
James Milner ha annunciato il proprio addio al calcio all’età di 40 anni. Il centrocampista inglese iniziò la sua carriera nel 2002 in Premier League, ove detiene il record di presenze con 658 partite giocate. Il ritiro di Milner rappresenta l’uscita di scena dal grande palcoscenico calcistico di un grande giocatore, nonchè un uomo di immenso valore morale e prestigio.
James Milner, il recordman della Premier League
Sin da bambino amante del calcio e del cricket, Milner ha un primo approccio con il mondo dello sport nei tornei scolastici. Inizia a giocare a calcio a livello amatoriale, e coltiva la passione per il pallone seguendo la propria squadra del cuore: il Leeds United. Si sa, sognare è concesso a tutti, ma solo la passione e la dedizione permettono di volare in alto e conseguirli. Milner, infatti, all’età di 10 anni ha la possibilità di entrare a far parte dell’Academy del Leeds e, sfruttando l’opportunità di apprendere il più possibile da una tale esperienza, a 16 anni è pronto ad esordire in prima squadra.

Gli anni di Milner dopo il Leeds: le esperienze che hanno formato il suo palmarès fino al ritiro
Dopo una breve parentesi allo Swindon Town Football Club, squadra di Football League One, Milner ritorna al Leeds ma a fine stagione passa al Newcastle. Lasciare la squadra del cuore fa male al giocatore ma, a dimostrazione del forte virtuosismo che contraddistingue il Milner tifoso prima di quello calciatore, è disposto a tutto pur di salvare quei colori cuciti sul cuore dal dissesto finanziario.
Il giocatore viene ceduto al Newcastle United, con cui non scatterà mai la scintilla. Dopo una prima fase stimolante sotto la guida di Bobby Robson, con l’esonero di quest’ultimo e con il consequenziale arrivo di Graeme Souness in panchina, il rapporto tra Milner e il Newcastle inizia a sgretolarsi. Mister Souness nel corso della propria carriera non si è sottratto a dichiarazioni poco diplomatiche, e una di queste toccò in prima persona Milner stesso. “Non si può vincere con una squadra di soli Milner”. Una frase piuttosto fuori luogo, soprattutto se pronunciata da un allenatore, saldo punto di riferimento per i propri giocatori. Il giovane Milner, però, dimostra una diplomazia stupefacente, dichiarando di far tesoro delle critiche, ma appena gli si presenta la possibilità parte in prestito all’Aston Villa.
La stagione tra le fila dei Villans risulta catartica per il calciatore inglese, tanto da spingerlo ad esporre pubblicamente la propria volontà di continuare tale esperienza. Al termine della stagione, viste anche le sue brillanti prestazioni, il Newcastle richiama Milner alla base. Nel 2006 conquista il suo primo trofeo con il club bianconero: la Coppa Intertoto UEFA, competizione che da ormai 20 anni non viene più giocata. Nell’agosto del 2008 ritorna all’Aston Villa, questa volta con un trasferimento a titolo definitivo.
Gli anni di Milner tra Manchester City e Liverpool
Dopo il secondo capitolo a Birmingham, Milner parte per Manchester e nella rosa dei Citizens conquista due titoli di Premier League, una FA Cup e una Coppa di Lega. Negli anni al Manchester City diviene un perno della squadra grazie alla sua duttilità in campo. Nel 2015 James Milner cambia nuovamente squadra legandosi al Liverpool. Anche ad Anfield ha la possibilità di arricchire la bacheca dei premi ottenuti in carriera, conquistando una Champions League nella stagione 2018-2019, una Premier League, due FA Cup, due Coppe di Lega, una Supercoppa UEFA e la Coppa del Mondo per Club FIFA.
Gli ultimi anni di Milner fino al ritiro
Milner decide di passare gli ultimi anni della propria carriera al Brighton & Hove Albion Football Club ove, trasferitosi nel 2023, diviene il secondo marcatore più anziano nella storia della Premier League, secondo solo a Teddy Sheringham.

Il ritiro di Milner: il calcio dice addio ad un modello senza età
James Milner ha da sempre rappresentato un esempio nel mondo del calcio, ma il suo essere un emblema non si limita al rettangolo di gioco. È un simbolo di abnegazione e professionalità, molto stimato e rispettato da colleghi, allenatori e tifosi.

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