La famiglia nel pallone: Edoardo, Mario e Gabriele Artistico

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Nell’appuntamento odierno, la consueta rubrica “La famiglia nel pallone” andrà a ripercorrere le gesta di due fratelli più o meno conosciuti nelle realtà di provincia, e di un giovane nipote pronto a sfondare: questi sono Edoardo, Mario e Gabriele Artistico. Un chiaro segnale, questo, come quello dei Frey, di come una passione faccia parte del DNA di alcune persone, come può essere appunto il calcio nel caso specifico. Il primo dei succitati, in particolare, vanta un’importante esperienza in cadetteria e alcuni gettoni anche in Serie A, conquistata con tre promozioni in due club diversi. Il secondo, invece, ha giocato prevalentemente tra terza serie e dilettanti, toccando l’apice col Gallipoli, in Serie B. Il terzo, dal canto proprio, si sta facendo le ossa in Serie C per superare quanto fatto dagli zii. 

Edoardo, Mario e Gabriele Artistico: le carriere da calciatori dei due fratelli

Edoardo Artistico, fratello di Mario e zio di Gabriele, nasce il 16 giugno 1969 a Roma. Dopo aver calcato per la prima volta un rettangolo verde nella capitale, tra Portonaccio e selezione Giovanissimi della Lazio, il giovane comincia a farsi notare per spiccate doti balistiche. Mobilità su tutto il fronte d’attacco, gioco aereo ed esplosività del tiro da qualsiasi posizione sono le sue caratteristiche migliori, al punto che in tanti cominciano a notarlo. Il Cynthia di Genzano è il primo club a dargli fiducia, seguito poi dal Vicenza. I veneti dapprima lo mandano a maturare nella Primavera della Roma, e poi a farsi le ossa Frosinone e Perugia. Con i ciociari e gli umbri arrivano anche i primi gol tra i professionisti, ben 15 in totale, ma il giovane bomber ha modo di farsi notare su un palcoscenico inaspettato.

Nel 1990, a soli 21 anni e a ridosso dei Mondiali giocati proprio in Italia, Artistico gioca con una rappresentativa umbra un’amichevole contro il Brasile. L’esito sembrerebbe scontato in partenza, ma in realtà il campo regala un’inaspettata sorpresa: la vittoria di “Davide contro Golia”, che porta la firma dell’attaccante romano, autore di un gran gol su punizione da distanza siderale. Un sigillo indelebile che non può passare inosservato per il Vicenza, proprietario del cartellino. Infatti il giocatore fa ritorno in Veneto, e diventa subito titolare e decisivo, con 21 reti in 62 presenze. Da quel momento inizia per lui un continuo saliscendi tra Serie B e Serie C, vestendo prima la maglia del Monza, condotto alla salvezza e poi retrocesso l’anno dopo, poi Pescara e infine Ancona, dove nonostante raggiunga quota 20 non riesce a contribuire al mantenimento della categoria.

L’esordio in Serie A e le soddisfazioni di Salerno e Torino

Dopo l’esperienza nelle Marche, Edoardo Artistico si trasferisce nuovamente a Perugia, nel frattempo promosso in Serie A. Gli umbri non solo gli danno la possibilità non solo di esordire nel calcio che conta, ma anche di realizzare il suo primo gol in massima serie. Il tutto avviene nella partita contro l’Hellas Verona, terminata 3-1 proprio in seguito al suo sigillo finale, giunto dopo appena due minuti dall’esordio. Una data, quella del 24 novembre 1996, assolutamente indimenticabile per lui, nonostante poche settimane dopo l’allenatore Giovanni Galeone decida di non puntare più su di lui.

Questa “bocciatura”, infatti, fa da apripista per il migliore periodo della carriera del bomber laziale, che si trasferisce alla Salernitana. Nei primi sei mesi contribuisce alla difficile salvezza della squadra in Serie B con 6 reti, ma la massima esaltazione arriva l’anno dopo, con l’arrivo di Delio Rossi in panchina. Il tecnico romagnolo, infatti, lo mette al centro del tridente d’attacco affiancato da un giovane Marco Di Vaio e da Carlo Ricchetti. Il risultato è quello del raggiungimento della promozione in Serie A, la prima in carriera per Artistico, assoluto protagonista con 12 centri stagionali.

Questi numeri tuttavia, non sono sufficienti per guadagnarsi una riconferma, ma fanno da apripista a un pronto riscatto del giocatore, ormai abituato a essere forse non valutato per il suo vero valore. Questa nuova chance è ancora a tinte granata, ma quelle del Torino, che lo acquista col chiaro obiettivo di tornare in massima serie. La squadra allenata da Emiliano Mondonico è veramente forte, e Artistico ormai ha quella giusta mentalità vincente che lo porta a contribuire al raggiungimento della massima serie subito, al primo tentativo, con 8 reti e 2 assist.

Le ultime tappe della carriera di Edoardo Artistico

Rispetto a Salerno, questa volta il debito di riconoscenza viene saldato, e Artistico resta a Torino anche in massima serie. Tuttavia questo periodo della sua carriera coincide con l’inizio di una rapida discesa, rallentata solo dalle altre due stagioni in maglia granata. L’attaccante, infatti, riapre il conto lì dove tutto era cominciato, ovvero dall’Hellas Verona. Partita emblematica, nella quale prima trova il gol, decisivo ai fini del risultato, e poi si fa espellere per un brutto fallo su un avversario. 

In seguito, come se non bastasse, un brutto infortunio influenza la presenza in campo del giocatore, che segna nuovamente contro l’Atalanta, anche nella stagione successiva, dopo la retrocessione dei piemontesi. Il suo ritorno coincide con altre 6 reti e una nuova promozione in Serie A, la terza della propria carriera, prima di intraprendere un girovagare nelle categorie inferiori. Infatti le tappe successive della carriera sono Crotone, Napoli, Pistoiese, quell’Hellas Verona più volte colpito in Serie A e Latina. Lui segna ancora, soprattutto in Calabria e in Toscana, ma una volta giunto a 37 anni decide di dire basta col calcio, dedicandosi alla sua nuova attività imprenditoriale. Pochi anni prima, infatti, apre un pub nel suo quartiere, a Trastevere, mettendoci sempre la passione che lo ha contraddistinto anche sul campo di gioco.

Tra Edoardo e Gabriele: la carriera di Mario Artistico

Dopo aver rivissuto la carriera di Edoardo e prima di analizzare le prospettive di Gabriele, è doveroso focalizzarsi su Mario Artistico. Nato sempre a Roma a sedici anni di distanza dal fratello maggiore, il 3 aprile 1985, anche lui insegue la passione per il calcio sin da giovanissimo. Il tutto seguendo le orme di Edoardo anche per quanto riguarda il ruolo, quello dell’attaccante. Tuttavia la gavetta del più giovane dei fratelli è decisamente più lunga e contraddistinta da diverse tappe, quali Astrea, Brescello e Monterotondo, prima che l’Udinese decida di metterlo sotto contratto. Tuttavia non riuscirà mai a indossare la maglia dei friulani, intraprendendo un giro di prestiti in diverse squadre di terza e quarta serie.

Chieti, Cisco Roma e Castelnuovo Garfagnana le prime tappe tra i professionisti, condite dalle sue prime 5 reti, alle quali seguono le 8 con la maglia della Massese. Di fatto in Toscana vive la sua migliore stagione a livello personale, seguita da altre tappe importanti come Juve Stabia, Pistoiese e Pescara, dove trova sempre il gol ma mai una maglia da titolare fisso. La musica cambia, invece, nei primi sei mesi del 2010, quando, come accennato, tocca l’apice della carriera con il Gallipoli, neopromosso in Serie B. I pugliesi a fine stagione retrocedono e falliscono, ma l’attaccante ha modo di trovare 6 gol in 18 presenze. Tuttavia questo nuovo exploit non avrà un seguito.

Gli ultimi step della carriera di Mario Artistico

Successivamente, infatti, Mario Artistico gioca anche con Ternana e Lanciano, senza però ripetere i numeri in giallorosso. La carriera dell’attaccante, da qui in poi, è sempre più in discesa e caratterizzata da tante squadre della sua regione di origine, quali Frosinone, nel suo ultimo anno in Lega Pro – Prima Divisione, e Anzio, in Serie D, dove raccoglie rispettivamente 3 e 6 reti.

Proprio nella seconda, intervallata dalla parentesi Palmese, tra l’altro, mette fine alla propria carriera da professionista, decidendo di proseguire a livello amatoriale. Un vero peccato se si considerano le ottime giocate sfoggiate soprattutto a Massa e a Gallipoli, riproponendole poi sui campetti di periferia.

Edoardo, Mario e Gabriele Artistico: la carriera del giovane nipote

Nato a il 14 luglio 2002 a Roma, Gabriele Artistico ha deciso di seguire le orme degli zii Edoardo e Mario. Dopo aver mosso i primi passi in diverse società dilettantistiche della propria città, ricoprendo anche lui il ruolo di attaccante, il Parma decide di investire su di lui, aggregandolo al proprio settore giovanile. Dalla formazione uder-17 alla Primavera, il giovane calciatore dimostra di avere il talento nel sangue, e colleziona diversi gettoni di presenza con altrettanti gol all’attivo. Prestazioni che gli consentono di collezionare anche la prima presenza con la prima squadra, a 18 anni, nel terzo turno di Coppa Italia, vinto 3-1 contro il Pescara.

Le statistiche parlano chiaro e Gabriele è ormai pronto per giocare tra i professionisti. E la prima vera opportunità arriva dalla Croazia, e più precisamente dalla Lokomotiva Zagabria, dove però fatica ad ambientarsi e raccoglie solo pochi gettoni di presenza. Di conseguenza fa ritorno in Italia, andando a giocare col Monterosi Tuscia, in Serie C. Agli ordini di Leonardo Menichini non solo trova continuità, ma riesce anche a realizzare 2 reti e 2 assist, i primi tra i professionisti, contribuendo così alla scalata verso i playoff. Il tutto prima di trasferirsi, nell’estate del 2022, al Gubbio, dove è andato a segno già 3 volte in 12 occasioni concessegli da mister Piero Braglia. Il tutto sperando di poter, un giorno, fare anche meglio di zio Mario e zio Edoardo, raggiungendo traguardi sempre più ambiziosi.

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