
Krösche lascia l’Eintracht e il Milan si rimette in marcia: la pista per l’Head of Football torna calda.
Ci sono trattative che sembrano chiudersi con un portone sbattuto in faccia e che invece, mesi dopo, si riaprono da una finestra lasciata socchiusa. È quello che sta succedendo tra il Milan e Markus Krösche, il dirigente tedesco che a giugno sembrava a un passo dalla firma e che l’Eintracht Francoforte aveva bloccato con un secco no.
Nelle ultime ore il quadro è cambiato di colpo: il club tedesco ha annunciato che Krösche lascia il ruolo di direttore sportivo con effetto immediato, e il suo nome è tornato prepotentemente al centro dei discorsi in casa rossonera. La parola d’ordine, adesso, è prudenza: non c’è nessuna firma e nessun annuncio, ma la pista, per usare il linguaggio del mercato, è decisamente più concreta di qualche giorno fa.
Krösche-Milan, cosa è successo a Francoforte
Partiamo dai fatti, perché sono quelli che contano. Il Consiglio di Sorveglianza dell’Eintracht ha accolto la richiesta di Krösche di essere sollevato dall’incarico con effetto immediato, e lo ha fatto all’unanimità. Il comunicato ufficiale del club è improntato a toni cordiali: viene ringraziato il dirigente per il lavoro svolto con successo negli ultimi anni, per la vittoria dell’Europa League e per la partecipazione alla Champions League, con l’augurio del meglio per il suo futuro. Il contratto, che scadeva il 30 giugno 2028, secondo la nota proseguirà in forma adeguata, una formula che lascia aperte alcune questioni sul piano pratico ma che dice anche molto sulla volontà di chiudere senza strappi.
Dietro la separazione, stando alle ricostruzioni dei media, ci sono settimane di confronti con il presidente del Consiglio di Sorveglianza Mathias Beck sul presente e sul futuro sportivo del club. L’Eintracht arriva da un inizio di stagione difficile in Bundesliga e il rapporto tra le parti, secondo alcune cronache, era logoro da tempo. Una notizia sorprendente nei tempi, ma non del tutto inattesa per chi seguiva da vicino le vicende del club.
Il precedente di giugno
Per capire perché a Milano l’attenzione sia così alta bisogna tornare a poche settimane dopo la scorsa estate. Dopo gli esoneri di maggio, che hanno spazzato via l’amministratore delegato Furlani, il direttore sportivo Tare, l’allenatore Allegri e il direttore tecnico Moncada, la proprietà ha avviato una rifondazione completa. A giugno è arrivato Ruben Amorim sulla panchina, e subito dopo Cardinale e Ibrahimović avevano scelto di puntare forte su una coppia tedesca: Krösche e il suo braccio destro Timmo Hardung.
Le cronache dell’epoca parlavano di un accordo verbale con il dirigente, di un’offerta importante sul piano tecnico ed economico, con un contratto fino al 2030, e di un Milan convinto di essere a un passo dalla fumata bianca. Poi il colpo di scena. L’Eintracht si è messo di traverso, ha negato anche solo l’ipotesi di trattare un indennizzo e ha fatto sapere di non aver gradito il modo di muoversi dei rossoneri, che avrebbero parlato con i due dirigenti prima di contattare il club. Krösche è rimasto a Francoforte, e anzi la società tedesca gli ha offerto il rinnovo. Per il Milan una doccia fredda, con il ruolo di Head of Football ancora da assegnare e una ricerca da riavviare da capo.
Milan, chi è Krösche
Ma chi è, esattamente, l’uomo che il Milan insegue da mesi? Markus Krösche è un dirigente tedesco classe 1980, oggi quarantaseienne, che in pochi anni si è costruito una reputazione tra le migliori della Bundesliga. La sua carriera da dirigente è iniziata al Paderborn, dove da direttore sportivo ha ottenuto due promozioni consecutive fino alla Bundesliga. Poi l’esperienza al Lipsia, dove ha raccolto l’eredità di un nome importante come Ralf Rangnick, e dal 2021 il salto all’Eintracht Francoforte, con cui ha vinto l’Europa League nel 2022 e riportato il club in Champions League.
Il suo curriculum racconta un dirigente costruito sul lavoro, sull’organizzazione e su una forte visione del mercato. All’Eintracht ha dimostrato di saper valorizzare i giocatori, di prendere talenti a prezzi contenuti e di rivenderli con ottime plusvalenze, mantenendo il club competitivo anche dopo le cessioni più pesanti. È il profilo che a Milano piace da tempo: un uomo di mercato con una cultura del progetto e dei dati, abituato a lavorare in sinergia con l’allenatore e con una struttura di scouting ben organizzata.
I contatti e le tempistiche
Sul piano delle trattative, le notizie sono ancora in evoluzione. Secondo Sky Sport, il Milan avrebbe avviato i primi contatti per trovare la quadra economica e tecnica, mentre il giornalista Matteo Moretto parla di parti vicinissime, di un’intesa economica che sarebbe già stata raggiunta da tempo e di una ricerca di accordo totale. Altri siti rilanciano le sue parole, sottolineando come il Milan non abbia mai abbandonato davvero la pista e come negli ultimi giorni le parti siano tornate a trattare intensamente. Alcune ricostruzioni indicano poi che le novità potrebbero arrivare tra ottobre e novembre, con Cardinale intenzionato a chiudere nel breve periodo.
Qui, però, serve cautela. Una cosa è la volontà del Milan e la disponibilità del dirigente, un’altra è la firma sul contratto, e tra le due ci sono ancora alcuni passaggi da sciogliere. Il primo riguarda la formula con cui l’Eintracht ha chiuso il rapporto: dire che il contratto proseguirà in forma adeguata non significa ancora che Krösche sia completamente libero di firmare con chiunque senza alcun vincolo, e sarà da capire come si tradurrà questo aspetto nei fatti. Il secondo riguarda il pacchetto di collaboratori, a partire da Hardung, il cui nome era legato a quello di Krösche già a giugno e il cui futuro a Francoforte è tutto da definire.
Che ruolo avrebbe nel nuovo Milan
L’altro tema è capire quale sia esattamente il progetto. Il Milan sta cercando una figura di Head of Football, un ruolo più ampio di quello del tradizionale direttore sportivo, a cui affidare le chiavi dell’area sportiva: dal calciomercato alla gestione della rosa, dal rapporto con l’allenatore alla costruzione di una struttura dirigenziale moderna. Con Amorim in panchina, e con un’idea di calcio che chiede flessibilità, versatilità tattica e giocatori adatti a più ruoli, la scelta del dirigente è strategica.
Il tecnico portoghese ha bisogno di una figura che condivida la sua visione, che sappia costruire una rosa coerente e che possa dialogare con la proprietà con la competenza e l’autorevolezza richieste. Krösche, da questo punto di vista, ha le carte in regola: ha lavorato con allenatori di personalità, ha gestito situazioni di mercato complesse e conosce a fondo la realtà di un club che deve unire sostenibilità e ambizione.
Cosa può cambiare dal punto di vista sportivo
Dal punto di vista del campo, l’effetto dell’eventuale arrivo di Krösche non sarebbe immediato. Il calciomercato invernale è ancora lontano, e la squadra in questo momento deve pensare soprattutto a consolidare il percorso intrapreso, tra un campionato da inseguire e un’Europa League che ha restituito un po’ di fiducia. Ma una figura dirigenziale solida può incidere eccome nelle scelte di lungo periodo: dalle strategie di acquisto alle politiche sui giovani, dal ruolo degli scouting alle cessioni, fino alla gestione dei contratti.
C’è poi il tema dell’ambiente. Il Milan ha vissuto mesi di grande instabilità: un cambio totale ai vertici, una panchina nuova, una squadra da ricostruire e un rapporto con la piazza da rimettere in sesto. Poter contare su un dirigente di riferimento, con un ruolo chiaro e un orizzonte pluriennale, darebbe finalmente un punto fermo a un club che ne ha disperatamente bisogno.
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