Le pagelle di Milan-Inter (1-2): nerazzurri campioni d’Italia!

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Per la 20° volta nella sua storia l’Inter si aggiudica il titolo di campione d’Italia battendo nel primo match-point Scudetto il Milan per 2-1. In occasione del Derby della Madonnina che pone la parola fine alla 33° giornata di Serie A, i nerazzurri per la sesta volta di fila hanno la meglio sugli eterni rivali. Un successo che vale doppio rappresentando un risultato storico: la seconda stella al petto della Beneamata. Con ben cinque giornate d’anticipo gli uomini di Inzaghi si portano a casa lo Scudetto andando per due volte in vantaggio grazie ai gol di Acerbi e del solito Thuram. Nel finale, invece, Tomori prova a rinviare i festeggiamenti, ma la retroguardia nerazzurra regge fino alla fine facendo esplodere di gioia i suoi tifosi. Ecco le pagelle di Milan-Inter.

Le pagelle di Milan-Inter

Prima di analizzare insieme le pagelle dei protagonisti di Milan-Inter, proviamo a dare una valutazione all’operato del direttore di gara.

Arbitro: Andrea Colombo 6,5 – Nonostante l’importanza del Derby della Madonnina il fischietto della sezione di Como dirige l’incontro con grande personalità. Evita di incattivire troppo la gara sin dai primi minuti fermando sul nascere possibili battibecchi tra i calciatori in campo. Ottimo nella gestione dei cartellini, commette pochi errori da matita rossa. Nel finale estrae ben tre cartellini rossi diretti per placare animi fin troppo accesi.

Pagelle Milan

Maignan 5,5 – Incolpevole sul colpo di testa di Acerbi, si rende protagonista di un paio di interventi alla portata nel corso dei 90′. Non impeccabile però in occasione del raddoppio avversario.

Calabria 6 – Tende a sovrapporsi spesso e volentieri in avanti proponendo in alcune circostanze anche tagli improvvisi in area di rigore. Flirta con il gol del pareggio, ma Sommer gli nega la gioia personale. Anche lui vittima del nervosismo finale.

Gabbia 5,5 – In difficoltà contro l’intraprendenza offensiva degli avversari non riesce a garantire sicurezza al reparto.

Tomori 6 – Determinante sin dall’inizio nell’arginare un paio di avanzate degli eterni rivali, la prova del centrale inglese cala gradualmente con il passare dei minuti. Soffre la fisicità e l’agilità di un cliente scomodo del calibro di Thuram. Si fa perdonare per una prova non all’altezza trovando nel finale il tap in per accorciare le distanze.

Theo Hernández 5 – Non la migliore prestazione in maglia rossonera per il terzino sinistro il quale perde diverse volte l’attimo nella giocata nonostante le continue avanzate sulla sinistra. Nel finale perde le staffe ricevendo un’espulsione inutile nel faccia a faccia con Dumfries.

Adli 5,5 – Piuttosto nervoso sin dai primi minuti di gioco, il transalpino tende ad essere troppo frettoloso nelle giocate perdendo diverse volte palla sulla pressione condotta dai nerazzurri (68′ Bennacer 6 – 20′ senza lode e senza infamia per l’algerino che nonostante il passo falso dei suoi esce dal campo con una sufficienza in queste pagelle di Milan-Inter).

Reijnders 5,5 – Si vede a sprazzi l’olandese in una serata nella quale spesso e volentieri pare mancare della giusta convinzione (52′ Giroud 5,5 – Sotto di due gol Pioli prova a dare la scossa inserendo un centravanti d’area di rigore del suo calibro, ma non riceve le risposte sperate. Quasi mai servito dai compagni in quello che rimarrà il suo ultimo derby in maglia Milan).

Musah 6,5 – Scelto a sorpresa dal 1′ lo statunitense garantisce tanta corsa e dinamismo sulla destra. Uno dei pochi a salvarsi questa sera, è abbastanza inspiegabile il poco spazio trovato in stagione (77′ Okafor s.v.).

Loftus-Cheek 5 – Oggetto misterioso in questo derby, non riesce mai ad entrare nel vivo dell’incontro venendo continuamente anticipato dalla retroguardia avversaria (67′ Chukwueze 6 – Pioli prova a sfruttare il grande momento di forma dell’ex Villarreal capace di creare qualche grattacapo alla difesa avversaria grazie alla sua agilità nel saltare l’uomo).

Pulisic 6 – Svaria per tutto il fronte offensivo per non dare punti di riferimento agli avversari, ma viene comunque limitato a dovere. A poco più di 20′ spreca la grande chance di riaprire la sfida, ma il suo tiro termina alto sopra la traversa.

Leao 5,5 – Inserito nel ruolo di prima punta il talento portoghese crea la prima vera palla-gol del Diavolo su sviluppi di contropiede, ma Sommer non si lascia impensierire. Si vede a sprazzi nel corso dei 90′, ma non incide come ci si aspettava.

Allenatore: Stefano Pioli 5 – A sorpresa toglie Giroud dall’undici titolare affidandosi a Leao nell’insolito ruolo di centravanti con Pulisic a supporto per giocare a specchio degli avversari. Un’intuizione che dura appena 20′ e che non porta i risultati sperati. Sotto 2-0 il tecnico emiliano torna al classico assetto tattico, ma è troppo tardi per tentare una clamorosa rimonta. Il gol di Tomori ridà maggiori speranze e coraggio negli ultimi minuti, ma non basta. Sesto Derby della Madonnina di fila perso e molto probabilmente ultimo della sua esperienza sulla panchina del Diavolo. Una sconfitta amara per tanti motivi!

Le pagelle di Milan-Inter (1-2): nerazzurri campioni d'Italia!

Pagelle Inter

Sommer 7 – Con normale amministrazione sventa un contropiede di Leao rendendosi grande protagonista su una conclusione insidiosa di Calabria con un intervento da urlo. Attento su altro tiro pericoloso di Theo Hernández, è miracoloso ancora una volta sul colpo di testa di Gabbia. Sulla ribattuta non può nulla sul tap in di Tomori.

Pavard 7 – Tornato dalla squalifica, l’ex Bayern Monaco veste subito i panni dell’assist-man per la rete che apre le danze. Prestazione al limite della perfezione in copertura soprattutto in marcatura su Leao.

Acerbi 7 – Sfrutta la sponda del suo collega di reparto per battere un incolpevole Maignan con un colpo di testa ravvicinato su sviluppi di corner. Impeccabile al comando della retroguardia nerazzurra.

Bastoni 6 – Argina senza troppe difficoltà le sortite offensive del Diavolo prendendosi pochi rischi e dando solidità al reparto (87′ de Vrij s.v.).

Darmian 6 – Prova senza lode e senza infamia per l’esterno basso n°36 che gli garantisce una sufficienza in queste pagelle di Milan-Inter (83′ Dumfries 5 – A pochi secondi dal suo ingresso sul rettangolo di gioco riaffiorano vecchi screzi con Theo Hernández che lo portano ad un duro muso a muso tale da ricevere un rosso diretto).

Barella 6,5 – Qualità, corsa e dinamismo. Il centrocampista nerazzurro dimostra ancora una volta di essere un punto fermo nello scacchiere tattico di Inzaghi (76′ Frattesi s.v.).

Calhanoglu 6 – Meno appariscente del solito in fase di possesso, il grande ex di serata si rende protagoniste di ottime letture in mezzo al campo nel fare da filtro tra i reparti (83′ Asllani s.v.).

Mkhitaryan 6 – Grande protagonista del derby d’andata con una doppietta, l’armeno prova a spaventare i rossoneri su sviluppi di ripartenza trovando però i guantoni di un attento Maignan.

Dimarco 6 – Bravo nel contenere la corsa di Musah dalla sua zona di campo, macina come suo solito tanti chilometri sulla fascia dando l’impressione di rendersi pericoloso da un momento all’altro (77′ Carlos Augusto s.v.).

Thuram 8 – Dopo aver timbrato il cartellino all’andata, il figlio d’arte prova a ripetersi con una conclusione con la quale sfiora per questione di centimetri il raddoppio. Prezioso come sempre nel dare fisicità all’attacco nerazzurro alzando il baricentro della squadra, alla fine batte il suo compagno di nazionale trovando il suo dodicesimo gol in campionato.

Lautaro Martínez 5,5 – Ha tra i piedi la palla del 2-0, ma non sfrutta a dovere l’assist di Dimarco spedendo la palla in curva. A secco da due mesi il Toro può comunque consolarsi per la vittoria dello Scudetto che alzerà nelle prossime settimane dopo un’annata da vero protagonista.

Allenatore: Simone Inzaghi 7 – La ciliegina sulla torta ad un campionato stradominato. La sua Inter si aggiudica la seconda stella con cinque giornate d’anticipo diventando la prima squadra della Serie A a vincere lo Scudetto in un derby. Incarta ancora una volta Pioli facendo predominare la superiorità della Beneamata. Una squadra che gioca a memoria e con una semplicità disarmante tale da dominare in Italia. Un successo assolutamente meritato frutto dell’egregio lavoro del tecnico piacentino al sesto trofeo sulla panchina nerazzurra.

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