Vecchie Glorie: parliamo di Giorgos Karagounis

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Vecchie Glorie: parliamo di Giorgos Karagounis

Nuovo appuntamento con la consueta rubrica “Vecchie Glorie”, targata 11contro11. In particolare, dopo aver rivissuto le gesta di Amantino Mancini, oggi si ripercorreranno i vari step della carriera di un altro ex Inter: Giorgos Karagounis. Il centrocampista greco ha avuto la sfortuna di passare dal nostro campionato in un periodo di piena rifondazione in casa nerazzurra. Non si discutono, infatti, le ottime qualità da incursore, nonché la precisione del tiro dalla lunga distanza, dimostrati in giro per l’Europa e con la Grecia. Con la Nazionale ellenica, in particolare, tutti gli appassionati e gli addetti ai lavori ricordano la grande impresa della vittoria degli Europei del 2004 in Portogallo. Un traguardo che ha permesso a Karagounis e compagni di incidere di diritto il proprio nome nei libri della storia del calcio.

La carriera di Giorgos Karagounis: gli inizi in patria

Giorgos Karagounis nasce il 6 marzo 1977 a Pyrgos, comune di circa 50.000 abitanti sito nella Grecia occidentale. La crescita calcistica del centrocampista si consuma nel settore giovanile del Panathinaikos, uno dei club più blasonati nella penisola greca. Un rapporto speciale quello tra le parti in causa, al punto che, in seguito, si sarebbero ritrovate. Nel frattempo Karagounis debutta fra i professionisti, rientrando nella rosa che vince, nel 1996, la Supercoppa nazionale. In seguito si trasferisce all’Apollon Smyrnis, dove in due stagioni trova anche i suoi primi gol in carriera in campionato, ben 7.

Terminata questa esperienza fa ritorno al Panathinaikos, dove diventa punto fermo della formazione biancoverde. In particolare si distingue oltre i confini, quando si fa notare per aver eliminato la Juventus dalla Champions League 2000-2001 e per le realizzazioni personali contro Manchester United e Arsenal. Di pregevole fattura, in particolare, il gran gol segnato a Old Trafford, con un destro imprendibile, su punizione dalla lunga distanza, per l’allora portiere campione del mondo in carica, Fabien Barthez. Il cammino di quella squadra, tuttavia, si ferma alla seconda fase a gironi, non potendo nulla di fronte a corazzate come gli stessi inglesi e il Valencia.

Le parentesi Inter e la gloria europea con la Grecia

Nel 2003, dopo aver totalizzato 182 presenze complessive, 40 gol e 13 assist, Giorgos Karagounis decide di provare una nuova esperienza, lontano dalla propria patria, per trovare la giusta gloria e la crescita personale come calciatore. A puntare su di lui, come detto, ci pensa l’Inter di Hector Cuper, reduce da un secondo posto in campionato e dalla semifinale-derby di Champions League persa contro il Milan. La squadra, tuttavia, subisce un grande ridimensionamento e fatica più del previsto su tutti i fronti. Nel marasma generale, figlio anche dell’avvento in panchina di Alberto Zaccheroni, ogniqualvolta il centrocampista ellenico riesce a non sfigurare mai, risultando sempre elemento prezioso. La dimostrazione lampante di questo concetto si concretizza nell’estate del 2004.

Come anticipato Karagounis infatti, insieme ai “compagni italiani” Traianos Dellas della Roma, Zisis Vryzas della Fiorentina e a chi come Fanis Katergiannakis e Theodoros Zagorakis avrebbe raggiunto da lì a poco il nostro campionato, vince la rassegna continentale con la maglia ellenica, sotto la guida di Otto Rehhagel. Una cavalcata fuori da ogni logica e irripetibile quella della selezione ellenica, capace di avere la meglio su squadre più attrezzate come Spagna, Francia, Repubblica Ceca e per ben due volte contro i padroni di casa del Portogallo, l’ultima in finale. Nella gara inaugurale, in particolare, il centrocampista nerazzurro apre le danze contro i lusitani, nella gara che si conclude col successo per 1-2. La più grande soddisfazione per Karagounis, diventato in seguito il recordman di presenze con la Grecia, ben 139.

Dal Benfica al “Panathinaikos ter

Gli ottimi risultati di Euro 2004 permettono a Giorgos Karagounis di incrementare il minutaggio con la maglia della prima Inter di Roberto Mancini. Il club nerazzurro tuttavia, dopo la vittoria in Coppa Italia, decide di non puntare più su di lui. Complice, senza dubbio, anche l’arrivo, a cavallo di quella stagione, di altri campioni come Juan Sebastian Veron, Esteban Cambiasso, Luis Figo e gregari di lusso come David Pizarro. Di conseguenza il centrocampista ellenico si trasferisce al Benfica, dove diventa uno dei titolari, realizza 3 reti e 2 assist, ma in due stagioni non porta a casa nessun trofeo.

In seguito, nel 2007, Karagounis decide di ritrovarsi, nuovamente, lì dove tutto aveva avuto inizio, nel suo Panathinaikos. Col club ateniese gioca altre 181 partite, realizzando altri 20 gol e ben 35 assist, riuscendo a portare in bacheca, nel 2010, un campionato e una coppa nazionale, avendo la meglio, in quest’ultimo caso, sull’Aris Salonicco allenato dal suo, succitato, ex allenatore all’Inter, Hector Cuper. Inoltre, incontra proprio il suo passato italiano in Champions League, nella stagione 2008-2009. Dopo la sconfitta casalinga per 0-2, Karagounis e compagni si riscattano col clamoroso 0-1 di San Siro, terminando  anche il girone al primo posto. Anche in quell’occasione, tuttavia, il cammino si ferma prematuramente, cedendo al Villarreal agli ottavi di finale.

L’ultima esperienza al Fulham

Dopo aver detto definitivamente addio al Panathinaikos, Karagounis non appende subito gli scarpini al chiodo. Il centrocampista ellenico, infatti, si concede un’ultima esperienza da calciatore in uno dei campionati più prestigiosi esistenti. Nel 2012 infatti, nonostante abbia ormai raggiunto i 35 anni, il Fulham, militante in Premier League, decide di affidarsi a lui per il proprio centrocampo.

In due stagioni in Inghilterra, Karagounis riesce a diventare leader del club londinese, trovando la via della rete sia in campionato, contro il Wigan, che in FA Cup, contro il Blackpool. In entrambi i casi, gol tutt’altro che banali. Nel primo caso, in particolare, dopo aver ricevuto la palla sulla trequarti campo, riesce a saltare due avversari, liberando un destro rasoterra sul palo più lontano. Nel secondo, poi, regala il pari alla propria squadra raccogliendo il pallone su una respinta del difensore avversario, stoppando il pallone e colpendolo al volo dopo due rimbalzi. 

Una parabola discendente che beffa il malcapitato portiere avversario, che nulla può fare davanti a un tiro così preciso. Due reti entrambe molto belle, che sintetizzano alla perfezione le capacità e le caratteristiche di un calciatore che, probabilmente, per quanto visto, ha raccolto tanto ma avrebbe anche potuto fare anche di più.

Giorgos Karagounis oggi: dallo staff tecnico della Grecia a “Inter Forever”

Un amore come quello per il calcio, tuttavia, difficilmente può scindersi da chi lo ama. E infatti, almeno inizialmente, Giorgos Karagounis intraprende una nuova esperienza nello staff tecnico di Claudio Ranieri. Il tecnico di Testaccio, divenuto commissario tecnico della Grecia, tuttavia, dura pochi mesi sulla panchina ellenica, nel 2014. Di conseguenza, l’ex centrocampista accantona l’idea della panchina per tornare alle origini.

Da diversi anni, infatti, Karagounis ha ripreso a giocare, a livello semi-amatoriale. Nello specifico è entrato a far parte di “Inter Forever”, la selezione di vecchie glorie nerazzurre che si cimenta in amichevoli contro avversarie di lusso, composte da altri ex calciatori. Nel 2017, addirittura, si è tenuto un match proprio tra la selezione meneghina e la Grecia del 2004, vinta ai rigori dai nerazzurri. Una scelta sicuramente insolita, ma che gli permette di divertirsi ancora, facendo ciò che più gli piace e più gli ha dato nella propria vita.

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