
Che il calcio femminile italiano sia in crescita – sebbene ancora con un certo gap rispetto ai colossi europei – è evidente dagli apprezzabili risultati raggiunti dalla nostra Nazionale negli ultimi tempi, ma anche dalla capacità attrattiva che sta aumentando da parte di giocatrici straniere anche di un certo pedigree, nonché, viceversa, dal crescente interesse che i principali campionati in giro per il mondo dimostrano verso le nostre ragazze. Questo è forse il segnale più importante: l’Italia sta tornando a produrre calciatrici di un certo spessore e in grado di suscitare interesse internazionale. La protagonista di oggi del nostro appuntamento con “Donne nel pallone”, rubrica targata 11contro11.it, rappresenta alla perfezione tale trend positivo. In questo approfondimento, infatti, andremo a conoscere più da vicino la figura di Giulia Dragoni.
La centrocampista lombarda, oltre ad essere una delle stelle più luminose del panorama nostrano – fino a qualche tempo fa destinata ad essere il volto del domani, ma già degna di essere quello del presente del movimento italiano – è tra le migliori interpreti nel suo ruolo e, in generale, molto vicina a poter assurgere al titolo di giocatrice più forte del Belpaese. In questo approfondimento, andremo come sempre a presentare la sua storia calcistica, concentrandoci poi sulle sue caratteristiche tecniche e tattiche e concludendo con qualche riflessione sul suo futuro.
La storia di Giulia Dragoni, un orgoglio nazionale
Nata a Milano nel novembre del 2006 e cresciuta col mito di Ronaldinho, Giulia Dragoni si avvicina al mondo del calcio all’età di 9 anni, entrando nella Pro Sesto per passare, dopo 5 stagioni, alla Primavera dell’Inter, giocando nella formazione Under-19 pur avendo appena 14 anni. Con il club nerazzurro arriva anche la soddisfazione dell’esordio in Serie A nella stagione 2022/2023, conclusa poi con 4 presenze all’attivo. La precocità è notevole, ma è l’impressionante differenza che la separa da giocatrici di diversi anni più grandi a livello di settore giovanile che sbalordisce. Al punto tale che sulla ragazza si posano gli occhi addirittura del Barcellona.
Il club blaugrana crede fortemente in lei (più volte le è stato accostato l’appellativo di piccola Messi) e così l’anno seguente viene aggregata alla Cantera catalana. Dragoni diviene così la prima giocatrice italiana ad accedere al settore giovanile di un club straniero. E già che ci siamo, in uno dei più floridi del panorama mondiale (non soltanto per quanto concerne la compagine maschile). In quell’annata, la centrocampista lombarda colleziona anche 5 gettoni in prima squadra, oltre alle 31 partite disputate con la formazione B. Sebbene non riesca a mettere a referto nemmeno una rete, l’avventura iberica si impreziosisce con la vittoria del trofeo più importante. Giulia, infatti, ottiene un altro grande primato storico, diventando la prima italiana a vincere la Women’s Champions League.
Il talento è immenso, ma per consentirle di crescere, migliorare ancora e accumulare maggiore esperienza a livello professionistico, diviene inevitabile per la società spagnola trovarle una collocazione temporanea altrove.
Il ritorno in Italia e la definitiva consacrazione
A cogliere questa grande opportunità è la Roma, che nell’estate del 2024 riporta in Italia una delle sue figlie calcistiche predilette. Sia il club capitolino che la stessa Giulia Dragoni beneficiano di quest’occasione. La ragazza trova finalmente continuità di impiego e, dunque, di rendimento. La squadra, invece, può contare su una giocatrice dalle qualità straordinarie, il cui contributo è stato determinante per il conseguimento dei successi delle ultimissime stagioni. Dalla Supercoppa del 2024, all’accoppiata Scudetto-Coppa Italia dell’annata appena trascorsa. Già, perché nell’estate del 2025, Roma e Barcellona si accordano per prolungare di un altro anno il prestito della milanese con le giallorosse.
Intesa purtroppo non rinnovata in questa finestra estiva, per cui Dragoni ha lasciato nuovamente e definitivamente la capitale e l’Italia per tornare in Spagna. Oltre a rimpinguare il proprio palmarès, il biennio nel nostro calcio si conclude con uno score di 66 partite disputate, 14 reti (incluse 4 in Champions League) e 5 assist. In più, nel dicembre 2024, a pochi mesi dal suo rientro nel Paese natio, si aggiudica il premio di Best Italian Golden Girl, come miglior Under-21 italiana di quell’anno.
E, a proposito di Italia, la sua precocità non si limita solo a livello di club. Dopo una breve trafila con le selezioni giovanili, a partire dal 2023, Dragoni entra stabilmente nella formazione maggiore delle Azzurre. Con la Nazionale, il suo bottino conta 24 match giocati, ma ancora nessuna gioia personale.
Le caratteristiche tecniche e tattiche di Giulia Dragoni: tecnica e personalità tra modernità e unicità
Giulia Dragoni è una centrocampista di grande duttilità che può ricoprire i ruoli più svariati della mediana e non. Nasce mezz’ala perfetta per un centrocampo a 3, ma all’occorrenza, come fatto spesso alla Roma, può agire anche come esterna alta del tridente offensivo o larga in una linea a 4, prevalentemente sulla destra, lato del suo piede forte.
A prescindere dalla collocazione tattica, la milanese è in grado di fare sempre e comunque la differenza in mezzo al campo, grazie alle sue straordinarie qualità tecniche. Dal baricentro basso, ha grande forza nelle gambe, il che le fornisce controllo del corpo, rapidità nei primi metri e anche una notevole resistenza a urti e contatti. Le abilità nella gestione della palla e nel dribbling la rendono straripante nell’uno contro uno, dimostrandosi efficace e pericolosa sia quando gioca più esternamente sia quando viene a lavorare in mezzo al campo. Inoltre, è dotata di ottime qualità balistiche, tanto per mira quanto per potenza, con capacità di trovare la porta anche da grandi distanze.
La padronanza dei propri mezzi e del suo posto in campo
Al di là, però, di questi aspetti puramente tecnici, il ventaglio di skills rimane anonimo se non lo si proietta in una visione più ampia del suo stare sul rettangolo verde. Quello che colpisce di Giulia Dragoni, anche legato alla giovanissima età e sostanzialmente ad un’esperienza da professionista che è solo agli albori, è la sua padronanza nello stare in campo. Una giocatrice che unisce alla modernità un’interpretazione unica e fuori da ogni collocazione temporale, non soltanto per il nostro campionato, ma in generale in tutto il variegato mare delle centrocampiste del Vecchio Continente.
La classe 2007, infatti, trasuda quella personalità che si sostanzia nel trascinare la squadra con la solidità e la forza della veterana e di colei che, certa dei suoi mezzi tecnici, sa sempre quello che è necessario fare ed è in prima linea a prendersi responsabilità. Viene a cercar palla in ogni zona del campo ed è lei stessa a portarla in avanti, spingendo le compagne ad andarle dietro. Fa valere le sue giocate ovunque, sempre con intenzioni propositive, fungendo da regista, favorendo la circolazione o il congelamento del possesso, ora con appoggi comodi ora con verticalizzazioni improvvise. È playmaker, trequartista, fantasista. Ha estro, forza di volontà e vigore. Una tuttocampista con un incredibile istinto calcistico e una connessione quasi unica con il pallone.
Il futuro di Giulia Dragoni
Il rientro a Barcellona sa di addio all’Italia, almeno per il momento, per Giulia Dragoni. Tuttavia, con una finestra di mercato che si sta dimostrando estremamente frenetica e sorprendente in tutt’Europa, non è affatto da escludere che per lei possano aprirsi le porte di una nuova avventura. Sulla diciannovenne, infatti, si fanno in questi giorni piuttosto insistenti le voci di un forte interessamento del Chelsea. Si tratterebbe di un’altra grande opportunità per lei per compiere un nuovo upgrade in una carriera ancora agli albori, ma già ricca e carica di ulteriori promettenti aspettative.
Dragoni ha tutte le carte in regola, sia dal punto di vista fisico che tecnico, per poter far bene nel campionato più competitivo del Vecchio Continente. Inoltre, il suo trasferimento a Londra rappresenterebbe l’ennesima conferma del valore e della credibilità che questa giovanissima campionessa si è meritatamente guadagnata in questi anni. Davvero non può esserci fotografia migliore per una ragazza che dà lustro al calcio italiano, essendone a pieno titolo il volto del presente.
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