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Milan, Bondo ai saluti: si valuta anche il prestito con obbligo di riscatto

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Milan, Bondo ai saluti: si valuta anche il prestito con obbligo di riscatto

Bondo-Milan, addio ai saluti: rossoneri fermi sul prezzo, ma la cessione si complica.

Tra i tanti dossier aperti sul fronte cessioni in casa Milan, quello che riguarda Warren Bondo si sta rivelando uno dei più intricati di questa lunga estate rossonera. Il centrocampista francese classe 2003, rientrato a Milanello dopo la sfortunata parentesi in prestito alla Cremonese, è stato chiaramente indicato dal club come cedibile, ma la trattativa per trovargli una nuova sistemazione si sta scontrando con un ostacolo tutt’altro che semplice da superare: quello economico.

Il rientro dalla Cremonese e il verdetto della dirigenza del Milan per Bondo

Bondo era arrivato in rossonero nel febbraio 2025 dal Monza, per una cifra vicina ai 10,5 milioni di euro, un investimento importante per un centrocampista giovane considerato di prospettiva. Il suo impatto immediato con la maglia rossonera, però, non era stato esaltante: appena cinque presenze nel girone di ritorno della stagione 2024-25, complice anche la difficoltà di trovare spazio in una rosa già affollata a centrocampo. Da qui la scelta, la scorsa estate, di girarlo in prestito alla Cremonese, dove il centrocampista francese ha giocato con maggiore continuità, collezionando 28 presenze, ma senza mai andare a segno né trovare un assist, complice anche qualche intoppo fisico che ne ha limitato il minutaggio nel girone di ritorno. Un’annata chiusasi peraltro con l’amara retrocessione dei grigiorossi, insieme a un altro calciatore di proprietà rossonera, Filippo Terracciano.

Rientrato a Milanello con l’inizio della nuova stagione, per Bondo la situazione è apparsa fin da subito chiara: durante un summit tenutosi lo scorso 2 luglio a Casa Milan tra gli agenti del centrocampista e la dirigenza rossonera, il club ha confermato apertamente come il giocatore non rientri nei piani tecnici della nuova gestione guidata da Ruben Amorim, comunicando all’entourage del francese la decisione di lasciarlo partire a titolo definitivo. Un verdetto che ha sorpreso in parte lo stesso giocatore, che secondo alcune indiscrezioni sperava di potersi giocare le proprie carte per un posto in rosa durante il ritiro estivo.

Il prezzo fissato dal Milan per Bondo: tra gli 8 e i 10 milioni

Sul fronte economico, il club rossonero ha comunicato con chiarezza le proprie condizioni per lasciar partire il centrocampista francese. Le richieste emerse nelle ultime settimane oscillano tra gli 8 e i 10 milioni di euro, cifra che il Milan considera adeguata sia per evitare una minusvalenza a bilancio, dato che il valore contabile del cartellino si aggira proprio in quella fascia, sia per provare a recuperare quanto più possibile dell’investimento fatto appena un anno e mezzo fa per strapparlo al Monza.

Una valutazione, però, che si sta rivelando decisamente più alta rispetto a quanto i club interessati siano disposti a spendere per un centrocampista che, seppur giovane e dal sicuro potenziale, non ha ancora mostrato sul campo un rendimento tale da giustificare un investimento così importante, specialmente per squadre di media o medio-bassa classifica.

Gli interessi in Serie A e all’estero: Udinese, Watford e Stoccarda

Nonostante le difficoltà economiche, non mancano gli estimatori per il centrocampista transalpino. Il nome di Bondo era stato accostato con insistenza all’Udinese, tanto da diventare uno dei temi centrali del summit di mercato che ha coinvolto il club rossonero e la famiglia Pozzo nei giorni scorsi a Casa Milan, come confermato dal giornalista di calciomercato Fabrizio Romano. Un interesse concreto, quello dei friulani, che però si è già scontrato con la valutazione ritenuta eccessiva da parte del club bianconero, complice anche l’ingaggio non proprio contenuto del calciatore, difficile da sostenere per un club che punta a inserire il centrocampista come rincalzo più che come titolare.

Sul fronte inglese, invece, il nome di Bondo era stato proposto direttamente al Watford, che pur apprezzando le caratteristiche del giocatore, ha scelto per il momento di fare un passo indietro proprio per le medesime ragioni economiche che hanno frenato l’Udinese: costi, ingaggio e valutazione a bilancio del cartellino considerati eccessivi rispetto al reale impatto che il centrocampista francese potrebbe garantire in Premier League o, più realisticamente, in Championship.

Più recentemente, si è aggiunto anche l’interesse dello Stoccarda, club tedesco che secondo alcune indiscrezioni avrebbe effettuato un sondaggio esplorativo per il centrocampista rossonero, senza però che i contatti si siano ancora trasformati in una trattativa concreta e strutturata.

Il Milan apre al prestito con obbligo di riscatto per Bondo

Consapevole delle difficoltà nel trovare un acquirente disposto a versare la cifra richiesta in un’unica soluzione, la dirigenza rossonera ha iniziato a valutare anche formule alternative per agevolare l’uscita del centrocampista francese, tra cui l’ipotesi di un prestito con obbligo di riscatto, soluzione che permetterebbe di dilazionare l’incasso nel tempo, pur mantenendo intatta la valutazione complessiva richiesta per il cartellino.

Anche questa strada, però, non sta semplificando più di tanto l’evoluzione della trattativa, sia con l’Udinese sia con il Watford, con entrambi i club che al momento sembrano essersi tirati indietro davanti alle cifre in ballo. Restano comunque aperte, secondo le ultime indiscrezioni, altre piste sia in Serie A che all’estero, con la consapevolezza generale che Bondo rappresenti comunque un investimento importante per club che, storicamente, non hanno la forza economica per competere con richieste così elevate.

Il contesto più ampio: una vera e propria rivoluzione di rosa

Il caso Bondo si inserisce all’interno di un più ampio processo di sfoltimento della rosa rossonera, portato avanti con decisione dalla nuova dirigenza del Milan in questa sessione di calciomercato. Dopo aver completato colpi in entrata di assoluto rilievo, come l’arrivo record di Goncalo Ramos, il club ha infatti aperto diversi tavoli di confronto con gli entourage di vari calciatori considerati fuori dal progetto tecnico, da Rafael Leao a Youssouf Fofana, passando per Ardon Jashari e, appunto, lo stesso Bondo.

Una strategia chiara, quella della dirigenza rossonera: liberare quante più risorse economiche possibili attraverso le cessioni, per poter finanziare ulteriori rinforzi mirati alle richieste tecniche di Ruben Amorim, senza gravare eccessivamente sui conti societari. Una strategia che, però, come dimostra proprio il caso Bondo, si scontra spesso con le dinamiche reali del mercato, dove le valutazioni fissate a tavolino dai club di partenza non sempre trovano un riscontro concreto tra le squadre potenzialmente interessate.

Cosa succede ora: settimane decisive per il futuro di Bondo al Milan

Nelle prossime settimane, con l’avvicinarsi della fase più calda della sessione di calciomercato, sarà fondamentale per il Milan riuscire a sbloccare una situazione che, al momento, resta in una fase di stallo. Il club rossonero dovrà probabilmente valutare se ammorbidire leggermente le proprie richieste economiche, oppure attendere con pazienza che si presenti l’offerta giusta, magari sfruttando proprio la formula del prestito con obbligo di riscatto per agevolare l’operazione.

Per Bondo, intanto, resta la certezza di dover ripartire lontano da Milanello, con la consapevolezza di dover convincere sul campo, nella prossima destinazione che verrà, di meritare quella fiducia che il progetto tecnico rossonero, evidentemente, ha deciso di non riporre più in lui.

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