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Milan e Inter, derby a rilento: il mercato in uscita blocca tutto

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Milan e Inter, derby a rilento: il mercato in uscita blocca tutto

Quello di Perth è stato il primo derby stagionale sul campo tra Milan e Inter, ma al di fuori se ne sta giocando, di fatto, un altro, visto l’andamento a braccetto delle due società: quello sul mercato. Non tanto per possibili eventuali obiettivi in comune, quanto piuttosto per le difficoltà che entrambi i club stanno riscontrando nel riuscire a piazzare tutti gli esuberi presenti nelle rispettive rose. E che, allo stato attuale, stanno bloccando i movimenti in entrata richiesti dai propri allenatori. Vedendo talvolta sfumare obiettivi che, nel frattempo, hanno scelto altre squadre dove proseguire la loro carriera.

Milan, mercato a rilento dopo Ramos-Gila: quasi una formazione di esuberi

L’inizio della sessione estiva di mercato per il Milan aveva innalzato le aspettative del popolo rossonero, depresso dopo il drammatico (sportivamente parlando) finale della scorsa stagione. Infatti, dopo l’odissea attorno alla scelta dei nuovi dirigenti e del nuovo allenatore, Gerry Cardinale aveva assestato due colpi da oltre 100 milioni totali, portando a Milano Gonçalo Ramos e Mario Gila. Due innesti di assoluto livello, che hanno colmato alcune delle lacune più importanti presenti nella rosa a disposizione di Ruben Amorim.

Tutti i buoni auspici lasciati in eredità da questi due nuovi arrivi, però, si sono man mano dissipati nel corso delle settimane. E questo, a causa delle grandi difficoltà nel riuscire a piazzare tutti gli esuberi presenti in rosa. Dalle cui cessioni possono derivare i fondi necessari per completare la squadra a disposizione di Amorim. E in questo senso, i nomi sono parecchi: Fikayo Tomori, David Odogu, Filippo Terracciano, Youssouf Fofana, Yunus Musah, Ruben Loftus-Cheek, Warren Bondo, Pervis Estupinan, Rafael Leao, Santiago Gimenez. Tutti profili per i quali le offerte scarseggiano. O, nel caso di Leao, che mettono i bastoni tra le ruote imponendo destinazioni improbabili (zero proposte da Premier League e Liga), ostacolando volontariamente le uniche trattative concrete (con Fenerbahce e Galatasaray). 

In questo immobilismo, una grossa fetta di responsabilità ce l’ha anche il neo-allenatore, che ha deliberatamente rallentato le operazioni in uscita (vedi Estupinan all’Aston Villa). Con l’idea di dover avere l’ultima parola sulla validità o meno degli elementi da cedere. Quando, in realtà, era già ampiamente chiaro a tutti che sono elementi che non si sposano assolutamente con la sua idea di calcio. E nel frattempo, profili come Antonio Silva e Konstantinos Karetsas, tra gli obiettivi principali per puntellare ulteriormente la rosa, si sono accasati altrove.

Inter, tante parole ma zero fatti: il mercato non decolla

Situazione analoga, ma con modalità e sviluppi differenti, si vive in casa Inter. I nerazzurri, fino ad ora, hanno messo a segno un solo colpo, ingaggiando John Stones a parametro zero. Un segnale di luce in un paio di mesi, fino ad ora, assolutamente negativi per Giuseppe Marotta e Piero Ausilio. Costellati da dichiarazioni troppo altisonanti, a cui hanno fatto seguito soltanto brutte figure (vedi Palestra e Romero), e continui tira e molla sulla vera priorità da completare in questo mercato (un po’ il difensore centrale, un po’ l’esterno destro, un po’ il centrocampista).

Emblematico, in tal senso, il caso legato al difensore centrale argentino del Tottenham. Ancor prima dell’ingaggio di Stones, la dirigenza lo aveva indicato (anche in maniera esplicita) come rinforzo ideale per una difesa orfana di Francesco Acerbi e Stefan de Vrij. Per settimane, la trattativa è avanzata fino a una possibile fumata bianca imminente, sia con il giocatore che con il club londinese. Salvo poi arenarsi (quasi) definitivamente, giusto nelle ultime ore, in cui l’Atletico Madrid ha operato il sorpasso definitivo e sarebbe pronto a chiudere l’affare. E il motivo? La (presunta) mancanza dei fondi necessari per affondare il colpo (ma i presunti 50 milioni offerti per Palestra, dove sono finiti?). Tradotto: il mancato addio di Benjamin Pavard. Che sembra stia rifiutando tutte le destinazioni per volersi giocare le sue carte in nerazzurro.

Un epilogo che potrebbe essere del tutto analogo a quello della situazione legata a Curtis Jones. Il centrocampista del Liverpool, da tempo indicato come obiettivo da Cristian Chivu, al momento sembra non essere raggiungibile per via delle richieste dei Reds (40 milioni di euro, troppi comunque per un giocatore in scadenza nel 2027). Ma soprattutto per le difficoltà a cedere due esuberi in mediana, come Kristjan Asllani e Davide Frattesi. 

Occasioni low-cost a fine agosto: la strada per Milan e Inter è tracciata?

Considerata la situazione e le tempistiche che si stringono sempre di più, per Milan e Inter prende corpo il classico salvataggio in corner “agostano”: sfruttare le occasioni low-cost di fine mercato. Perché se non si riesce a cedere chi si vorrebbe, non si possono piazzare i colpi immaginati. E per colmare le lacune presenti, bisogna così ricorrere al classico prestito con diritto di riscatto, oppure a quella situazione che può nascere negli ultimi giorni di agosto (vedi Rabiot e Akanji lo scorso anno). 

Ma una cosa, comunque, è certa: con questo modo di programmare basato troppo sulle cessioni in nome dei conti in ordine, rinforzarsi e ambire a palcoscenici di un certo spessore diventa francamente impossibile. Sia per il Milan, che per l’Inter. 

 

 

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