
Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, ha parlato prima del big match contro la Laziodi Gennaro Gattuso.
Juventus-Lazio, Spalletti: “Woltemade e Kolo Muani insieme? Questo è il dilemma”. Le parole su Zhegrova, Gatti e Boga.
Luciano Spalletti prepara la Juventus alla sfida contro la Lazio, in programma domenica sera all’Allianz Stadium, con diversi dubbi da risolvere e una certezza: le scelte non riguardano soltanto gli undici giocatori destinati a partire dal primo minuto, ma anche la capacità di incidere a partita in corso. Nella conferenza stampa della vigilia, l’allenatore bianconero ha affrontato numerosi temi, soffermandosi in particolare sul possibile impiego contemporaneo di Nick Woltemade e Randal Kolo Muani, sulle alternative offensive rappresentate da Nico Gonzalez e Federico Gatti e sulla possibilità di concedere maggiore spazio a Edon Zhegrova.
Non è mancato un passaggio su Jeremie Boga, tornato a disposizione ma ancora lontano da una condizione che gli consenta di sostenere l’intera partita. Spalletti ha inoltre analizzato l’importanza delle recenti esperienze europee e la necessità di curare i dettagli per rendere la Juventus più incisiva nei momenti decisivi.
Juventus, Woltemade e Kolo Muani insieme, il grande dubbio di Spalletti
Il principale interrogativo riguarda l’attacco. Spalletti deve decidere se schierare contemporaneamente Woltemade e Kolo Muani oppure conservare uno dei due come possibile soluzione dalla panchina. Una scelta che va oltre la semplice individuazione del centravanti titolare, perché coinvolge anche la gestione delle energie e le possibilità di cambiare volto alla squadra durante la partita.
«Insieme? Questo è il dilemma», ha spiegato l’allenatore, chiarendo di avere ancora diversi aspetti da valutare nelle ore che precedono il match. Il ragionamento parte dalla necessità di costruire una formazione equilibrata, senza rinunciare alla possibilità di aumentare il peso offensivo quando la gara lo richiederà.
Il tecnico ha ribadito un concetto già espresso in altre occasioni: non esistono soltanto titolari e riserve, ma un gruppo di giocatori chiamati a contribuire in momenti differenti. Per Spalletti, ragionare esclusivamente sugli undici iniziali è limitante, perché il risultato può dipendere anche dalla qualità delle sostituzioni e dalla capacità di inserire energie nuove nel momento opportuno.
La possibilità di schierare insieme Woltemade e Kolo Muani, infatti, comporterebbe anche una conseguenza strategica. Utilizzare entrambi dall’inizio significherebbe rinunciare a una parte delle alternative offensive da impiegare nella ripresa. L’allenatore vuole quindi capire quale soluzione possa garantire il miglior rendimento complessivo, considerando non soltanto la partenza della gara ma anche i possibili sviluppi.
La lezione di Vigo e la necessità di essere più incisivi
Nelle valutazioni di Spalletti pesa anche quanto visto nella partita europea contro il Celta Vigo. Il tecnico ha osservato come la Juventus sia riuscita a essere più aggressiva e concreta nella ripresa, mostrando una maggiore capacità di attaccare gli spazi e di cercare con decisione l’episodio in grado di cambiare l’inerzia della gara.
È proprio questo atteggiamento che l’allenatore vorrebbe ritrovare anche in campionato. Non basta preparare bene una partita o costruire le condizioni per arrivare vicino alla porta avversaria: occorre saper riconoscere il momento in cui accelerare, assumersi una responsabilità e trasformare un’opportunità in un risultato concreto.
Woltemade è stato uno degli esempi citati dal tecnico. Spalletti ha ricordato che a Cagliari l’attaccante era rimasto sorpreso in alcune situazioni, mentre a Vigo è riuscito a trovare la via del gol. Un confronto che serve a sottolineare quanto sia importante farsi trovare pronti quando si presenta l’occasione giusta.
Nico Gonzalez e Gatti, le armi da conservare per la ripresa
La gestione delle sostituzioni è uno degli aspetti centrali del ragionamento di Spalletti. Oltre a Woltemade e Kolo Muani, l’allenatore ha indicato Nico Gonzalez e Federico Gatti tra i giocatori che potrebbero garantire un impatto significativo entrando a gara in corso.
La scelta iniziale, quindi, non può essere valutata soltanto sulla base della qualità dei singoli o delle caratteristiche dei giocatori. Il tecnico deve considerare anche quali risorse potrebbero servirgli nella seconda parte dell’incontro, soprattutto se la Juventus dovesse trovarsi nella necessità di cambiare ritmo o modificare la propria struttura offensiva.
Da qui nasce il dubbio sulla contemporanea presenza di Woltemade e Kolo Muani: schierarli entrambi potrebbe aumentare le opzioni offensive dal primo minuto, ma ridurre la possibilità di intervenire successivamente con giocatori capaci di dare una scossa alla partita. Nico Gonzalez e Gatti rappresentano, in questo senso, due alternative che Spalletti vuole valutare con attenzione.
Zhegrova può partire titolare: “Avrebbe meritato di giocare di più”
Tra i nomi finiti sotto i riflettori c’è anche Edon Zhegrova. Spalletti ha riconosciuto le qualità dell’esterno, sottolineando come le sue giocate siano caratterizzate da imprevedibilità e possano creare problemi alle difese avversarie. Il giocatore ha mostrato caratteristiche interessanti, al punto che l’allenatore ha ammesso che avrebbe meritato di trovare più spazio.
La possibilità di vederlo titolare contro la Lazio, dunque, è concreta, anche se la decisione definitiva dipenderà dall’equilibrio complessivo della formazione. Il problema non riguarda soltanto la capacità di Zhegrova di saltare l’uomo o inventare una giocata, ma anche il modo in cui la sua presenza si integra con il resto della squadra.
Spalletti ha infatti richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere le giuste distanze e garantire copertura nelle diverse fasi del gioco. Una squadra che schiera più elementi offensivi deve essere in grado di compensare il rischio di concedere spazi agli avversari, soprattutto quando perde il pallone.
Il riferimento alle due punte e alla presenza di giocatori come Zhegrova e Tavares chiarisce proprio questo aspetto. Quando alcuni interpreti si spingono in avanti, gli altri devono saper leggere i movimenti e contribuire al lavoro difensivo. In caso contrario, la squadra può ritrovarsi in inferiorità numerica e concedere agli avversari la possibilità di ripartire.
L’eventuale impiego dal primo minuto di Zhegrova sarà quindi legato a una valutazione complessiva: valorizzare le sue qualità offensive senza compromettere la solidità collettiva.
Sarr come alternativa a Thuram e McKennie
Un altro giocatore citato da Spalletti è Sarr, descritto dall’allenatore come un elemento dotato di caratteristiche versatili. Il tecnico ha sottolineato la sua capacità di svolgere compiti differenti, dalla gestione del pallone agli inserimenti, passando per il recupero e il lavoro necessario a interrompere le azioni avversarie.
Secondo Spalletti, Sarr possiede qualità che gli permettono di interpretare più ruoli all’interno del centrocampo. La sua duttilità può diventare particolarmente utile in una fase della stagione in cui gli impegni ravvicinati impongono di gestire le energie e distribuire le responsabilità tra più giocatori.
Spalletti ha anche evidenziato alcune qualità meno immediatamente visibili, tra cui la capacità di calciare dalla distanza. L’obiettivo è valorizzare un giocatore che, secondo l’allenatore, può contribuire in diversi modi e diventare una risorsa preziosa per il gruppo.
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