
Eccoci con il nostro consueto spazio dedicato al mondo del calcio femminile, in quest’occasione siamo andati ad intervistare Federica Barrile, nelle ultime stagioni in forza al Meda ed attualmente svincolata. Nata a Messina, Federica ci ha raccontato del suo amore per il calcio, per il suo idolo e ci ha svelato quello che è il suo sogno nel mondo del pallone. Ecco di seguito l’intervista integrale.
A tu per tu con Federica Barrile
Ciao Federica, grazie mille per averci concesso quest’intervista. La prima curiosità che mi viene da chiederti è: come è nata la tua passione per il calcio?
La mia passione per il calcio è nata grazie a mio fratello, che è più grande di me di sei anni. Con lui ho iniziato a giocare a pallone in casa e poi, insieme ai suoi amici, anche in alcune partitelle. Da bambina, però, praticavo altri sport. Ho iniziato a giocare a calcio a 17 anni, prima nel calcio a cinque e poi, a Messina, nel calcio a 11.
Sono felice di essere arrivata comunque a un buon livello, seppur con un po’ di ritardo. Posso però dire che, nonostante non giocassi in una squadra di calcio e praticassi altri sport, mi sono sempre allenata giocando in strada insieme a mio fratello o anche da sola, sentendomi libera di esprimere la mia creatività, un aspetto che cerco di portare ancora oggi nel mio gioco. Gran parte di quello che sono oggi come calciatrice lo devo proprio a mio fratello!
Quali sono state le prime tappe della tua carriera?
Ho iniziato a giocare nel calcio a cinque e poi sono passata all’Unime, la squadra dell’Università di Messina. Successivamente la squadra ha cambiato nome ed è diventata Camaro, e abbiamo raggiunto una finale contro il Sant’Agata per salire di categoria. Nonostante la sconfitta per 1-0, ho vissuto comunque un’annata positiva e sono poi andata a giocare proprio nel Sant’Agata, dove ho disputato un’ottima stagione. Da lì sono arrivata al Matera e, successivamente, al Meda.
Qui ho militato nelle ultime due stagioni: nella prima ho fatto davvero molto bene; nella seconda, invece, ho avuto un po’ di sfortuna e alcuni infortuni. Nonostante questo, anche grazie alle mie compagne, abbiamo disputato una stagione molto positiva, conclusa al secondo posto. Adesso che è terminato il mio contratto con la squadra, sto recuperando da un infortunio rimediato nell’ultima partita della stagione e sto valutando quale possa essere la mia prossima destinazione.

So che hai iniziato a giocare a 17 anni, passando prima per il calcio a cinque: cosa ti porti nel calcio a 11 dell’esperienza del calcetto?
Di sicuro una delle caratteristiche che mi porto dietro è il dribbling, insieme alla rapidità di pensiero che bisogna avere nel calcio a cinque. Soprattutto per me, che gioco come attaccante, questa è una qualità molto importante perché aiuta ad avere freddezza durante le giocate. Inoltre, sono molto esplosiva: sul breve vado molto bene e anche questo mi ha aiutato nell’approccio al calcio a 11. Avere dimestichezza con il pallone grazie al calcetto e trasferire tutto questo nel calcio a 11 permette di migliorare ulteriormente. Il tutto anche grazie alle dimensioni maggiori del campo, che ti fanno sentire più libera quando provi una giocata.
Sei una calciatrice molto duttile: in quale ruolo ti senti meglio?
Giocare a centrocampo non mi è mai dispiaciuto, anche perché mi sono sempre esaltata tra recuperi di palla e scivolate. Però, per come sono fatta io, che ho bisogno di correre e provare le giocate, penso che il ruolo di esterno sia quello più adatto a me. Mi ispira di più anche perché tentare una giocata a centrocampo è molto più rischioso: se perdi palla, esponi la squadra al rischio di subire un gol. Giocando invece più avanti, in posizione esterna, ho più spazio e maggiori possibilità di mettere in mostra le mie qualità nel dribbling e nell’esplosività.
Quali sono le tue caratteristiche migliori? In cosa, invece, vorresti migliorare in vista della prossima stagione?
Tra le mie caratteristiche migliori ci sono sicuramente la velocità e il dribbling e, curiosamente, anche il colpo di testa, nonostante la mia bassa statura. Mi aiuta molto avere un buon senso della posizione. Infatti, lo scorso anno, dei 12 gol che ho realizzato, ben tre sono arrivati di testa sugli sviluppi di calci d’angolo. Per la prossima stagione, invece, uno degli aspetti su cui voglio lavorare maggiormente è il piede sinistro, cercando di portarlo il più possibile allo stesso livello del destro. Con quest’ultimo mi piace rientrare verso il centro del campo e calciare a giro, cercando di emulare Del Piero, il mio idolo.

Mi dicevi che hai Del Piero come idolo: cosa rappresenta per te?
Per me è l’essenza del calcio italiano e non trovo un altro modo per descriverlo. Ogni volta che lo vedevo giocare, quando ero più piccola, mi faceva venire voglia di prendere un pallone e scendere in campo, o anche semplicemente in strada, per allenarmi cercando di emulare le sue giocate.
Che sogno hai nel mondo del calcio?
Il mio sogno è quello di arrivare a giocare in Nazionale. Penso infatti che poter rappresentare il proprio Paese sia la massima aspirazione per tutte le ragazze che praticano questo sport. So che è difficile, perché ho già 25 anni e c’è ancora tanta strada da fare, ma questo è l’obiettivo che mi sono posta e voglio provare a raggiungerlo. Con molta umiltà posso dire che so che è quasi impossibile, ma continuo a sperarci e a lavorare ogni giorno per cercare di realizzare questo mio grande sogno.
Ancora grazie di cuore a Federica Barrile per averci concesso quest’intervista e per averci raccontato della sua passione per il calcio. Noi di 11contro11 le auguriamo “pronta guarigione” e di trovare una squadra nella quale poterti esprimere al meglio. Soprattutto, le auguriamo di continuare a divertirsi nella prossima stagione e in quelle future. Un grande in bocca al lupo: faremo il tifo per te!
Fonte immagini: foto di Ilenia La Mattina
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