9 Luglio 2006, la notte della rivincita dell’Italia

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Ebbene sì, sono passati esattamente 14 anni da quella notte in cui Fabio Cannavaro sollevò al cielo di Berlino la 4° Coppa del Mondo dell’Italia. Le emozioni sono tante, rievocare quella partita e quel mondiale fa ancora arricciare la pelle a tutti noi tifosi azzurri. E pensare che l’Italia arrivava al Mondiale del 2006 nel momento più scuro della sua storia calcistica. Pochi mesi prima era detonata la bomba Calciopoli, con tutto ciò che ne consegui. Ed è per questo che quel mondiale ha ancora oggi il sapore della rivincita per il nostro calcio.

Il percorso azzurro: i gironi

Il mondiale azzurro in terra di Germania inizia nel girone E contro Ghana, Stati Uniti e Repubblica Ceca. La prima partita si gioca il 12 giugno contro il Ghana e termina 2-0 per gli azzurri. Segue il match contro gli Stati Uniti, partita complessa con gli americani che puntano sulla fisicità dei loro giocatori, la nazionale ottiene solo un pareggio per 1-1 con autogol sfortunato di Zaccardo (unico gol preso dagli azzurri fino alla finale di Berlino).

Decisiva la partita finale del girone contro la Repubblica Ceca, chi arriva secondo gioca contro il Brasile. La partita è dura e ostica, i cechi giocano una bella partita ma gli azzurri vincono per 2-0. Scampato il pericolo verdeoro, l’Italia incontra l’Australia di Guus Hiddink.

9 Luglio 2006, la notte della rivincita dell'Italia

Il percorso azzurro: contro l’Australia, poi Ucraina

Era il 26 Giugno allo stadio di Kaiserslautern e andava in scena la partita tra Italia e Australia. Sulla carta, vista la qualità degli azzurri rispetto agli avversari, doveva essere una partita semplice ma non si dimostrò affatto facile. L’Australia forte fisicamente e ben organizzata in difesa, grazie all’esperienza dell’allenatore Guus Hiddink, rende difficile agli azzurri giocare e mettere in mostra le loro qualità. La partita vive di uno stallo snervante per gli azzurri che iniziano ad innervosirsi, alla ripresa del secondo tempo Materazzi viene espulso rendendo la situazione ulteriormente difficile.

Il match prosegue bloccato fino ai minuti di recupero quando Fabio Grosso, con un incursione sulla fascia sinistra, ottiene un calcio di rigore. Di battere il rigore si incarica Francesco Totti, lui che ha rischiato di non esserci al mondiale per un infortunio. L’arbitro fischia, per un attimo tutta l’Italia ha trattenuto il respiro per poi esplodere in un grido di gioia: era fatta, Totti aveva segnato uno dei gol più importanti per la nazionale e della sua straordinaria carriera.

L’Italia esce vincitrice da una battaglia durissima e dovrà vedersela nei quarti contro l’Ucraina di Andriy Shevchenko, rivelazione del mondiale.

9 Luglio 2006, la notte della rivincita dell'Italia

Contro l’Ucraina ad Amburgo il 30 giugno, gli azzurri scendono in campo cattivi e decisi e riescono a piegare la squadra rivelazione del mondiale con un secco 3-0. Poco pericolosa l’Ucraina, escluse alcune situazioni in cui Buffon si fa trovare pronto. La squadra di Shevchenko non riesce a trovare il gol grazie anche ad un’ottima gara degli azzurri di Lippi che controllano sempre il match.

Il percorso azzurro: semifinale spettacolare

Era il 4 Luglio 2006, si gioca allo stadio di Dortmund, fortino inespugnato per i padroni di casa e organizzatori del Mondiale. Infatti la semifinale del mondiale è nuovamente Italia-Germania. Questa partita porta alla memoria momenti storici per il calcio mondiale, con partite stupende tra due squadre che ogni volta che si incontrano danno spettacolo, celebre il 4-3 del mondiale in Messico, anche allora semifinale del mondiale. La partita è stupenda, con molti rovesciamenti di fronte e azioni spettacolari. Entrambe le squadre creano situazioni interessanti ma non riescono a trovare il gol. Nel secondo tempo si prosegue sulla falsa riga del primo tempo, con azioni veloci e conclusioni che però non portano al gol di nessuna delle due formazioni.

Si va ai supplementari, l’Italia ne ha di più e infatti va più vicina al gol con un palo di Gilardino e una traversa di Zambrotta, ma sembra che il fortino di Dortmund reggerà anche questa volta. Secondo tempo supplementare, i rigori si avvicinano minacciosi. Quando ormai siamo allo scadere, manca solo un minuto, Pirlo trova la giocata e serve Grosso che, con un tiro a giro, sigla l’1-0 per gli azzurri. Il fortino è caduto e mancano ancora 60 giri di lancetta, in tutta Italia e non solo, ci si abbraccia e si esulta ma poi si ritorna in ansia: altri 60 secondi. E invece, sono ancora gli azzurri a segnare, chiusura di Cannavaro in difesa, palla a Totti a centrocampo che vede Gilardino e lo serve, l’attaccante si avvicina alla porta e si accentra attraendo la difesa tedesca, ma con il tacco serve Del Piero che con un piatto sul palo opposto segna il 2-0.

E’ estasi Italiana, è finale, dopo aver eliminato i padroni di casa e aver regalato alla storia un’altra partita stupenda tra Italia e Germania.

9 Luglio 2006, la notte della rivincita dell'Italia

Finale: la rivincita!

Finita la partita contro la Germania, la felicità dà spazio alla preoccupazione: gli avversari per il titolo mondiale sono i francesi. La Francia ricorda al popolo azzurro Francia ’98 (eliminazione ai quarti) e Euro 2000 (sconfitta per 2-1 in finale).

La finale del Mondiale del 2006 si gioca il 09 Luglio a Berlino, in Italia tutto si ferma, chi in città chi al mare: tutti davanti alla TV.

La Francia arriva con un giorno di riposo in più e senza supplementari svolti. La partita è subito molto tirata, entrambe le squadre sono tese e attente a non scoprirsi. I francesi puntano sulla qualità straordinaria di Zidane, al suo ultimo mondiale, e alla velocità degli esterni di attacco. L’Italia risponde con una difesa solidissima, un solo gol preso (autogol di Zaccardo, fase a gironi), guidata da un Cannavaro in grandissimo spolvero.

Il primo tempo è acceso e vivace, ma soprattutto molto duro e falloso. Al 7′ la partita si sblocca: Materazzi atterra in area Malouda e causa un calcio di rigore a favore dei francesi. Sul dischetto si presenta Zidane che non lascia scampo a Buffon con un cucchiaio. Il pareggio arriva, dopo minuti di sofferenza, al 19′. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Pirlo, Materazzi vola in cielo riscattando il rigore provocato, Barthez è battuto.

La partita scorre con azioni interessanti di entrambe le squadre disinnescate dai portieri. Al 90′ è 1-1, si va ai supplementari. Nei supplementari l’Italia rischia di capitolare a causa di un forte colpo di testa di Zidane al 104′ deviato in angolo da Buffon il quale, con un colpo di reni, alza la palla sopra la traversa. Nei supplementari avviene anche l’episodio celebre della testata di Zidane a Materazzi che valse l’espulsione diretta del francese. Ma l’Italia non approfitta dell’inferiorità numerica e i supplementari finiscono 1-1, si va ai rigori.

9 Luglio 2006, la notte della rivincita dell'Italia

Il rapporto dell’Italia con i rigori non è positivo, sopratutto contro la Francia. Nell’occasione dei quarti del Mondiale Francia ’98, furono proprio i rigori a designare l’eliminazione dell’Italia. Ma, anche in altre situazioni, i rigori furono nefasti per gli azzurri. Per esempio, la Finale del Mondiale Usa ’94 contro il Brasile, dove l’Italia perse il titolo proprio dagli undici metri. Con queste premesse, il timore per i rigori erano molto alto per il popolo azzurro.

Ma alla fine la nazionale italiana riesce a spuntarla. Grazie all’errore dal dischetto di Trezeguet e con il rigore decisivo di Fabio Grosso, l’Italia è Campione del Mondo per la quarta volta nella sua storia.

La rivincita si compie dunque. Rivincita contro i francesi e contro tutti coloro che, quell’anno, etichettavano il nostro calcio come marcio e poco competitivo.

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