
L’idea che i club neopromossi, alle prime armi (in assoluto o dopo anni di assenza) nei massimi campionati, abbiano come unica ambizione e obiettivo quello della sopravvivenza, concretizzata in parole povere in una salvezza più o meno risicata, sta venendo ormai sempre più superata. Lo ha dimostrato, ad esempio, il Como, passato in appena 2 anni da una tranquilla e meritata permanenza in Serie A all’incredibile quarto posto con annessa conquista di un posto nella prossima Champions League. Anche nella compagine femminile, sebbene in Inghilterra (guarda un po’), potrebbe stare per accadere qualcosa di molto simile in termini di proporzioni e traguardi fino a pochi anni fa inimmaginabili. Stiamo parlando del London City Lionesses, club militante nella FA Women’s Super League, che in queste prime battute della sessione estiva del calciomercato, si sta facendo notare per una serie di clamorosi colpi in entrata.
Una campagna che, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, promette un’imminente prossima annata a dir poco scoppiettante. A tal punto che appare legittimo chiedersi: la squadra è (già) pronta a prendersi la ribalta nella massima lega inglese? Davvero la formazione di Eder Maestre può assurgere al titolo di concorrente e di terza outsider della capitale contro i già affermati colossi dell’Arsenal e del Chelsea che da anni dominano il panorama nazionale e internazionale? Proviamo a capire perché una risposta affermativa a questi quesiti non appare affatto peregrina.
Il viaggio del London City Lionesses dalla cadetteria ad un’ambizione nazionale
Fondato appena nel 2019, il London City Lionesses ha trascorso la stragrande maggioranza della sua esistenza in Championship, ma ha attraversato un importante processo di crescita. Di anno in anno, la formazione capitolina – l’unica indipendente da club maschili – ha visto progressivamente migliorare il proprio score, fino a raggiungere l’ambita promozione in Super League nella stagione 2024/2025 vincendo il campionato di cadetteria.
Quello ottenuto sul campo, però, non è l’unico significativo risultato raggiunto da questa realtà. Dietro, infatti, si cela un progetto ambizioso, che investe in toto aspetti sportivi e sociali legati alla comunità, che puntano a rendere sempre più unico il suo modello. Ne è, ad esempio, il Sister Club Programme, un progetto finalizzato a semplificare alle famiglie l’accesso al professionismo femminile, a partire dalle scuole-calcio affiliate, a cui sono garantiti privilegi quali biglietti gratis per le partite, possibilità di fungere da mascotte e priorità nell’incontro con le giocatrici. Inoltre, a partire proprio dalla prossima stagione, verranno organizzate delle sessioni aperte alle giovanissimi calciatrici tra Londra e il Kent per introdurle nel mondo delle Lionesses dal punto di vista ludico e, soprattutto, tecnico.
Una serie di iniziative assolutamente lodevoli, mirate a creare un rapporto profondo con il territorio e, ovviamente, a garantire una continuità costruita dal basso che possa raccogliere il testimone e l’eredità di un progetto che vuole mantenersi vincente nel futuro immediato.
Esperienza per irrobustire il progetto pescando dall’Italia
Alla primissima avventura nel massimo campionato, il London City Lionesses non ha potuto che orientare il proprio mercato alla ricerca di giocatrici provenienti dall’estero dotate di una qual certa esperienza e credibilità anche in ambito internazionale. In questo senso, decisamente efficace è stato il contributo del nostro calcio. Dapprima, l’arrivo a parametro zero della campionessa svedese Kosovare Asllani dal Milan, risorsa fondamentale per la promozione. Poi, un doppio colpo dalla Roma per rinforzare la dorsale centrale del campo: Elena Linari per la difesa e Saki Kumagai per il centrocampo.
Insieme ad una rosa collaudata e ben allenata dallo spagnolo Maestre, le neoarrivate hanno contribuito a portare le capitoline al sesto posto in classifica, che è valso una tranquilla salvezza. Non male per una neopromossa, che però ha fatto i conti con il livello elevatissimo della competizione, in particolar modo nel gap con i club di vertici, dal Manchester City campione alle cugine dell’Arsenal e del Chelsea. Da qui la necessità e la voglia di alzare la propria asticella per arrivare quanto prima a competere con questi colossi.
Il mercato estivo del 2026 del London City Lionesses
Ed è così che arriviamo alla sensazionale sessione estiva di questo calciomercato, con una serie di nomi altisonanti che possono far sognare in grande il London City Lionesses. Ancora una volta, la parola-chiave è esperienza internazionale. Stavolta, però, parliamo di spessore e caratura clamorosi. Nel giro di poche settimane, infatti, nella capitale inglese sono arrivate alcune delle giocatrici più forti e più note del panorama continentale e mondiale.
Il club ha messo a segno una serie di colpi spettacolari un po’ in tutti i reparti. Tra i pali c’è Mary Earps, campionessa d’Europa con l’Inghilterra nel 2022 e vice-campionessa del Mondo l’anno seguente. A proposito di trionfi globali, in difesa e a centrocampo, la società ha raccolto la voglia di nuove sfide di due autentici totem del calcio spagnolo e, in particolare, catalano. A rinforzare la retroguardia ci pensa Mapi León, mentre in mediana la squadra potrà beneficiare della fantasia e dell’estro della 2 volte Pallone d’Oro Alexia Putellas. Già con questo parterre, le Lionesses hanno a disposizione un mix di mentalità e attitudine vincenti, qualità, personalità e carisma di primissimo ordine. Ma non è finita qui.
Anche il reparto avanzato, infatti, incontra un notevole miglioramento con l’approdo di Kadidiatou Diani, grande bomber francese che ha militato nel PSG e nel Lione, con i quali ha collezionato 8 trofei in patria, oltre a caterve di gol.
La squadra può davvero sognare in grande?
Di fronte a questi nomi colossali, giunge inevitabile una domanda: dove potrà arrivare il London City Lionesses con questa rosa? Riuscirà davvero a insidiare già il podio del calcio inglese al secondo anno nella massima Serie? A leggere il roster, con così tanto talento e abitudine a vincere, è innegabile che il pensiero poggi a caldo su una risposta secca affermativa. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti da considerare. In primis, vi sono le innegabili ataviche difficoltà che possono sorgere nei contesti dei cosiddetti super team. Il calcio reale non è fantacalcio e la somma di tante grandi campionesse non assicura il risultato atteso. La storia, d’altronde, è piena di esempi lampanti.
Inoltre, se anche la formazione capitolina dovesse riuscire nell’intento di arrivare almeno a giocarsela per un posto in Europa per la stagione seguente, rimane l’incognita della legacy. Se è vero che il club si sta muovendo con grande impegno per assicurarsi un bacino florido a livello giovanile, il ricambio potrebbe non essere così rapido e immediato. Tutte le giocatrici menzionate in questo approfondimento, ad eccezione della sola Diani, e che costituiscono l’ossatura fondante del progetto sono tutte ultratrentenni. L’esperienza non manca loro, ma la carta d’identità è un inciampo con cui fare i conti nel breve periodo. La strategia, dunque, potrebbe essere quella di assicurarsi per un paio di stagioni un posto nell’élite, in modo da accrescere ulteriormente la competitività del gruppo e l’appetibilità della squadra per poter continuare a investire sul meglio del calcio europeo.
Non resta, allora, che attendere l’imminente inizio di questa annata per raccogliere l’unica risposta veritiera che conta: quella del rettangolo verde.
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