
La rassegna iridata del Nord e Centro-America continua a regalarci intense emozioni e sorprese a profusione, sia a livello di Nazionali che per quanto concerne i loro singoli protagonisti. Tuttavia, c’è ancora qualcuno che non sorride. Tra chi ha dovuto prematuramente preparare le valigie, chi pur contando su compagni di squadra eccezionali non ha ancora potuto godersi un momento di gioia personale e chi attende il proprio turno, in molti devono ancora trovare il proprio sussulto in questo Mondiale, giocatori di Serie A inclusi.
Andiamo allora a ripercorrere la situazione di coloro che provengono dal nostro campionato dopo due partite di questa fase a gironi.
Mondiale magro per diversi attaccanti della Serie A
Qualche giorno fa, ci eravamo soffermati sulle difficoltà incontrate da Malen, autore di una seconda parte di stagione stratosferica con la Roma, nel far risplendere il proprio valore, realizzativo e non, durante le primissime battute di questo torneo. Il giocatore olandese, tuttavia, non è l’unica vittima illustre. Diversi altri giocatori di Serie A, infatti, non stanno riuscendo a lasciare il segno in questo Mondiale, in particolar modo gli attaccanti.
Si va di casi emblematici come Yildiz, che con la sua Turchia è passato nel giro di 10 giorni da essere una papabile sorpresa della manifestazione a clamorosa eliminata al primo giro. La stella juventina, assieme a tutta la squadra ovviamente, è incappata in una clamorosa incapacità di dare concretezza al proprio lustro, proseguendo un trend negativo che l’ha accompagnato dalle battute finali dello scorso campionato. Tra precarietà fisica e calo inevitabile, il numero 10 bianconero non ha ritrovato la propria scintilla nemmeno sul palcoscenico internazionale, scivolando progressivamente in un’altra grande delusione in termini di risultati.
La dura vita all’ombra dei Giganti
Condivide la sorte del turco anche il compagno di club Conceição, che almeno a livello di Nazionale può sorridere per un rendimento decisamente migliore. Tuttavia, sul piano strettamente personale, il figlio di Sérgio ha finora mostrato i consueti limiti atavici di efficacia e determinazione nell’ultima giocata che continuano a impedirgli di fare quel salto di qualità decisivo per diventare un’ala di livello superiore. Per rimanere, ancora, nell’ambito del capoluogo piemontese, sulla sponda granata del Po, lo scozzese Adams, nonostante la totale fiducia dimostratagli dal ct Clarke, è stato spettatore poco presente nei 146 minuti disputati tra Haiti e Marocco. Difficile, d’altronde, attendersi qualcosa di diverso per un giocatore che in Italia è rimasto su livelli abbastanza mediocri, in modo particolare nell’ultima stagione.
Per ultimo, ma non per questo meno importante, tra gli attaccanti di Serie A da cui ci si attende ancora una scintilla non possiamo non citare Lautaro Martínez. L’argentino, come tutti gli altri compagni di squadra, è stato inevitabilmente oscurato in toto dall’alieno con la 10 sulle spalle. Il capitano dell’Inter, però, non sta sfigurando, ma in questo contesto è davvero difficile rifulgere. E, nel suo caso, pure vedere il proprio nome finire nel tabellino marcatori.
Le difficoltà si diffondono anche tra gli altri reparti
Ovviamente, l’apatia del Mondiale non si sta abbattendo solo sugli attaccanti di Serie A. Basti pensare a tanti altri giocatori compagni di Nazionale dei protagonisti finora citati. Dalla comparsa Koopmeiners all’evanescente Çalhanoğlu, per non parlare del fantasma Bremer, che ha conquistato una convocazione tanto agognata per finire – inevitabilmente, vista la concorrenza nel suo ruolo – col bottino di 0 secondi giocati in 2 giornate. Una sofferenza non patita da McTominay, che come sempre profonde il massimo in campo, ma gli è mancato quel guizzo da centravanti ombra che ha fatto strabuzzare gli occhi al nostro campionato.
Il suo compagno al Napoli De Bruyne si sta, invece, confrontando con l’ineluttabile declino della generazione d’oro del Belgio. L’ex fantasista del Manchester City non sta riuscendo ad accendere i Diavoli Rossi, arenati in 2 pareggi consecutivi. Uno di questi strappato grazie a Lukaku, che dopo aver risolto da subentrato la cocente questione Egitto, ha miseramente fallito nella seconda occasione da titolare, cozzando contro l’impenetrabile muro iraniano.
Non brillanti, ma almeno felici già solo per essere approdati dall’altra parte dell’Atlantico, sono gli australiani Circati e Volpato. I due giocatori delle compagini emiliane di Parma e Sassuolo stanno vivendo un sogno a occhi aperti, col difensore stacanovista e il talentuoso neroverde al debutto assoluto con i Socceroos dopo l’acquisizione della cittadinanza appena in tempo per festeggiare la convocazione.
Infine, ironia della sorte per noi italiani, non possiamo non fare un accenno anche a Tarik Muharemović, al quale va un immediato pensiero. Chi con mancata espulsione ferisce, di espulsione perisce! Già, perché l’episodio del mancato rosso nel play-off contro gli Azzurri ha trovato il proprio contraltare karmico in quello rimediato dal difensore contro la Svizzera, che ha dato il là al dilagante successo elvetico. Insomma, chi la fa, l’aspetti!
I giocatori di Serie A al Mondiale: i redenti e i padroni di casa che brillano di luce propria
Quest’analisi non ha alcuna intenzione di alimentare l’insoddisfazione e l’accanimento sulla bassa qualità del nostro calcio (e campionato), mostrando solo i giocatori di Serie A che stanno finora deludendo in questo Mondiale 2026. È doveroso, infatti, anche ricordare chi sta facendo avvertire in positivo la propria presenza in questo torneo. Non si può non iniziare allora con alcuni host della manifestazione, come gli statunitensi McKennie e Pulisic. Entrambi ancora a secco dal punto di vista statistico (un solo assist per il milanista), ma grandi protagonisti in campo, tra qualità, spigliatezza e una condizione fisica esaltante che va di pari passo con l’entusiasmo della squadra, della gente e di tutta una Nazione in festa.
Anche per i colori juventini c’è spazio per un sorriso, grazie ad uno degli uomini più discussi della scorsa stagione e di questa sessione di calciomercato. Parliamo, ovviamente, di David, tornato ad essere l’eroe che il Canada ha sempre conosciuto con la tripletta al Qatar, dopo l’impalpabile figura all’esordio. A proposito di padroni di casa, però, è bene ricordare che il più atteso rimane comunque Santiago Giménez, che è a sole 6 reti di distanza dalla vetta della classifica marcatori. La stessa che sarebbe stata sua, con tanto di auto-proclamazione prima dell’inizio del torneo.
Chi, invece, lascia ancora parlare il campo è Martin Baturina, che ha già lasciato il timbro in una delle partite più belle di questa edizione. Una rete bella, ovviamente, ma anche dal peso storico notevole, visto che si tratta del primo gol in una rassegna mondiale di un giocatore del Como. L’ennesima dimostrazione della dimensione internazionale raggiunta da questo club nel giro di pochissimo tempo. Quella stessa squadra che ha scippato il posto Champions al Milan di Leão, risorto dalle proprie ceneri contro l’Uzbekistan dopo più di 3 mesi di clamoroso digiuno.
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