
Oggigiorno, nel calcio moderno, la spinta all’omologazione è sempre più forte. Siamo arrivati a costruire un’idea uniforme, monolitica e condivisa a cui sempre più club e atleti si adeguano, arrivando a creare dei tag universalmente riconosciuti che ormai dominano non soltanto gli aspetti squisitamente tecnici di questo sport, ma anche la sua narrazione. Un pensiero (quasi) unico che ha mano a mano spazzato via ogni forma di diversità. Fino a qualche decennio fa, però, non era così e ogni Paese poteva contare su un proprio stile ed avere un’etichetta tutta sua. Uno di questi casi era quello della Francia, con il suo calcio champagne, raffinato, di classe ed estremamente elegante. Per fortuna, ai nostri tempi, alcune interpreti riescono a sfuggire al mantra dominante, restando fedeli ad una serie di caratteristiche che ancora ci affascinano. È il caso di Clarisse Le Bihan.
La giocatrice francese è la protagonista del nostro appuntamento con “Donne nel pallone”, la rubrica targata 11contro11.it che vi porta a scoprire più da vicino le campionesse del panorama nazionale e internazionale. Fantasista classe 1994 in forza alla Lazio, convoglia in sé quell’estro e quella ricerca estetica, ma al tempo stesso anche efficace, di giocate di alto livello per determinare. Senza però rinunciare ad una moderna versatilità. Un connubio che la rende una delle giocatrici più interessanti e anche belle da vedere del nostro campionato.
Non resta allora che immergerci in questa storia per conoscerla meglio. Prima ripercorrendo le tappe salienti della sua carriera e presentando quelle che sono le sue caratteristiche. Poi, provando ad ipotizzare quale possa essere il suo futuro.
La storia di Clarisse Le Bihan: alla costante ricerca di un posto nel mondo del calcio tra Vecchio e Nuovo Continente
Nata nel dicembre del 1994 a Quimperlé, in Bretagna, Clarisse Le Bihan e il calcio intessono un indissolubile legame fin dalla primissima infanzia quando, alla tenerissima età di 5 anni, si iscrive alla scuola-calcio. Una passione istantanea, fulminea e appoggiata dalla sua famiglia, che le consente di tenere sempre viva la speranza di poter diventare una calciatrice professionista da grande. Cresce nel mito di Zidane e Camille Abily (bretone come lei), da cui acquisisce quell’idea di calcio votata alla bellezza, all’eleganza, alla classe, non per mero estetismo, ma da mettere a disposizione della squadra. Le qualità non le mancano e infatti segna il suo debutto assoluto tra le grandi a soli 15 anni con lo Stade Briochin. Contemporaneamente comincia anche la sua scalata con le selezioni giovanili della Nazionale francese.
Le strade del calcio che conta le si aprono immediatamente, passando al Guingamp nella stagione 2011/2012. In 5 anni in rossonero, colleziona 76 presenze, divenendo una pedina fondamentale dello scacchiere titolare già al secondo anno e segnando complessivamente 8 reti. Tale rendimento non passa inosservato, perché nel 2016 arriva la chiamata del Montpellier, che in quegli anni è una realtà solida del campionato transalpino e che assapora anche l’aria europea, sebbene le manchi sempre qualcosa per competere fino in fondo in patria.
L’esperienza in Occitania è sicuramente importante, sebbene meno prolifica della precedente, con un solo acume nel 2018/2019, quando chiude con 11 gol in appena 8 partite disputate. Un altro biennio non entusiasmante lascia intravedere un inevitabile bisogno di cambiare aria. Inteso non soltanto come un club diverso, bensì spostarsi in un altro continente.
Dopo oltre un decennio, lascia la Francia con un Europeo Under-19 vinto nel 2013 e una grandissima voglia di provare nuove sfide e trovare nuovi stimoli per crescere ulteriormente. L’occasione arriva nell’estate del 2022 con il trasferimento negli USA all’Angel City FC. In uno dei campionati più competitivi al mondo, Clarisse Le Bihan ha modo di migliorare su altri aspetti del proprio gioco, quali ad esempio un maggiore sviluppo della componente fisica, mostrando ancora una volta tutte le sue qualità.
L’approdo alla Lazio e la definitiva consacrazione
Abbandonato il Paese natìo, per Le Bihan diviene una consuetudine quella di rimettersi costantemente in gioco, vivendo nuove realtà calcistiche in contesti sempre diversi da quello precedente. È ciò che accade nel 2024, quando accetta la proposta della Lazio e lascia gli USA per trasferirsi in Italia. In questo caso, si tratta di un progetto per certi versi avvincente, ma al tempo stesso anche un po’ rischioso per una giocatrice ormai nel pieno della maturità e desiderosa di poter esprimere tutto il suo valore. La formazione biancoceleste, infatti, ha appena ottenuto la promozione in Serie A e come primario obiettivo non può che avere quello di lottare per rimanerci.
Come spesso accade, però, è nelle realtà meno attese che il calcio sa regalare le sue opportunità migliori. Al primo anno nel nostro Paese, Clarisse Le Bihan, assieme alla Lazio, s’impone come grandissima protagonista. La francese trascina la squadra ad un grandissimo campionato, che va ben oltre la tranquilla salvezza. Dal gol all’esordio assoluto con le Aquile nel derby della capitale ad un bottino finale di 11 reti e 9 assist messi a referto in 23 partite. Uno score eccezionale non soltanto perché eguaglia il suo massimo di marcature. Bensì, anche perché la elegge come la centrocampista con più partecipazioni al gol di tutta Europa. Questo straordinario traguardo statistico va di pari passo con il riconoscimento del nostro movimento. Nel 2025, infatti, viene inserita nella Squadra dell’anno al Gran Galà del calcio AIC.
Nella stagione appena conclusasi, infine, la francese è riuscita solo parzialmente a ripetere le prodezze del campionato precedente. Complice, infatti, qualche infortunio di troppo che ne condiziona impiego e rendimento, Clarisse Le Bihan si ferma a quota 4 centri e 6 assistenze. Tanto bastano, comunque, a tenere sempre viva la speranza delle biancocelesti di insidiare il terzo posto valevole per la Champions League per tutta l’annata. Salvo poi chiudere quinte.
Le caratteristiche tecniche e tattiche di Clarisse Le Bihan: una tuttocampista di qualità superiore
Clarisse Le Bihan, come anticipato in sede di introduzione, riesce a convogliare nelle sue caratteristiche un mix di calcio moderno e del passato. Rispetto a quest’ultimo, il suo ispirarsi al calcio champagne alla francese la individua in primis come una giocatrice dotata di una tecnica individuale sopraffina. Ama e sa trattare la palla, ne ha un ottimo controllo anche in situazioni emergenziali, ma soprattutto si muove con una leggiadria e un’agilità rare per il nostro campionato, grazie a cui riesce a districarsi negli spazi stretti con finte e dribbling ubriacanti senza mai mettere in bilico il possesso. La sua modernità, invece, si concretizza nella capacità di poter ricoprire più ruoli.
Da ala sinistra a seconda punta, passando anche per trequartista alle spalle della punta o, all’occorrenza, anche qualche metro più in dietro, in mediana, sia come regista che da mezz’ala. In qualunque disposizione tattica, dal tridente offensivo alle due punte, dal centrocampo a 5 o a 2. Insomma, l’ex Montpellier ha una qualità e una visione di gioco tali da poter agire indistintamente in qualunque zolla di campo dalla linea di metà campo in su. Il tutto senza mai abbassare il livello del proprio gioco. Dotata di un piede destro estremamente educato, è specializzata nelle rifiniture, ma notevoli sono anche le sue doti balistiche. Che si tratti di calci piazzati (diretti e non) o di conclusioni da fuori, non c’è distanza che la spaventi. Perché oltre ad un eccellente mirino, può contare anche su un tiro molto potente.
Diversi infatti sono i suoi gol che abbiamo potuto ammirare in questi ultimi 2 anni dalle posizioni più disparate. Ma sempre con il medesimo comune denominatore: una bellezza a tratti stordente alternata da una forza micidiale. Se però finora abbiamo elogiato la sua tecnica, non è meno apprezzabile il suo contributo in fase di non possesso. Non a caso, abbiamo ricordato che all’occorrenza può fungere anche da centrocampista. Non soltanto nelle vesti di regista basso (sebbene lei ami comunque sempre svariare per farsi dare la palla e accendere la manovra). Bensì anche di mezz’ala di fatica, che certamente s’inserisce e si fa trovare pronta in zona gol, ma senza mai lesinare un prezioso lavoro in ripiegamento, in pressing o comunque in azioni di disturbo sulle avversarie.
Clarisse Le Bihan tra presente e futuro
Giunti al termine di questo nostro approfondimento su Clarisse Le Bihan, cerchiamo di capire quali possano essere le sue prossime ambizioni. Il suo futuro prossimo non può che continuare a essere a tinte biancocelesti. A Formello, la francese ha trovato una realtà in cui sta riuscendo a mantenere livelli costantemente alti. E, soprattutto, un progetto in cui avverte fiducia e responsabilità che le stanno permettendo di esprimersi al meglio. Tutti dettagli non da poco, visto che uno dei suoi obiettivi tecnici più importanti può essere quello di riconquistare la maglia della sua Nazionale. L’ultima volta che ha vestito la casacca bleue, infatti, è datata estate 2017, quando disputò 2 partite agli Europei.
Arrivata alla soglia dei 30 anni, la francese può provare a togliersi qualche soddisfazione con la formazione di Grassadonia, sempre più in crescita. Tornare a calcare i palcoscenici internazionali, sia con il club che da rappresentante del proprio Paese, e magari anche conquistare qualche trofeo sono inevitabilmente dei tasselli che investiranno le sue scelte future.
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