Riquelme: il calcio diventa poesia e noi ne siamo innamorati

0

Alcune persone nascono con un dono speciale e questo è sicuramente il caso di Juan Romàn Riquelme. Lo si guardava giocare e si pensava subito, “entra Riquelme: il calcio diventa poesia“, con quel suo modo elegante di portare palla, che sembrava più una danza che una corsa, ci ha fatto innamorare.

Nasce a San Fernando il 24 giugno 1978, esattamente il giorno precedente alla prima storica vittoria della sua Argentina ai mondiali giocati in casa. Dopo aver fatto parte del vivaio dell’Argentinos Juniors venne notato da un osservatore del Boca Juniors. Da qui ha inizio la storia di un ragazzo destinato a diventare leggenda alla Bombonera.

La carriera 

Viene soprannominato “El mudo” per il suo carattere taciturno, ma Riquelme ciò che non diceva con la bocca lo diceva col pallone. Il 2000 è l’anno della svolta per Romàn, vince la Coppa Libertadores e il mondiale per club, battendo per 2-1 il Real Madrid. In questa gara firma l’assist per il gol decisivo di Martin Palermo con un lancio di 40 metri, giocata che  non poteva certo passare inosservata. Nel 2001 il Boca si ripete e vince nuovamente la coppa più importante del Sud America, Riquelme però non si limita a questo e viene nominato miglior giocatore del continente.

Viene acquistato prima dal Barcellona e poi dal Villarreal, rimane in Europa per qualche anno alternando sprazzi di indolenza a giocate da poesia. Tornerà poi in Argentina dove non si farà mancare altri trofei tra Boca Juniors, Argentinos Juniors ed encomi personali prima del suo ritiro.

Riquelme: il calcio diventa poesia e noi ne siamo innamorati

El Mudo: l’arte nei piedi

Se il calcio fosse solo corsa, muscoli e tattica non ci sarebbe spazio per giocatori come lui. Per fortuna però non è così: è fatto anche di estro, di fantasia e di rischi, elementi che hanno contraddistinto la personalità calcistica di Riquelme.

“Chiunque, dovendo andare da un punto A a un punto B, sceglierebbe un’autostrada a quattro corsie impiegando due ore. Chiunque tranne Riquelme, che ce ne metterebbe sei utilizzando una tortuosa strada panoramica, ma riempiendovi gli occhi di paesaggi meravigliosi.” Questo dice di lui Jorge Valdano.

Un giocatore straordinario con un’intelligenza unica nello scegliere la giocata migliore. Manuel Pellegrini infatti dirà di lui: “È un giocatore straordinario, che pensa a tre possibili giocate e sceglie la migliore.”

Un giocatore di una classe cristallina, con una tecnica ed’un eleganza fuori dal comune. Sarà per questo che a Buenos Aires hanno eretto una statua in suo onore, e sarà per questo che quando entrava in campo non si poteva far altro che dire, “entra Riquelme, il calcio diventa poesia”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui