
Fisico, tecnica, duttilità: sono alcune (ma tra le fondamentali) caratteristiche che nel calcio moderno si richiedono ad un calciatore o ad una calciatrice. Tuttavia, spesso queste qualità oggigiorno non bastano. Non tanto per emergere e farsi notare, quanto per durare e dimostrare di potersi giocare le proprie carte ad alti livelli per un lungo periodo. A prescindere anche dall’età. La protagonista si oggi del settimanale appuntamento con la rubrica “Donne nel pallone” targata 11contro11.it, rispecchia esattamente questa visione. In questa puntata, vi parleremo approfonditamente di Marija Milinković, giovane calciatrice del nostro campionato militante nell’Inter Women, che ha fatto del sacrificio e della silenziosa abnegazione due armi molto forti per sublimare le sue doti e per attestarsi come un talento di spicco della nostra Serie A.
Come sempre, vi presenteremo prima la sua storia, per poi passare ad un’analisi più dettagliata delle sue abilità e peculiarità in campo e, infine, cercheremo di capire quale possa essere il suo futuro.
La storia di Marija Milinković: dai lampi in Bosnia alla solida affermazione in Italia
Nata nel novembre 2004 in Bosnia ed Erzegovina, Marija Ana Milinković si avvicina al calcio piuttosto presto, riuscendo a mettersi in luce grazie ad una fisicità notevole rispetto alle pari età. Non è un caso se, non ancora maggiorenne, nella stagione 2020/2021 compie immediatamente il salto nel mondo delle grandi, arrivando nella prima squadra della più blasonata formazione femminile del suo Paese, l’SFK 2000 Sarajevo. Una vetrina notevole per una ragazza così giovane che può avere già l’occasione di competere ai massimi livelli della propria terra natia, ma soprattutto ha modo di calcare anche il palcoscenico internazionale della Champions League. Far parte del club più forte le dà occasione, chiaramente, anche di collezionare i primi trofei, 6 per la precisione: 3 campionati e altrettante Coppe nazionali, fermo restando che rimane uno degli elementi più importanti, tanto da attirare le attenzioni di diverse squadre.
A spuntarla, però, alla fine, è l’Inter, che nel febbraio 2024 acquisisce la bosniaca, dandole la possibilità di vivere una nuova esperienza in una realtà più competitiva e, in modo particolare, in una squadra che sta gettando le basi per provare a scardinare il duopolio Juventus-Roma dal trono del calcio italiano. Nonostante la giovane età, Milinković continua a mostrare importanti segnali di crescita, dimostrando di non aver patito troppo né il distacco dal Paese d’origine né il doversi calare in un ambiente completamente diverso. Il suo rendimento si mantiene costantemente alto, al punto di divenire una titolare inamovibile, come dimostrano le 73 presenze (impreziosite anche da 6 reti) collezionate in nerazzurro in appena 2 stagioni e mezzo.
La prima esperienza all’estero che le vale il riconoscimento nazionale
La straordinaria continuità mostrata da Marija Milinković anche in Serie A le vale una serie di riconoscimenti importanti ed obiettivi raggiunti, sia per il prosieguo della sua carriera che sul piano strettamente personale. Per ben 2 volte, si aggiudica il titolo di miglior giocatrice bosniaca dell’anno. Poi, lo scorso 3 marzo, fa il suo debutto con la Nazionale maggiore della Bosnia nella gara di qualificazione ai Mondiali contro l’Estonia. La prima metà dell’anno solare 2026 si conferma un periodo d’oro per lei, totalizzando altre 4 presenze (e mettendo anche a referto 3 gol) con la maglia del suo Paese e ottenendo la seconda qualificazione consecutiva alla Champions League con l’Inter, dopo una straordinaria cavalcata in campionato che l’ha vista tra le artefici del traguardo con 4 marcature, lo score più alto da quando è passata in nerazzurro.
Le caratteristiche tecniche e tattiche di Marija Milinković: la gigante buona, versatile e col vizio del gol
In sede di introduzione, abbiamo avuto modo di anticiparvi che Marija Milinković è in grado di conciliare le sue abilità con le caratteristiche dell’identikit del prototipo di calciatrice moderna. Per quanto concerne la fisicità, parliamo di una giocatrice dalla stazza importante, davvero notevole (supera abbondantemente i 180 centimetri), grazie cui riesce ad essere assolutamente dominante nel gioco aereo, in entrambe le aree di rigori. Non è arduo intuire il perché dei suoi discreti numeri offensivi, trattandosi comunque di una calciatrice con un raggio d’azione non sempre così proiettato verso la porta avversaria, come ci appresteremo tra poco a spiegare.
Quanto all’aspetto tecnico, invece, la bosniaca possiede un mancino molto educato che le permette di sopperire ad un inevitabile deficit di velocità. Piuttosto che imbarcarsi in continui scatti e duelli in velocità, Milinković lascia che sia il pallone a scorrere, per rendere l’azione più veloce e meno stagnante. Essere sempre nel vivo dell’avvio dell’azione, con capacità di dettare i ritmi sia col gioco corto che lungo, e poter contare su un tiro molto forte dalla distanza la rendono una giocatrice di grande intensità e presenza mentale. Doti che lei ha saputo ulteriormente sublimare con il terzo carattere saliente che la contraddistingue: la duttilità.
Il jolly di Piovani
Milinković nasce come centrocampista centrale, in grado di ricoprire il ruolo di playmaker in fase di possesso e quello di schermo davanti alla difesa in quella di non possesso. Tuttavia, l’abilità nel gioco aereo e l’ottimo tempismo la rendono anche un’affidabile e propizia mezz’ala. Il grande salto di qualità dal punto di vista tattico avviene però nell’ultimo biennio, sotto la guida di Gianpiero Piovani, che la trasforma in un’efficientissima centrale difensiva, leader di una linea a 3. Coniugando le capacità d’impostazione con la sua intelligenza nella lettura delle situazioni, la bosniaca è divenuta una delle migliori interpreti del nostro campionato in questo ruolo. La sua fisicità riesce a mettere in difficoltà anche le centravanti più esperte e smaliziate della Serie A, dominando ogni duello e garantendo solidità e sicurezza ad una delle difese italiane meno perforate delle ultime stagioni.
Il futuro di Marija Milinković
Con una carta d’identità ancora estremamente green e dopo un processo continuo di miglioramenti sotto ogni profilo, la posizione di Marija Milinković all’Inter continua a essere sempre meno ancorata di anno in anno. Sono delle ultime settimane le voci di un forte interessamento nei suoi confronti del Manchester United, ma di estimatori in giro per l’Europa potrebbero essercene altri. Appare quasi inevitabile che il futuro prossimo della bosniaca possa essere, prima o poi, lontano dall’Italia. Il nostro campionato potrebbe presto perdere uno dei profili più interessanti e costanti, sebbene sempre mascherato da una grande correttezza in campo, senza essere troppo appariscente. Una giocatrice quasi timida dietro quella grande fisicità, ma che ha fatto del sacrificio, del lavoro silenzioso e dell’abnegazione gli strumenti per ritagliarsi un ruolo di primo piano nel nostro panorama, distinguendosi sempre per il grande impegno profuso per il bene della squadra in primis.
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