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Lazio-Atalanta (2-2), Sarri: “Maldini lo faccio giocare dove dico io”

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Lazio-Atalanta (2-2), Sarri: “Maldini lo faccio giocare dove dico io”

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato al termine della semifinale di andata finita due a due contro l’Atalanta di Palladino. Un pareggio che lascia tutto aperto, ma che racconta molto più di un semplice 2-2. Allo Stadio Olimpico è andata in scena una semifinale di andata di Coppa Italia surreale: spalti vuoti, atmosfera sospesa, cori sostituiti dall’eco dei passi e del pallone. La protesta contro Claudio Lotito ha svuotato lo stadio, trasformando una notte che avrebbe dovuto essere elettrica in una cornice quasi spettrale. Eppure, in quel silenzio, la Lazio ha trovato orgoglio e carattere.

La squadra di Maurizio Sarri ha messo in campo una prestazione più solida di quanto il contesto potesse far pensare. Non era semplice isolarsi da settimane complicate, dal malumore diffuso e dall’idea che questa Coppa rappresenti l’ultimo vero appiglio per dare un senso a una stagione tormentata. E invece i biancocelesti hanno risposto con applicazione e spirito. Il vantaggio, momentaneo, porta la firma di Fisayo Dele-Bashiru, che ha interpretato la serata con personalità e coraggio. Il suo gol è stato il simbolo di una Lazio viva, capace di attaccare con convinzione e di sfruttare uno dei momenti migliori del match. Un inserimento deciso, una conclusione pulita, la voglia di prendersi la scena in una notte complicata. È stato un lampo che ha acceso l’Olimpico, anche senza il boato del pubblico.

Dopo il vantaggio, però, la squadra ha abbassato leggermente il baricentro. Non tanto per scelta, quanto per la crescita dell’Atalanta nel palleggio e nella pressione. La Lazio ha difeso con ordine per lunghi tratti, ma non è riuscita a mantenere quella continuità offensiva che avrebbe potuto indirizzare la doppia sfida. Il pareggio di Mario Pasalic ha rimesso tutto in equilibrio, premiando un momento di maggiore spinta nerazzurra.

Lazio-Atalanta, cosa resta a Sarri

Eppure, guardando il quadro complessivo, per Sarri ci sono più spunti positivi che negativi. La squadra ha dimostrato compattezza, ha creato situazioni interessanti sugli esterni e ha retto mentalmente in una serata in cui sarebbe stato facile crollare sotto il peso delle tensioni ambientali. Si è vista una Lazio più attenta nelle distanze, più lucida nelle scelte, meno frenetica rispetto ad altre uscite stagionali.

Il problema resta la gestione dei momenti. In una semifinale, quando trovi il vantaggio in casa, devi avere la forza tecnica e mentale di affondare il colpo o quantomeno di congelare la partita. Invece l’Atalanta ha avuto il tempo e lo spazio per rientrare.

Ora lo scenario è chiarissimo: per andare in finale servirà vincere a Bergamo. Non ci sono calcoli. Servirà una prestazione di personalità, di maturità, di coraggio. Ma questa Lazio, vista ieri, può giocarsela. Dovrà farlo in un ambiente caldissimo e contro una squadra che in casa si trasforma, ma la sensazione è che il gruppo abbia ancora qualcosa da dire.

In una stagione segnata da critiche e contestazioni, la Coppa può diventare una via di riscatto. E forse proprio da una notte silenziosa può nascere il rumore più bello: quello di una qualificazione che oggi sembra difficile, ma non impossibile.

Le scelte in attacco 

Anche nelle scelte offensive si è letta la mano di Maurizio Sarri. Il tecnico ha deciso di schierare da punta centrale Daniel Maldini, soluzione tecnica più che fisica, cercando mobilità e capacità di legare il gioco tra le linee. Una scelta che ha dato alla Lazio maggiore qualità nella manovra, ma che inevitabilmente ha tolto peso specifico in area di rigore nei momenti chiave.

Solo negli ultimi quindici minuti è entrato Boulaye Dia, mossa tardiva ma pensata per provare a dare profondità e attaccare con più decisione la linea difensiva atalantina nel finale. La scelta ha pagato con il goal del momentaneo due a uno. Segnale meno incoraggiante, invece, per il neo acquisto Petar Ratkov: escluso dalle rotazioni in una gara così delicata, una bocciatura che pesa e che lascia intendere come al momento non sia ancora considerato pronto per palcoscenici di questo livello.

“Abbiamo giocato alla pari contro una squadra forte che abbiamo sofferto all’inizio”

Il tecnico toscano ha parlato cosi sull’eventuale rammarico per la vittoria mancata: “Abbiamo giocato alla pari contro una squadra forte che abbiamo sofferto all’inizio. A livello di prestazione esco contento, poi penso che questa partita ci dà la sensazione che ci possiamo giocare la qualificazione. A Bergamo sarà comunque una lotta. Sul risultato rimane un po’ di rammarico ovviamente. Dopo il vantaggio siamo arretrati istantaneamente di trenta metri, i centrocampisti non ci hanno aiutato, si sono schiacciati verso la linea e abbiamo lasciato la palla dietro. Abbiamo commesso questi errori, ma è l’unica imputazione. Hanno dato tutto. Abbiamo giocato sia a destra che a sinistra e credo che ci abbia ripagato. Dele addirittura ha fatto gol“.

Sullo spettacolo desolante dello Stadio vuoto per la protesta contro Lotito: “Ti rimane il retropensiero, nel secondo a un certo punto hanno cominciato a infervorirsi i 6mila di questa sera. Se la squadra poteva trascinare quelli, pensate con 40mila. I retropensiero che se erano tutti si poteva anche vincere rimane. A un certo punto li ho anche sentiti all’esterno, non so se li hanno sentiti anche i ragazzi in campo. Ma era già qualcosa. Noi ne abbiamo bisogno, lo sanno tutti. Rispetto comunque la loro decisione“.

Sulla partita di Daniel Maldini e della sua crescita da centravanti e su Nuno Tavares: “L’allenatore sono io e lo faccio giocare dove dico io. Lui ha sempre fatto il trequartista di centro-sinistra, nel nostro modulo non è previsto. Io ho sempre avuto il centravanti atipico, lui lo interpreta in certe giocate. Deve essere più completo, l’assist di oggi rientra nel suo repertorio. Poi deve essere lui a essere mandato in gol, gli manca. Nuno ha fatto tutto lui, è cambiato negli ultimi due mesi a livello difensivo e si è visto sul campo. Ha fatto una partita attenta a livello difensivo, inserimenti offensivi con logica e ha fatto una partita seria. Il merito è del ragazzo, deve essere bravo a non perdersi nuovamente”.

Sulle dichiarazioni di Lotito sul mercato e l’eventuale cessione di Noslin: “Il presidente ha detto che fa il mercato e io ho bloccato la cessione di Noslin? Non ne sapevo niente di questa storia“.

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