Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

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Francesco Toldo

Dopo avervi raccontato le storie di tre difensori definiti “Vecchie Glorie”, tra i quali anche Roberto Vitiello, ieri siamo tornati con la rubrica dedicata ai protagonisti del nostro calcio. Il 2022, dunque, si è aperto con il racconto della storia di un grande portiere del passato: quello di Antonio Chimenti. Oggi, invece, vi narreremo le imprese di un altro estremo difensore, che ha vissuto con la maglia della nostra Nazionale alcune delle proprie esperienze migliori. Come anticipato nel titolo, stiamo parlando di Francesco Toldo

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

Da Padova fino al tetto d’Europa con l’Inter, la storia del classe ’71 è davvero bellissima. Forse, per la prima volta, parliamo di un calciatore che ha infiammato gli animi dei tifosi più con la maglia azzurra che con quella dei club. Con l’Italia, infatti, ha vissuto dei momenti memorabili, come quelli del 29 giugno 2000, in occasione degli Europei. 

Nella vita privata Francesco Toldo ha sposato la moglie Manuela proprio nel 2000, avendo poi con la coniuge due figli, nel 2001 e nel 2005. 

La carriera di Francesco Toldo

Francesco Toldo nasce il 2 dicembre 1971 a Padova, in Veneto. Fin dalla più tenera età si appassiona al gioco del calcio, nonostante non ricopra ancora il ruolo che lo renderà poi celebre all’interno del panorama internazionale. Inizia a praticare questo sport presso la società parrocchiale del paese: l’U.S.M.A. di Caselle di Selvazzano. Solo a 11-12 anni decide di iniziare a difendere i pali della porta della squadra.

Dopo essere stato scartato dal Padova, in seguito ad un provino, Francesco Toldo entra nelle giovanili del Montebelluna. A 16 anni, infine, approda in un grande club: il Milan lo ingaggia e lo aggrega alla squadra Primavera. Nel 1990, il nativo di Padova viene presto al Verona, ma è il terzo portiere della compagine; nel 1991, poi, si trasferisce al Trento, in Serie C2, giocando tutte le gare; infine, nel 1992 passa al Ravenna, in C1, dove scende in campo con grande continuità e ottiene la promozione in Serie B, risultando un assoluto protagonista di questa cavalcata.

Il primo vero passaggio in una grande: la Fiorentina

Nell’estate del 1993, dopo essersi messo in mostra con il Ravenna, viene acquistato con la formula del prestito dalla Fiorentina. Nel ‘93-‘94 gioca in cadetteria da titolare, dato che la Viola è appena retrocessa; l’anno successivo viene ingaggiato, in comproprietà, sempre dalla squadra toscana. La titolarità conquistata durante la cavalcata verso la Serie A rimane una certezza anche durante l’anno 1994-1995. Nell’estate del 1995, quindi, la società decide di riscattarne il cartellino, per 4 miliardi di lire. 

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

Nel ‘95-‘96 la Fiorentina arriva terza in campionato, vincendo anche la Coppa Italia (primo trofeo di Francesco Toldo con il club) e la Supercoppa italiana 1996, in finale contro il Milan. L’esordio in Champions League avviene solo nel 1999, il 14 settembre, quando contro l’Arsenal il classe ‘71 neutralizza anche un rigore a Kanu. Nella partita di ritorno, il 27 ottobre successivo, compie una delle parate più belle della storia del calcio, da lui definita come: “la migliore della mia carriera”. 

L’ottima stagione lo proietta all’Europeo del 2000, dove gioca da titolare. A fine annata sarà addirittura 14º nella classifica del Pallone d’Oro e verrà eletto come terzo miglior portiere dell’anno solare. Nel 2000-2001 avviene il cambio in panchina tra Terim e Mancini e il neo-tecnico porta la compagine a vincere l’ennesima Coppa Italia, la sesta della storia del club e la seconda dell’estremo difensore.

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

A fine anno, purtroppo, la Fiorentina è in assoluta difficoltà economica e la dirigenza è costretta a mettere sul mercato i propri pezzi pregiati: Rui Costa e Toldo vengono sacrificati per salvare i bilanci.

La storia d’amore tra Francesco Toldo e l’Inter

Per 55 miliardi di lire, ben 51 in più rispetto a quanto pagato dalla Fiorentina otto anni prima, Francesco Toldo approda all’Inter. La storia tra l’estremo difensore e i nerazzurri sarà lunga e bellissima, e porterà l’ex-Ravenna a sollevare al cielo anche una Coppa dalle Grandi Orecchie. 

Durante il primo anno (2001-2002), la squadra arriva in semifinale di Coppa UEFA e al terzo posto in Serie A; il 2002-2003 è l’anno segnato dai Derby di Milano: il 19 ottobre, infatti, in campionato, il portiere offre un bell’assist a Vieri, sugli sviluppi di un calcio d’angolo; in semifinale di Champions League, invece, i rossoneri si impongono sui ragazzi di Hector Cuper, che a causa di due pareggi devono abbandonare i sogni di gloria.

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

L’anno successivo il tecnico argentino viene esonerato e Alberto Zaccheroni siede sulla panchina meneghina. Le prestazioni di Francesco Toldo sono altalenanti: il il punto più alto della sua stagione è la neutralizzazione del rigore calciato da Henry a Londra, contro l’Arsenal, in Champions League. Nonostante le prestazioni non brillantissime, l’Inter a fine stagione arriva quarta e conquista un posto nel massimo torneo continentale.

Mancini e Mourinho: gli anni delle vittorie

Nel 2004-2005, alla guida dello spogliatoio, arriva Roberto Mancini. Ad inizio anno il ballottaggio con Alberto Fontana è aperto, ma a lungo andare è ancora Toldo il titolare della squadra. A fine anno l’Inter solleva la Coppa Italia, primo trofeo vinto dal ragazzo veneto con i nerazzurri. Nel 2005-2006 conquista la Supercoppa italiana, giocando da n°1; dalle gare successive, però, diventa il secondo, alle spalle di Julio Cesar. Durante gli anni di Mancini, Toldo vince tre scudetti, una coppa Italia e una Supercoppa italiana.

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

Alla fine del quadriennio, a Milano sbarca l’allenatore che porterà la squadra sul tetto del Mondo: José Mourinho. Il tecnico portoghese lo stima molto, e lo dichiara più volte, ma il titolare rimane Julio Cesar. Con il lusitano, Francesco Toldo vince altri due scudetti, un’altra Coppa Italia e, soprattutto, la tanto agognata Champions League

Nell’estate del 2010, infine, all’età di 38 anni, annuncia il ritiro dal calcio giocato.

Francesco Toldo e la Nazionale italiana 

Come anticipato anche durante la presentazione di questa storia, Toldo vive con la maglia azzurra alcune delle sue più grandi imprese. Nel 1993, sotto la guida di Cesare Maldini, disputa i XII giochi del Mediterraneo, con la Nazionale olimpica. Il 22 settembre del 1993, invece, debutta in Under-21, contro la Danimarca. A fronte di 8 presenze, Toldo si laurea Campione d’Europa nel 1994, dopo aver anche parato un calcio di rigore in semifinale contro la Francia, a Claude Makélélé. 

Toldo in Nazionale maggiore

Nel 1995, l’8 ottobre, esordisce in Nazionale maggiore. Arrigo Sacchi lo getta nella mischia dopo 10’ di gioco, quando il titolare Luca Bucci si fa espellere. All’Europeo del 1996 viene convocato come secondo, alle spalle di Angelo Peruzzi.

Successivamente, Sacchi viene sostituito da Cesare Maldini che, in un primo tempo ne conferma il ruolo di prima riserva, ma poi lo declassa alle spalle di Peruzzi, Pagliuca e Buffon. Ai Mondiali del ‘98, quindi, il classe ‘71 partecipa solo perché Peruzzi si infortuna. 

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

Alla fine della rassegna francese, il CT cambia, e Dino Zoff congeda sia Pagliuca che Peruzzi, eleggendo a n°1 Gianluigi Buffon. Prima di Euro2000, però, Buffon si infortuna. Sarà proprio in quest’occasione che Francesco Toldo sfrutterà la vetrina internazionale per dimostrare al mondo intero il proprio valore.

L’Italia arriva in semifinale contro l’Olanda e, il n°1 azzurro, si esalta. Nel primo tempo della sfida neutralizza un calcio di rigore di Frank De Boer; successivamente, con la sfida ancora in parità dopo i supplementari, Toldo para ben due penalty, ancora a De Boer e a Bosvelt, diventando l’eroe della sfida. Alla fine del torneo, perso dall’Italia in finale, viene eletto all’interno della Top-11 della manifestazione. Trapattoni, quindi, non prende una decisione definitiva su chi sia il vero titolare, lasciando in ballottaggio sia lui che Buffon.

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

Al Mondiale del 2002 Francesco Toldo è un “secondo” di lusso; mentre al successivo Europeo, non è più sicuro di essere la prima riserva, data la convocazione dell’esperto Peruzzi. Alla fine della rassegna continentale, il portiere dell’Inter annuncia il ritiro dalla Nazionale, concludendo la sua esperienza con 28 presenze e soli 15 gol subìti.

Francesco Toldo fuori dal campo e oggi

Appena dopo aver annunciato il ritiro dal calcio, Toldo è entrato a far parte della dirigenza interista. Dapprima ha collaborato con diversi progetti nerazzurri, tra tutti con Inter Campus e Inter Forever. Successivamente, ad agosto del 2011 è diventato l’allenatore dei portieri dell’Under-20 azzurra, affiancando l’amico ed ex-compagno Di Biagio. Con il passaggio di quest’ultimo allUnder-21, anche l’ex-portiere si trasferisce alla “successiva” rappresentativa nazionale. 

Indubbiamente, Francesco Toldo è stato uno dei monumenti del calcio italiano tra l’inizio degli anni 2000 e l’inizio dello scorso decennio. Le sue parentesi alla Fiorentina e all’Inter sono state assolutamente vincenti, con ben 15 trofei sollevati. La sua seconda parte di carriera con la squadra nerazzurra, è stata emblematica. Toldo, dall’arrivo di Julio Cesar, ha saputo dimostrare di essere anche un grande professionista, oltre che un incredibile estremo difensore.

Vecchie Glorie: parliamo di Francesco Toldo

Aver accettato di essere il “secondo” per il bene della squadra, lo ha fatto entrare ancor di più nel cuore dei tifosi. Una rosa di livello, infatti, non può essere composta solamente da 11 titolari, bensì deve anche poter contare su riserve professionali ed estremamente preparate, anche per il lavoro da svolgere durante la settimana. Francesco Toldo, nell’Inter, ha saputo interpretare anche questo ruolo

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