Home Serie A Como, Liberali illumina Firenze: il mancino del 19enne stende la Fiorentina

Como, Liberali illumina Firenze: il mancino del 19enne stende la Fiorentina

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Como, Liberali illumina Firenze: il mancino del 19enne stende la Fiorentina

Liberali, che esordio! Il gioiello del Como illumina il Franchi e lancia Fàbregas

Ci sono esordi che passano inosservati e ci sono esordi che restano. Quello di Mattia Liberali da titolare in Serie Acon i comaschi appartiene alla seconda categoria. Domenica pomeriggio, al Franchi, il Como ha battuto 3-1 la Fiorentina di Vanoli ritrovando la vittoria dopo tre partite senza successi tra campionato e Champions League, e a rubare la scena è stato un ragazzo di diciannove anni alla sua prima partenza dal primo minuto con la maglia lariana. Un mancino a giro nell’angolo lontano, una rete di rara bellezza, e un gol che pesa doppio: sbloccare una partita nata complicata e dare fiducia a una squadra che stava iniziando ad avvertire la pressione.

Como-Liberali, una domenica che nasceva in salita

Per capire il peso della prestazione di Liberali bisogna ricordare il contesto in cui il Como è arrivato a Firenze. La squadra di Cesc Fàbregas veniva da un periodo complicato: un solo punto nelle ultime due giornate di campionato e la prima sconfitta in Champions League, quella contro il Feyenoord, in cui si era fatto male anche Diao. Il tecnico spagnolo aveva dovuto fare i conti con qualche assenza importante, e come se non bastasse, poco prima del via, anche Yan Couto è stato costretto a fermarsi nel riscaldamento, con Smolcic a prendere il suo posto sulla corsia destra.

In questo quadro, la scelta di Fàbregas di lanciare dal primo minuto Liberali ha avuto il sapore di una piccola scommessa. Un giovane cresciuto nel vivaio del Milan, già visto a Catanzaro e in cerca di spazio nella rosa lariana, chiamato a giocare alle spalle di Douvikas insieme a Caqueret e Nico Paz in un 4-2-3-1 che chiedeva qualità, corsa e personalità. Una responsabilità non da poco, soprattutto in uno stadio caldo come il Franchi, con una Fiorentina decisa a riscattare la sconfitta di Genova.

Un avvio vivace, poi il gol

La partita, fin dai primi minuti, è stata ricca di emozioni. Il Como ha cercato il solito avvio aggressivo, ma la Fiorentina ha risposto con coraggio, attaccando la profondità e sfruttando gli spazi lasciati dai lariani. Pedro Gonçalves è stato uno dei più ispirati, e Njie ha avuto una buona occasione dopo un lancio illuminante, ma si è fatto recuperare. De Gea ha dovuto compiere due interventi importanti, su Da Cunha e poi sul colpo di testa di Douvikas sul corner successivo, con la respinta che è finita proprio sui piedi di Liberali, che ha mandato a lato da pochissimi metri.

È un dettaglio che vale la pena ricordare, perché racconta molto del carattere del ragazzo. Dopo l’errore a porta praticamente vuota, un giovane meno sicuro avrebbe potuto perdere fiducia. Lui, invece, ha continuato a muoversi con personalità, a cercare il pallone e a dialogare con i compagni, fino al momento giusto. E il momento giusto è arrivato al 32′.

Il capolavoro del 32′

L’azione parte da un contropiede del Como, innescato da un contrasto in cui Kempf sembrava aver commesso un fallo su Pedro Gonçalves, fallo non sanzionato dall’arbitro e contestato a lungo dai viola. Il pallone arriva a Caqueret, che serve Liberali al limite dell’area. Il ragazzo controlla, si accentra e lascia partire un mancino a giro che si infila nell’angolo basso lontano, beffando De Gea. Un gesto tecnico da attaccante di razza, di quelli che nascono da un’idea chiara e da una fiducia assoluta nei propri mezzi.

È il suo primo gol in Serie A, arrivato alla prima da titolare con il Como. E c’è anche un numero che racconta la dimensione del momento: stando ai dati diffusi, è il primo gol di un calciatore italiano per il Como in Serie A dai tempi di Patrick Cutrone, nel maggio 2025. Un dettaglio statistico che fa capire quanto il percorso di un giovane italiano in una squadra così internazionale sia raro, e quanto sia significativo per un club che sta provando a costruire una rosa multiculturale ma con un’identità riconoscibile.

Il tris e il quadro della partita

Quattro minuti dopo il vantaggio, il Como ha già raddoppiato: Valle pesca Nico Paz in area con una pennellata e l’argentino, di testa, non sbaglia. È il 2-0 che sembra chiudere i conti, ma la Fiorentina non si arrende. Al 42′ Pongracic accorcia con una conclusione in mischia, e nel recupero del primo tempo il difensore croato segna ancora, con un destro al volo spettacolare, che però viene annullato per fuorigioco. Un episodio che ha scatenato le proteste viola, aggravate dalla segnalazione di un malfunzionamento del sistema semiautomatico.

Nella ripresa il Como gestisce meglio i ritmi e colpisce ancora con Douvikas, implacabile come sempre, che al 56′ firma il definitivo 1-3. Per la Fiorentina, che pure aveva giocato una partita tutt’altro che brutta, è il quinto ko in sette giornate di campionato, un dato che spiega bene la difficoltà del momento e la distanza tra le occasioni create e i punti raccolti. Per il Como, invece, sono tre punti che valgono quattordici in classifica, la miglior partenza di sempre nella storia del club in Serie A secondo i dati Opta.

I numeri di una prova convincente

Se il gol è l’immagine che resterà, la prestazione di Liberali è andata ben oltre quell’unico momento. Secondo le statistiche di Sofascore, il giovane ha chiuso la partita con cinquantatré tocchi di palla, il cento per cento dei dribbling riusciti, il sessanta per cento dei duelli vinti e un’accuratezza dell’ottantatré per cento nei passaggi. Numeri che raccontano un calciatore a proprio agio, pulito nella gestione del pallone e coraggioso nella ricerca dello spazio. Nelle pagelle, non a caso, il suo nome è tra i migliori: un sette pieno, alla pari di Douvikas e subito dopo Nico Paz, che ha ottenuto il 7,5 con gol e assist.

Un altro dato interessante riguarda le occasioni create. Liberali ha avuto anche altre palle gol: al 61′ il suo tentativo è stato murato da Dragusin dopo la respinta su Caqueret, e al 82′ ha strozzato di destro una conclusione in contropiede quando poteva chiudere definitivamente la partita. Segnali di un giocatore che non si accontenta e che cerca sempre la porta, ma anche di una rifinitura che in qualche circostanza può ancora migliorare.

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