
Gasperini non parla: la Roma arriva al Maradona in silenzio, il campo farà da portavoce.
Il big match dell’ottava giornata si prepara senza una delle sue voci più ascoltate. Gian Piero Gasperini non incontrerà i giornalisti alla vigilia di Napoli-Roma, in programma sabato 24 ottobre alle 18 allo stadio Maradona. Niente sala stampa a Trigoria, niente domande sulle scelte di formazione, sugli infortunati o sul momento della squadra: l’allenatore giallorosso ha deciso di concentrare tutta l’attenzione sul lavoro di campo, lasciando che sia la partita a rispondere. Una scelta che fa notizia, soprattutto perché arriva alla vigilia di uno degli appuntamenti più attesi della stagione, ma che a ben guardare non è né una sorpresa né un gesto di chiusura.
Roma, per Gasperini niente conferenza stampa
I fatti, innanzitutto. L’indiscrezione è stata lanciata dal giornalista di Sky Angelo Mangiante e poi rilanciata dalle testate che seguono quotidianamente la Roma: Gasperini non terrà la consueta conferenza stampa di presentazione del match contro il Napoli di Massimiliano Allegri. Secondo le ricostruzioni, la motivazione è legata agli impegni ravvicinati. La Roma è reduce dalla partita europea di metà settimana contro lo Slovan Bratislava, giocata all’Olimpico, e il tecnico, come già accaduto la scorsa stagione, non partecipa alla conferenza pre-partita di campionato dopo aver giocato in Europa durante la settimana.
Non c’è dunque alcuna rottura con l’ambiente, né un problema particolare da nascondere. Anzi, il mister aveva regolarmente parlato alla stampa prima delle sfide con il Genoa e con lo Slovan, ed è una linea che si ripete con una certa coerenza. Il programma della vigilia, a quanto si apprende, prevede soltanto gli ultimi dettagli tattici sul campo prima della partenza per la Campania.
Il calendario che stringe per la Roma di Gasperini
Per capire la scelta bisogna guardare il calendario. Giocare in Champions League significa vivere settimane in cui ogni ora è contata: il giorno dopo la gara europea si recupera, poi c’è una sola seduta per preparare davvero la partita di campionato, e infine la partenza. In mezzo, per l’allenatore, ci sono video, valutazioni sui singoli, scelte di turnover e un’analisi dell’avversario che nella settimana tipo richiederebbe molto più tempo. Aggiungere una conferenza stampa, con il suo carico di preparazione, di domande e di ricadute mediatiche, significa sottrarre energie a quello che conta di più.
Il caso della Roma di Gasperini non è isolato. Lo stesso criterio lo abbiamo visto di recente in altre grandi squadre alle prese con il doppio impegno, e riguarda ormai quasi tutte le società che affrontano un calendario fitto. La differenza sta nel fatto che Gasperini non lo ha mai nascosto: è una linea di condotta, non un colpo di testa. E in una stagione in cui la Roma gioca ogni tre o quattro giorni, è comprensibile che il tecnico voglia proteggere il tempo di lavoro con il gruppo.
Una Roma che vola
C’è poi il contesto sportivo, che aiuta a leggere meglio la decisione. La Roma arriva a Napoli in un momento di grande fiducia. Dopo la vittoria sul Genoa, i giallorossi hanno raggiunto quota diciassette punti in sette partite, con cinque successi e due pareggi e nessuna sconfitta, secondo la classifica pubblicata alla vigilia. Un rendimento che permette alla squadra di stare stabilmente ai piani alti, e che nella stampa romana ha acceso i riflettori su un possibile allungo: come ricordano gli editoriali di questi giorni, un successo al Maradona varrebbe il più dieci sul Napoli, una distanza che renderebbe la vittoria particolarmente pesante nella corsa alle prime posizioni.
In Europa, invece, il cammino è più altalenante: dopo tre giornate di Champions League la Roma occupa la quindicesima posizione, e tra l’altro, come ricorda l’attenzione ai conti, i ricavi del torneo sono già arrivati a circa cinquantadue milioni di euro. Un doppio fronte che richiede gestione, equilibrio e una buona dose di rotazioni, e che spiega bene perché Gasperini preferisca centellinare le energie.
La questione formazione
Come sempre, l’assenza della conferenza lascia alcune domande senza risposta. Su tutte, la scelta in mezzo al campo e sulla trequarti. Romanews24 ha titolato sul ballottaggio tra Pisilli e Mora, con il giovane portoghese in corsa per una maglia e Pisilli che arriva dopo la rete segnata in Champions allo Slovan. Poi ci sono i recuperi: Cristante è in avvicinamento al rientro, Pellegrini è fermo e i suoi tempi di recupero sono oggetto di attenzione, mentre Dybala, come ricordato nelle ultime dichiarazioni dello stesso Gasperini, sarà assente per una piccola lesione. Sul fronte avversario, Allegri ha recuperato Vergara e deve sciogliere il dubbio su Anguissa.
Senza la conferenza, per sapere qualcosa di più bisognerà aspettare le formazioni ufficiali. Il tecnico potrebbe comunque rilasciare qualche dichiarazione nelle interviste flash a ridosso del fischio d’inizio, come spesso accade, ma si tratterà di parole brevi, lontane dall’analisi approfondita che la conferenza permette.
Il dibattito sulla comunicazione
La decisione, come spesso accade, ha acceso anche il dibattito. Da un lato c’è chi sostiene che un allenatore di una grande squadra abbia anche il dovere di parlare, di spiegare, di dare ai tifosi e ai media un punto di riferimento. Dall’altro, c’è chi ricorda che la conferenza non è un rito obbligato e che la vera comunicazione di un tecnico passa dalle scelte e dai risultati. Nel caso di Gasperini, noto per un carattere diretto, la decisione rientra in una filosofia che privilegia la sostanza alla forma.
Va ricordato, inoltre, che il silenzio non significa assenza dal discorso pubblico. Nei giorni scorsi il tecnico è stato protagonista di un importante riconoscimento, il premio “Un cuore da leone”, che gli sarà consegnato l’8 novembre a Genova, e non mancano attestati di stima, come quelli arrivati da ex giocatori che parlano di una mentalità vincente portata in squadra. Sono segnali di un lavoro che sta parlando da solo.
Una conferenza non cambia l’approccio alla partita
La domanda finale è se la scelta possa avere un impatto concreto sulla partita. Probabilmente no, almeno in modo diretto. Una conferenza stampa non cambia i valori in campo, e la Roma ha dimostrato di essere una squadra solida, organizzata e con una chiara identità di gioco. Semmai, il silenzio può servire a mantenere l’ambiente più sereno e a evitare che parole captate fuori contesto diventino un tema di polemica alla vigilia di una sfida già carica di significati.
C’è però anche un rischio, quello di lasciare spazio a ricostruzioni e indiscrezioni che, senza una smentita o una conferma ufficiale, possono prendere piede. È un prezzo che il tecnico sembra disposto a pagare, a patto che la squadra faccia quello che si aspetta da lei: scendere in campo con intensità, con personalità e con la solita organizzazione tattica.
Il resto lo dirà il Maradona. In uno stadio caldo, davanti a un avversario di grande qualità guidato da Allegri, la Roma proverà a prendersi una vittoria che pesa moltissimo per il cammino stagionale. E se così fosse, nessuno si ricorderà più di una conferenza stampa mancata: parleranno i novanta minuti, come ha voluto Gasperini.
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