Manchester United-Chelsea (2-1): analisi tattica e considerazioni

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Il Manchester United torna a sorridere nel big match della giornata 15 di Premier League, battendo il Chelsea al termine di una partita dominata di cui a breve andremo a svolgere l’analisi tattica. A “Old Trafford” i padroni di casa vincono però solo di misura 2-1 grazie ad una doppietta di McTominay e una marea infinita di gol mangiati. Per i Blues, illude Palmer che allo scoccare del 45′ trova la rete con un colpo di biliardo per il temporaneo pareggio con cui si conclude la prima frazione. I Red Devils agganciano temporaneamente il Tottenham, mantenendosi ancorati nei pressi della zona-Europa. Male ancora i londinesi, che confermano il proprio andamento ondivago e non si staccano dal centro della classifica.

Non resta ora che andare a ripercorrere questi 90 minuti tra Manchester United e Chelsea attraverso la nostra analisi tattica. Prima, però, diamo un’occhiata alle formazioni.

Entrambe scendono in campo col 4-2-3-1. Ten Hag deve fare i conti con tanti infortuni e decide di tenere fuori anche Rashford e Martial. Ai loro posti, nel parterre offensivo, ci sono Højlund, come prima punta, e Antony alto a destra. Per il resto, Onana tra i pali, linea difensiva guidata dai centrali Maguire e Lindelof, con Shaw e Dalot terzini. In mezzo al campo, chance per Amrabat ad affiancare McTominay. Completano il tridente di trequartisti Burno Fernandes e Garnacho.

Pochettino risponde con Sánchez in porta, Cucurella e Colwill esterni bassi, mentre il centro è presidiato da Thiago Silva e Disasi. La cerniera di centrocampo è costituita da Enzo Fernández e Caicedo. Jackson è il riferimento più avanzato, supportato alle spalle da Mudryk, Palmer e Sterling.

Analisi tattica Manchester United-Chelsea, il primo tempo: i Red Devils vanificano il proprio dominio

L’analisi tattica di Manchester United-Chelsea ci presenta due squadre molto simili non solo dal punto di vista dell’assetto. Ambedue, infatti, non eccellono nella fase difensiva e cercano di sfruttare la velocità e le abilità tecniche nei duelli dei propri giocatori offensivi. Non a caso, ne viene fuori una partita piuttosto vivace, con occasioni a ripetizione.

A partire meglio, però, è la formazione di casa, che approccia fin da subito con un baricentro molto alto e un pressing aggressivo. I 4 attaccanti prendono a uomo i difensori dei Blues, mentre McTominay esce molto alto su Enzo. Il Chelsea viene messo subito in difficoltà e non riesce a costruire dal basso. Anzi, ostinandosi a palleggiare sulla pressione del Manchester, finisce per perdere numerosi palloni sulla propria trequarti, innescando chance e pericoli per la sua porta. Il primo di questi, al minuto 7, conduce ad un calcio di rigore per un pestone del centrocampista argentino su Antony. Dal dischetto, però, Bruno Fernandes sbaglia, calciando male e debolmente, consentendo un intervento agevole a Sánchez.

L’occasione mancata è solo il preludio a un dominio che si fa via via più netto per i Red Devils, bravi a sfruttare gli enormi spazi concessi dai londinesi. Questi si ritrovano il più delle volte completamente spaccati a metà, perché, decidendo di giocare in contropiede, lasciano i giocatori offensivi davanti per sfruttare eventuali uno contro uno contro una difesa alta e lenta come quella di Ten Hag. Oltre a costruire poche ripartenze, però, gli ospiti si ritrovano in inferiorità numerica dietro. Bruno e McTominay sono liberi di scorrazzare a tutto campo, muovendosi o tra le linee o garantendo l’ampiezza quando le ali tagliano dentro.

Dopo aver sbagliato diverse situazioni, al 19′ lo United riesce finalmente a bloccare la gara. Nasce tutto da una rubata di Amrabat, che arresta un tentativo di transizione del Chelsea. L’azione si sviluppa poi sulla sinistra, dove il cross di Garnacho viene raccolto al centro dell’area da Maguire (trovatosi lì in seguito a corner), la cui conclusione viene murata da Cucurella. Sulla ribattuta, McTominay controlla, mira e trova l’angolino basso.

Manchester United-Chelsea (2-1): analisi tattica e considerazioni

Com’è e come non è, il Chelsea agguanta il pareggio

Il Chelsea si affaccia in avanti molto sporadicamente, per via delle situazioni presentate nell’analisi tattica, tra pressing del Manchester United a inibire la manovra e problemi difensivi, che però i Red Devils non puniscono appieno per mancanza di cattiveria.

La mossa di Pochettino per riportare un minimo di superiorità numerica in mezzo al campo è l’abbassamento di Palmer come mezz’ala aggiunta, in una sorta di 4-3-3 in fase di possesso. Il giocatore inglese, però, finisce col giocare molto lontano dalla porta. Ciò nonostante, è proprio lui a regalare sul tramonto del primo tempo il gol del pareggio. Con lui arretrato è Mudryk a giocare più dentro al campo e a trovare spazio sulla trequarti, consentendo al numero 20 di tagliare in verticale. Ricevuta palla, l’ex City viene circondato da 3 uomini dello United, ma riesce comunque a trovare uno spiraglio per infilare Onana con una conclusione che, seppur molto debole, è di una precisione estrema.

Analisi tattica Manchester United-Chelsea, il secondo tempo: i padroni di casa legittimano la vittoria

Entrambi gli allenatori effettuano una modifica all’intervallo. Ten Hag manda dentro Reguilón per Lindelof, con conseguente accentramento di Shaw. Pochettino, invece, inserisce James per Cucurella. Seppure i Blues diano il sentore di voler approcciare la ripresa in maniera diversa e più incisiva, il copione dell’analisi tattica di di Manchester United-Chelsea non cambia.

Proseguono le difficoltà tecniche in impostazione per i londinesi, che costringono anche il portiere Sánchez a qualche imbarazzo con i piedi. La catena sinistra dello United è quella più ispirata, sia grazie alla spinta del neoentrato, sia soprattutto per l’intraprendenza di Garnacho, anche se l’argentino sbaglia puntualmente l’ultima scelta. L’unica azzeccata arriva però al minuto 69, quando un suo cross al bacio premia l’inserimento del solito McTominay sul secondo palo. Lo scozzese approfitta della caduta del suo marcatore Colwill e firma di testa la doppietta personale che vale il nuovo vantaggio del Manchester.

Manchester United-Chelsea (2-1): analisi tattica e considerazioni

Al Chelsea non bastano le continue sovrapposizioni di James per rifornire le punte e così, al 77′, Pochettino gioca la carta Broja, ridisegnando la trequarti. Palmer va a destra, Sterling si sposta a sinistra, mentre l’albanese si piazza dietro Jackson. Con i Red Devils che non chiudono la partita, i Blues si regalano 10 minuti di speranza, premendo nel finale. Ten Hag si copre nel recupero con Evans al posto di Garnacho, ma i suoi resistono e portano a casa il secondo successo casalingo di fila.

Manchester United-Chelsea, le considerazioni finali

Chiudiamo quest’analisi tattica di Manchester United-Chelsea con qualche riflessione. È stata una squadra completamente diversa rispetto alla trasferta di Newcastle quella di Ten Hag vista stasera. Determinazione, voglia di arrivare per prima sul pallone e di vincere. E, soprattutto, i gol, uno dei grandi talloni d’Achille degli uomini del tecnico olandese. Una squadra che deve lottare per la zona-Europa non può viaggiare con numeri offensivi così scarni, che la rendono il peggior attacco delle prime 13 di Premier League. Non è un caso che sia proprio McTominay a quota 5 il miglior marcatore stagionale in campionato dei Red Devils.

Ben altri sentimenti, invece, per i Blues, ancora ko in trasferta. La squadra di Pochettino non riesce a trovare stabilità di risultati e prestazioni e continua a palesare difficoltà difensive. Se l’attacco poi non gira, queste lacune si fanno ancora più evidenti ed è solo per demerito dei padroni di casa se i londinesi non sono costretti a patire un passivo di gran lunga più pesante. Troppo poco credibile l’atteggiamento messo in campo dalla squadra del tecnico argentino per avere la meglio su un avversario sì temibile, ma comunque anch’esso ancora carico di tante incertezze.

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