la partita e alla fine ha fatto la sua gara”, ha spiegato il tecnico.
L’allenatore ha quindi sottolineato la capacità di Obric di non farsi condizionare dall’episodio, continuando a giocare con attenzione. “È stato molto, molto bravo. Bravo a non farsi pesare l’errore addosso. È stato sfortunato, però è stato anche bravo a rimanere nella partita”, ha aggiunto.
Emergenza in difesa: “Butteremo dentro i giovani”
L’infortunio di Kolasinac è una delle notizie più preoccupanti della serata per l’Atalanta. Il difensore ha dovuto lasciare il campo nel primo tempo per un problema muscolare e le sue condizioni dovranno essere valutate attraverso gli esami strumentali. Al termine della partita, Sarri non ha potuto fornire aggiornamenti precisi: “Al momento non lo so”.
L‘uscita del bosniaco si aggiunge alle altre assenze che stanno riducendo le alternative a disposizione dell’allenatore. Una situazione delicata, soprattutto per una squadra che deve affrontare un calendario impegnativo e ha bisogno di continuità nella composizione della linea difensiva.
Sarri ha indicato una soluzione molto concreta: dare spazio ai giovani. “Come si affronta l’emergenza in difesa? Facendo giocare i giovani. Li butteremo dentro qualche mese prima del previsto”, ha dichiarato. Una frase che fotografa la necessità di adattarsi alle circostanze e di accelerare il percorso di crescita di alcuni elementi della rosa.
Dove vedere il calcio in streaming e come risparmiare
Su DAZN, al costo di 34,99 euro al mese, è possibile vedere tutte le partite della Serie A, la Serie B e la Liga spagnola.
Sky offre la sua piattaforma streaming NOW con il Pass Sport, che include 3 partite per turno di Serie A, la Serie C, quasi tutta la Champions League (185 partite), l’Europa League, la Conference League, la Supercoppa UEFA, oltre alla Premier League e alla Bundesliga.
Amazon Prime Video costa 4,99 euro al mese e include tutti i servizi Prime oltre alle 18 migliori partite della Champions League del mercoledì.
Bonus: come avere un abbonamento alle piattaforme streaming e risparmiare
Esistono alcuni servizi che consentono di condividere l’account delle migliori piattaforme streaming (DAZN, NOW, Netflix, Prime Video, Disney Plus, ecc.) con altre persone e dunque di risparmiare sugli abbonamenti, parliamo di GamsGo, GoSplit o CooSub. Grazie a GamsGo, GoSplit e CooSub è possibile acquistare, ad un prezzo irrisorio, un abbonamento condiviso con altri utenti in maniera facile, veloce e sicura.






