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Napoli, la prima missione di Allegri sarà riportare entusiasmo

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Napoli, la prima missione di Allegri sarà riportare entusiasmo

Può bastare un solo nome per risollevare una delle piazze più calde, passionali e appassionate d’Italia? Forse si, ma solo se ti chiami Masaniello o Diego Armando. Ecco allora che l’era di Massimiliano Allegri – che nel frattempo ha già dissacrato un rito d’iniziazione irrinunciabile in casa partenopea che ha richiamato il passato juventino del livornese, auspicandone l’abiura – al Napoli parte da delle tinte piuttosto opache, che lui stesso dovrà riuscire a trasformare in un tripudio di colori (meglio ancora se tricolore a fine maggio). Quello che insomma dovrà riuscire a fare l’ex tecnico di Milan e Cagliari sarà riportare nel capoluogo campano l’entusiasmo. Quel carburante che è pane quotidiano della città, ma che negli scampoli finali della scorsa stagione è andato via via scemando a causa di crescenti malumori che hanno reso parecchio pesante l’aria sotto il cielo degli Azzurri. 

Allegri fa i conti col malessere recente del Napoli

Al suo arrivo a Napoli, Allegri ha trovato una squadra immersa in un ambiente che aveva decisamente perso l’entusiasmo di appena un anno prima. Il club partenopeo, infatti, ha vissuto un’altalena di emozioni e di umori nel corso della scorsa stagione, nonostante il piazzamento al secondo posto. Dall’euforia per il secondo Scudetto in 3 anni e per le alte aspettative di un’ulteriore conferma – con tanto di innesti di spessore – alla delusione Champions (passata anche attraverso un’indecorosa sconfitta in Olanda e conclusa con il 30° piazzamento nella League Phase), parzialmente mitigata dal successo in Supercoppa, il secondo titolo targato Antonio Conte.

Oltre a qualche risultato non esaltante, si è passati progressivamente ad un inasprimento nel rapporto tra allenatore e gruppo-squadra divenuto fin troppo trasparente e gettato agilmente in pasto all’opinione pubblica. Prima Lang, impiegato col contagocce e ceduto a gennaio al Galatasaray senza troppe remore. Poi, l’incredibile caso Lukaku. Quoque lui, l’imprescindibile pupillo del tecnico leccese che ha visto deteriorare e poi troncare il legame (quasi) indissolubile tra i due. Infine, dulcis in fundo, le lapidarie parole di gioia di De Bruyne per l’addio dell’ex allenatore di Juventus e Inter.

Insomma, nell’arco di un’annata, Napoli è passata da quell’immensa gioia spontanea e genuina per il tricolore ad un’indegna farsa che ha avuto come interpreti perfetti del declino partenopeo presidente e tecnico durante la conferenza stampa di commiato, pochissimo apprezzata dalla gente del capoluogo campano per i suoi connotati grotteschi.

Allegri dopo Conte: la storia si ripeterà in positivo?

Come accaduto nel lontano 2014, Max Allegri si ritrova ad ereditare una creatura di Antonio Conte in un contesto particolare, diverso da quello della Vecchia Signora, che aveva già gettato basi solidissime per monopolizzare il calcio italiano. Visto che a Napoli la scaramanzia regna sovrana nel sostrato di mezzo tra sacro e profano del popolo, in tanti si chiedono (o forse sarebbe meglio dire sperano) se Allegri riuscirà nuovamente a convertire quel briciolo di energia positiva rimasta nell’ambiente in motore portante per una stagione esaltante.

Napoli, la prima missione di Allegri sarà riportare entusiasmo

La ricetta di cui i partenopei hanno bisogno prevede diversi ingredienti, ma sarà bene che il neotecnico livornese riesca stavolta a combinarli nel modo giusto, dopo le ultime annate sulle panchine di Juventus e Milan non esattamente così rosee. In particolare l’ultima, col clamoroso mancato arrivo in Champions. Determinante allora, per far breccia nel cuore di giocatori e tifosi, sarà quell’entusiasmo di cui si parlava poc’anzi. In questi termini, Allegri rappresenta sicuramente l’uomo giusto, avendo la sua lunga carriera sempre mostrato un lato umano ed un’empatia particolarmente apprezzata dai tanti giocatori che ha allenato. 

Prima ancora dell’incognita del gioco, Max è sempre apparso a suo agio nel ruolo di gestore del gruppo-squadra, inteso nella dimensione più profonda del rapporto personale con i suoi uomini. Rilanciare umori e ritrovare serenità, ricucire la credibilità tra allenatore e allenati, affinché riconoscano in lui un leader affidabile e di cui fidarsi per esprimere al meglio in campo quei valori umani da affiancare a quelli tecnici e tattici. Questo è il grande miracolo che Allegri è chiamato a realizzare in una Napoli assetata di ripresa e di rivincita. Perché solo grazie all’entusiasmo, all’euforia e alla passione viscerale che lega squadra e città gli Azzurri ritroveranno la retta via per dire prepotentemente la loro anche quest’anno.

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