
Di seguito le pagelle della sfida tra Como e Sassuolo, anticipo dell’ottava giornata di Serie A. Un match risolto dai lariani solo nella ripresa, grazie alla doppietta di Tasos Douvikas, che regala tre punti preziosi alla formazione di Cesc Fabregas, momentaneamente al terzo posto a pari punti con la Roma. Seconda sconfitta consecutiva, invece, per i neroverdi.
Le pagelle di Como-Sassuolo
Prima di entrare nel merito delle pagelle dei protagonisti della sfida tra Como e Sassuolo, ecco un giudizio sull’operato dell’arbitro dell’incontro, il signor Davide Di Marco.
Arbitro: Di Marco 6 – Qualche imprecisione soprattutto nella prima frazione, quando manca un giallo evidente per Perrone. Vede bene, però, sul rigore non assegnato al Sassuolo per intervento di mano di Kaiki in area di rigore: il braccio non è in posizione punibile.
Pagelle Como
Butez 6 – Nessun particolare pericolo da fronteggiare dalle sue parti. Giornata di ordinaria amministrazione.
Couto 6 – Non la costante spina nel fianco ammirata col Manchester United, ma sempre con un livello adeguato di attenzione (67′ Smolcic 6 – Entra per controllare le scorribande di Laurienté, senza incappare in grossi pericoli).
Kambwala 5,5 – Avrebbe un assist sul tabellino per Da Cunha, ma il fuorigioco del capitano sul gol annullato glielo nega. Però, quando si tratta di difendere (e impostare) deve ancora crescere abbastanza (46′ Ramon 6,5 – Altra pasta rispetto al predecessore: difesa attenta, senza sbavature, e costante proiezione offensiva. Per poco non gli riesce un altro exploit come con i Red Devils).
Kempf 6,5 – Ottima prestazione difensiva, senza concedere nessuno spazio a Bowie e mantenendo sempre elevatissima la soglia dell’attenzione.
Kaiki 7 – Su entrambi i gol dei lariani, c’è il suo zampino, con un assist e mezzo per Douvikas a confezionare il doppio colpo da tre punti. Degno sostituto di Valle.
Ricci 5,5 – Schierato da titolare da Fabregas, si dimostra troppo lento e compassato per lo stile di gioco dello spagnolo. E infatti resta in panchina all’intervallo (46′ Milla 6,5 – Cambia marcia rispetto al predecessore, confermando l’importanza tecnica e tattica nello scacchiere dei lariani).
Perrone 6,5 – Solito elastico tra mediana e trequarti, a dare un contributo enorme alla fase offensiva. A partire dalla prima fase di pressing sui portatori di palla avversari.
Da Cunha 6 – Il fuorigioco gli nega la gioia del gol, in un ruolo da esterno d’attacco. A dimostrazione della sua duttilità, che lo rende perno imprescindibile per Fabregas (89′ Lahdo S.V).
Caqueret 6,5 – Veste i panni di Nico Paz e, anche senza la sua qualità, riesce a rendersi utilissimo e pericoloso sulla trequarti. Come dimostra l’assist per Douvikas.
Baturina 5,5 – Probabilmente risente delle scorie della prestazione enorme in Champions League, e infatti si vede pochissimo nella prima frazione di gioco. Resta negli spogliatoi all’intervallo (46′ Addai 6,5 – Dà quel cambio di passo da inizio ripresa, con la costante idea di puntare e saltare l’uomo. Valore aggiunto).
Douvikas 7,5 – Ne sbaglia uno nel primo tempo, murato da un ottimo Turati. Ma nella ripresa, si conferma il centravanti mortifero dei lariani: una doppietta da centravanti consumato, puro, d’area di rigore. Fa salire la squadra, si mette a disposizione e tratta con dovizia il pallone. Un puntero perfetto per una macchina perfetta.
Allenatore: Cesc Fabregas 7 – Un primo tempo soporifero, figlio dei numerosi cambi dovuti all’impegno in Champions. Degnamente ribaltato con i cambi a inizio ripresa, con la scelta degli uomini giusti per la partita giusta. Dimostra di saper leggere le partite, e di crescere sempre di più nella gestione tecnica (e umana) di un gruppo che può arrivare ovunque.
Pagelle Sassuolo
Turati 6 – Bravo nel primo tempo a dire di no a Douvikas, che però non perdona nella ripresa, con due colpi su cui non può fare nulla.
Van der Brempt 5,5 – Prima volta da ex al Sinigaglia, sicuramente non indimenticabile: non spinge come dovrebbe, e in difesa non copre adeguatamente sulle sortite offensive degli ex compagni.
Caleta-Car 5 – A turno col compagno di reparto, cercano di contenere lo strapotere fisico e tecnico di Douvikas, con risultati decisamente mediocri.
Candé 5 – Come il compagno di difesa, anche lui non riesce mai a prendere i riferimenti sul centravanti greco, faticando tantissimo a trovare l’anticipo con i tempi giusti.
Obrador 6 – Il più educato, tecnicamente parlando, della difesa di Aquilani: prova con qualche palla tesa a mettere in difficoltà la retroguardia lariana (62′ Doig 6 – A situazione ormai compromessa, cerca di spingersi in avanti per creare pericoli in sovrapposizione).
Adzic 5,5 – Stavolta non è letale in inserimento come in altre occasioni. Anzi, finisce per perdersi tra le maglie della mediana avversaria (86′ Esposito S.V).
Matic 5,5 – Non riesce a dettare i ritmi della pressione e del fraseggio della sua squadra, subendo soprattutto nella ripresa l’ondata travolgente dei lariani (62′ Lipani 5,5 – Stessa lunghezza d’onda del suo maestro, di cui segue le orme anche negative questo pomeriggio).
Bakola 6 – Il più costante dei suoi, soprattutto nella prima frazione, quando recupera diversi palloni e ne tocca altrettanti, senza trovare troppe fortune.
Berardi 5 – Pomeriggio davvero opaco, privo di occasioni per mettersi in mostra e, anzi, costellato da errori non da lui. Come l’ingenua palla persa sull’azione che porta al raddoppio di Douvikas (74′ Volpato 6 – Tocchi semplici e più precisione rispetto al suo predecessore).
Bowie 5 – Preferito a Esposito, non si vede praticamente mai in zona d’attacco, sempre ben contenuto dalla pressione asfissiante della retroguardia comasca.
Dominguez 6 – Scelto a sorpresa al posto di Laurienté, è il più creativo del tridente d’attacco odierno, in particolare nella prima frazione, con tagli costanti e diversi movimenti (62′ Laurienté 5,5 – Ingresso impalpabile, a conferma di un periodo di forma non brillantissimo. Come testimonia la panchina iniziale).
Allenatore: Alberto Aquilani 5,5 – I suoi non demeritano nel primo tempo, tenendo a bada le sortite offensive dei più quotati avversari. Però, quando il Como cambia passo nella ripresa, la sua squadra si scioglie e non riesce più a riprendersi. Il percorso è ancora lungo, ma 3 sconfitte nelle ultime 4 partite sono un rendimento negativo, su cui iniziare a porsi delle domande.
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