
Nuovo appuntamento con il calcio femminile, dove in quest’occasione torniamo in Italia dopo la parentesi norvegese ed a parlare del calcio ad 11 dopo quella legata al mondo del Beach Soccer, intervistando la centrocampista lombarda – da questa stagione in forza al Lumezzane – Giorgia Bertolotti.
Ecco l’intervista esclusiva con Giorgia Bertolotti
Ciao Giorgia, grazie per averci concesso quest’intervista. La prima curiosità che volevo chiederti è come è nata la tua passione per il calcio?
Avevo 8 anni e un pomeriggio, nel parco davanti a casa, mi sono fatta convincere da un gruppo di bambini a fare una partitella insieme a loro. Da lì, non ho più smesso. La cosa più strana è che fino a quel momento facevo danza classica e sognavo di diventare una ballerina, ma da quel pomeriggio al parco dentro di me qualcosa è iniziato a cambiare e il calcio mi ha letteralmente rapita.
Quali sono state le tappe della tua carriera fin qui?
I miei primi 3 anni di scuola calcio li ho fatti con i maschi, nel Ciliverghe, prima di passare poi al Brescia Femminile. Lì ho fatto tutta la trafila delle giovanili, dalle pulcine alla primavera, per poi lasciare casa a 17 anni e andare a fare la mia prima esperienza in serie B in Sardegna. Da lì Fortitudo Mozzecane, qualche anno a Brescia tra Paitone e Chiari, e poi di nuovo a Verona, nel Chievo, prima di approdare a San Marino, dove ho svolto le mie ultime 5 stagioni che si sono concluse quest anno con l’arrivo a Lumezzane.
Hai sempre giocato a centrocampo o anche in altri ruoli? E che tipo di centrocampista sei?
Da piccola ho iniziato facendo il difensore, poi già dal secondo anno mi hanno cominciato a spostare più avanti.
Negli anni ci sono state volte in cui mi sono adattata come quinto, trequartista o play, ma il ruolo che prediligo è la mezz’ala. Sono una centrocampista dinamica, corro molto e mi piace recuperare tanti palloni, per poi inserirmi tra le linee avversarie.
Giocatori/giocatrici a cui ti ispiri ce ne sono?
Da quando sono piccola il mio giocatore preferito è Gattuso, sicuramente per la grinta e la fame che ha sempre avuto. Mi rivedo molto in lui sotto questo punto di vista.
Cosa ti ha spinto a lasciare San Marino dopo 5 anni, con tanto di fascia di capitano indossata in svariate occasioni ed a ripartire dalla realtà del Lumezzane? Ha inciso il poter giocare in “casa” essendo tu di Brescia?
Ammetto che lasciare una squadra, di cui sei diventata capitano e punto di riferimento, dopo 5 anni non è facile. È un capitolo della mia vita che sicuramente non dimenticherò mai e che mi ha fatto crescere e maturare molto. Il cambiamento però fa parte del gioco e scegliere Lumezzane credo sia un po’ come uscire dalla comfort zone e mettermi alla prova in un nuovo ambiente, con nuovi stimoli e nuovi obiettivi. Il poterlo fare a “casa” poi è sicuramente uno stimolo in più, era 10 anni che non tornavo a giocare qui.
Quali sono gli obiettivi tuoi personali per la prossima stagione? E quali quelli di squadra?
Parto da quello di squadra, perché viene sicuramente prima di quello dei singoli. Il nostro obiettivo, che è anche la filosofia di questa società, è quello di migliorarci sempre. Lavorare duro, dare tutto e raccogliere i frutti. Il mio personale invece è rientrare al massimo dopo qualche mese ai box per un’operazione al ginocchio. Non vedo l’ora di essere al 100% per aiutare la squadra sotto ogni punto di vista.
Hai una grandissima esperienza nella categoria: cosa serve secondo te per militare molti anni di fila ad alti livelli?
Sì, sono ormai tanti anni che disputo questo campionato e credo che uno degli ingredienti più importanti per poterlo fare sia la costante voglia di migliorarsi, limare i dettagli anno dopo anno e mettersi alla prova con obiettivi sempre più ambiziosi.
C’è un sogno nel mondo del calcio che Giorgia Bertolotti vorrebbe raggiungere?
Se penso al presente, sogno di vivere una stagione felice e di uscire ogni volta dal campo soddisfatta di aver dato tutto quello che avevo. Credo che se parti da questo poi tutto il resto sia una conseguenza.
Giochi a calcio e fai la social media manager: che percorso di studi hai fatto? E quanto è difficile far conciliare i due aspetti studio/lavoro e sport?
Sono laureata in Comunicazione e Marketing e dopo l’università ho deciso di aprire partita IVA.
Volevo essere autonoma e indipendente, in modo da poter parallelamente anche proseguire il mio percorso calcistico. Conciliare le due cose non è semplice, devi avere molta disciplina e organizzazione, ma credo che quando fai quello che ti piace, anche fare fatica è bello!
Ancora un grande grazie mille a Giorgia Bertolotti per essersi raccontata a noi di 11contro11. Ti facciamo un grande in bocca al lupo, ti auguriamo una stagione ricca di soddisfazioni e faremo il tifo per te!
Fonte immagini: foto fornite dall’Ufficio Comunicazione Lumezzane FC
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