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Sassuolo, il caso Muric: le papere di Frosinone (e non solo) riaprono il ballottaggio con Turati

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Sassuolo, il caso Muric: le papere di Frosinone (e non solo) riaprono il ballottaggio con Turati

Muric, la notte nera dello Stirpe di Frosinone: due papere, voto 3 e Turati che scalpita per la porta del Sassuolo.

Per un portiere esistono serate in cui tutto quello che può andare storto va storto, e quella di venerdì allo Stirpe è stata una di queste. Arijanet Muric ha vissuto novanta minuti da dimenticare nel 4-2 con cui il Frosinone ha battuto il Sassuolo, e lo ha fatto nel modo più crudele possibile: con due errori individuali, ravvicinati e decisivi, che hanno spianato la strada alla tripletta di Antonio Raimondo. Il voto, nelle pagelle, è un tre quasi unanime. E per il Sassuolo, che a otto punti resta a metà classifica, si apre un tema che fino a poche settimane fa sembrava chiuso: quanto può ancora fidarsi di lui?

Muric, i due errori contro il Frosinone che hanno cambiato la partita per il Sassuolo

Per capire la gravità della serata bisogna ricostruirla minuto per minuto, perché le due sviste di Muric arrivano in una finestra di appena quattro minuti, intorno alla mezz’ora del primo tempo. Il Sassuolo era appena riuscito a ripristinare l’equilibrio con Berardi dopo il vantaggio iniziale di Calò, e la partita sembrava poter prendere una piega diversa.

Al 26′ arriva il primo pasticcio. Su un pallone lungo che arriva in area da destra, Muric esce, ma si perde la traiettoria e non riesce né a bloccare né a respingere con decisione. Raimondo, il più lesto a capire cosa sta succedendo, ne approfitta e firma il 2-1. In quell’azione c’è anche una parte di responsabilità del difensore Caleta-Car, ma la sensazione, vedendo le immagini, è che il portiere avrebbe dovuto chiudere la questione.

Passano pochi minuti e il film si ripete. Dopo un campanile innescato proprio da Caleta-Car, Muric sceglie di uscire di testa, sbaglia completamente l’intervento e lascia il pallone a disposizione di Raimondo, che lo ruba e lo deposita nella porta vuota per il 3-1. È un errore di lettura e di esecuzione allo stesso tempo, di quelli che un portiere di Serie A non può permettersi, e che nei commenti a caldo è stato indicato come l’estrema sintesi della sua serata.

Frosinone-Sassuolo: non solo le due papere per Muric

Se i due gol sono il dato più evidente, la prestazione di Muric non è stata negativa soltanto per quelli. Nelle cronache della gara si ricordano anche una serie di scelte rischiose con i piedi: un passaggio sbagliato che ha regalato il possesso agli avversari poco dopo la mezz’ora, un dribbling pericolosissimo davanti alla propria linea di porta nella ripresa, con Raimondo a un passo dal portargli via il pallone, e un cross che si è perso tra le sue braccia quando il risultato era ancora in bilico. Più di una cronaca ha sottolineato come il portiere neroverde apparisse in difficoltà anche sul piano psicologico, come se ogni intervento portasse con sé il peso dell’errore precedente.

C’è poi il quarto gol, quello della tripletta di Raimondo, che nasce da una respinta corta di Muric sul colpo di testa di Ghedjemis. Non è un errore evidente come i precedenti, ma è l’ennesima conferma di una serata in cui nulla è riuscito a girare nel verso giusto. Il portiere ha anche compiuto qualche buon intervento, come la respinta sul primo palo su Raimondo o l’uscita sul tiro di Bracaglia.

Muric, una storia che arriva da lontano

Sarebbe però ingiusto raccontare la serata di Muric come un fulmine a ciel sereno, e altrettanto scorretto descrivere tutta la sua stagione come un incubo continuo. Il quadro è più sfumato. Il Sassuolo ha investito sette milioni di euro per riscattarlo dall’Ipswich dopo un campionato scorso di ottimo livello, con una media voto alta, tante parate e un rendimento che lo aveva imposto come uno dei portieri più sollecitati e più efficaci della Serie A. In questa stagione, alla prima giornata contro l’Atalanta, la sua prova era stata giudicata sufficiente e senza colpe sui due gol subiti, e anche contro il Milan, pochi giorni fa, era stato tra i migliori dei suoi, tenendo in piedi i neroverdi in una partita difficile.

Eppure le avvisaglie di fragilità c’erano già. Durante il precampionato, le uscite del portiere avevano lasciato qualche perplessità, e nell’amichevole contro l’Augsburg i suoi errori erano stati pesanti, a partire dalla gestione dei tempi di intervento. Già dallo scorso anno, d’altra parte, gli sbagli nei momenti decisivi non mancavano: l’uscita a vuoto nel finale contro la Lazio che aveva regalato la vittoria ai biancocelesti era costata punti pesanti e aveva aperto la discussione sul suo rendimento.

La fiducia di Aquilani e i dubbi attorno

Dopo la partita, l’allenatore Alberto Aquilani ha scelto la linea della protezione. Ha ribadito la fiducia nel portiere, spiegando che non c’è nessuna croce da mettergli addosso, ma ha anche tracciato un confine netto: l’errore fa parte del gioco, ma quando si trasforma in superficialità bisogna fermarlo, perché si tratta di sbagli evitabili. È un messaggio che suona come un sostegno ma anche come un avvertimento, e che dice molto sul momento della squadra.

Nelle pagelle il giudizio è stato impietoso. C’è chi si chiede dove sia finito il portiere che brillava a inizio dello scorso campionato, chi sottolinea come abbia perso via via la fiducia e continui a sbagliare, chi parla di una serata che costa punti alla squadra. E nel Sassuolo, che dopo il bel pareggio con il Milan puntava a una prova di maturità, la sconfitta di Frosinone ha lasciato un sapore ancora più amaro.

L’ombra di Turati

Ed è qui che entra in scena il nome che da giorni circola attorno alla porta neroverde: Stefano Turati. Il portiere, classe 2001, è un prodotto della casa, ha già vestito la maglia del Frosinone in prestito e conosce bene l’ambiente. Nella seconda parte dello scorso campionato aveva avuto spazio con una certa continuità, convincendo l’allora tecnico Grosso, tanto che a un certo punto si parlava di lui come dell’erede naturale di Muric. Poi, dopo il riscatto del kosovaro e le scelte di mercato, le gerarchie si sono riassestate: Muric davanti, Turati alle sue spalle.

Nei giorni che hanno preceduto la sfida con il Milan, un problema fisico di Muric aveva fatto pensare a un possibile impiego di Turati dall’inizio. Alla fine il titolare ha recuperato e ha giocato, ma il segnale era chiaro: la società ha in casa un’alternativa credibile, pronta a prendersi la maglia se le cose dovessero continuare a non girare. Dopo la serata di Frosinone, il tema diventa inevitabilmente più caldo. Non si tratta di una bocciatura ufficiale, né di una decisione già presa, ma l’ipotesi di un cambio non appare più così remota.

Il ruolo dei piedi e la psicologia

C’è un elemento che rende la questione ancora più complessa. Per caratteristiche, Muric è un portiere abituato a giocare con i piedi e a partecipare alla costruzione, un aspetto che il Sassuolo ha sempre considerato un valore aggiunto rispetto a Turati, giudicato in passato meno sicuro nella gestione del pallone. Il problema è che, nei momenti di difficoltà, questa stessa qualità può trasformarsi in un rischio: un passaggio sbagliato o un dribbling di troppo, soprattutto quando la fiducia vacilla, finiscono per diventare una condanna.

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