
In questo articolo andiamo a scoprire, attraverso un approfondimento dettagliato, tutto quello che c’è da sapere sulla Bosnia-Erzegovina, l’avversaria che gli azzurri si troveranno di fronte nel match decisivo per andare al Mondiale 2026. Infatti, contro il più quotato Galles che giocava la sua “semifinale” degli spareggi in casa, a passare sono stati i bosniaci.
Questo aspetto già dice molto sulla personalità della squadra. Andiamo ora a vedere più nel dettaglio quelli che sono gli aspetti chiave della partita di martedì sera (ambiente, modulo, giocatori migliori) su cui potranno contare i balcanici per cercare l’impresa contro l’Italia.
Bosnia-Erzegovina, la gara contro l’Italia si giocherà a Zenica: ecco il motivo!
La nazionale bosniaca ha scelto di giocare il match decisivo nella cittadina di Zenica, anziché nella capitale della nazione che è Sarajevo. Il tutto può sembrare controproducente visto che lo stadio del match sarà più piccolo, ma proprio qui sta il punto chiave della decisione che ricalca in parte quanto fatto anche dagli azzurri contro l’Irlanda del Nord.
Infatti, i bosniaci preferiscono giocare in un ambiente più piccolo ma potenzialmente più “incendiario”. Lo Stadion Bilino Polje ha si una capienza di soli 16.500 spettatori contro i 30.000 dell’impianto di Sarajevo ma contrariamente a quello della capitale, che ha la pista di atletica, è attaccato al campo. Ed i tifosi bosniaci, che hanno già esaurito in ogni ordine di posto i biglietti a loro disposizione, si faranno sentire contro Dimarco e compagni.

Dunque, ecco che avere circa 15.000 tifosi attaccati, pronti ad incitare per 90′ e più la propria nazionale ha un peso. O almeno lo ha avuto per chi ha dovuto prendere questa decisione. Anche contro il fattore scaramanzia che ha visto proprio in questo stadio la nazionale bosniaca perdere il playoff per andare ai Mondiali nel 2010, contro il Portogallo.
Ct e modulo usato dalla Bosnia-Erzegovina
Il CT alla guida della nazionale dei Balcani è Sergej Barbarez, classe 1971 ed è alla guida della Bosnia dal 2024, alla prima esperienza come commissario tecnico. In carriera ha giocato quasi interamente in Germania, ed ha vestito la maglia della nazionale bosniaca dal 1998 al 2006.
“Un uomo in missione” così ha ammesso di sentirsi al momento dell’insediamento come commissario tecnico della Nazionale. E soprattutto un personaggio che ama dire ciò che pensa, come dimostrato in occasione della polemica contro l’allenatore gallese del Broenby per il mancato utilizzo di Tahirovic, il regista della sua Bosnia.

Il modulo con cui la squadra scende in campo solitamente è un solido ed arcigno 4-4-2, anche se in varie fasi dell’incontro può adottare più schieramenti. Contro gli azzurri martedì però almeno di partenza il modulo sarà proprio il 4-4-2. Uno schieramento che tende ad occupare bene ogni centimetro di campo in fase di non possesso ed a rendere pericolosa – grazie alle due punte – anche la fase offensiva.
Chi sono i giocatori più pericolosi della Bosnia Erzegovina? Ecco i 3 giocatori più pericolosi
Di giocatori interessanti e di personalità ce ne sono davvero molti nella Nazionale che è sulla strada dell’Italia per arrivare al prossimo mondiale. Andiamo ora a vedere più nel dettaglio i 3 giocatori che hanno qualcosa in più dei compagni di squadra.
Tarik Muharemovic: il difensore centrale del Sassuolo è uno dei giovani che meglio si sono comportati nella squadra neroverde al ritorno in Serie A. E sicuramente sarà un pezzo pregiato in chiave calciomercato durante la sessione estiva. Scuola Juventus, alto 187 centimetri, è abile sia nel gioco aereo che in fase di impostazione. Servirà una gran prova da parte di Kean, Retegui e Pio Esposito per metterlo in difficoltà. Il suo valore di mercato è di circa 20 milioni e l’augurio è noi tifosi italiani ci facciamo è che martedì sera sia meno in forma del solito.

Kerim Alajbegovic: è giovanissimo, classe 2007, ma il talento davvero non gli manca. Il suo impatto devastante in Galles, dove ha messo a referto il preziosissimo assist per il pareggio di Dzeko ed ha poi segnato l’ultimo rigore della serie che ha permesso alla Bosnia di giocarsi l’atto conclusivo di questo spareggio contro l’Italia, sono li a dimostrarlo. Rapido, tecnico, dotato di buona capacità negli 1vs1 è in procinto di essere riscattato dal Bayer Leverkusen e poi chissà, ma ora in testa ha solo il desiderio di portare il suo paese al Mondiale. Fare molta attenzione: negli ultimi 25′ può essere un fattore.
Ermedin Demirovic: attaccante centrale che milita in Bundesliga con la maglia dello Stoccarda, ha dato ha più riprese segno delle sue qualità. Quest’anno con varie partite ancora da giocare è a quota 9 gol e 2 assist: centravanti che vede, insomma, bene la porta avversaria. Bravo a tener su palla, ha la capacità di saper svariare anche sull’esterno grazie ad una buona velocità. Molti pericoli per gli azzurri passeranno da lui.
La stella della Bosnia-Erzegovina: Edin Dzeko
L’ultimo paragrafo non può che essere per lui, l’uomo più temuto nonostante la sua longeva età, l’uomo che ha dato con la sua rete la possibilità alla Bosnia-Erzegovina di giocarsi la chance di arrivare al Mondiale pareggiando allo scadere contro il Galles. Stiamo ovviamente parlando di Edin Dzeko. Un calciatore che in Italia – grazie alle parentesi con la maglia di Roma ed Inter – conosciamo benissimo.
Guai a pensare che sia finito visto il poco impatto avuto a Firenze. Da Gennaio, infatti, dopo esser tornato in Germania in Serie B tedesca allo Schalke 04 è rinato. Gol, assist e tanta leadership al servizio della squadra tedesca e soprattutto del suo paese.

Per lui, per il Cigno di Sarajevo, così chiamato per la grande eleganza nonostante la stazza fisica, potrebbe essere l’occasione da sogno per concludere la carriera. Portare il suo paese al Mondiale, infatti, sarebbe la chiusura degna di un’era in cui ha fatto sognare la Bosnia intera. Alla difesa degli azzurri il compito di non far realizzare questo finale da film romantico.
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