Vecchie Glorie: parliamo di Alessandro Rosina

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Vecchie Glorie: parliamo di Alessandro Rosina

Un altro appuntamento dedicato alle “Vecchie Glorie”, con l’obiettivo di ricordare un ex centrocampista, Alessandro Rosina. L’approfondimento targato 11contro11.it, si sofferma su un calciatore in grado di lasciare il segno, soprattutto per i suoi modi di fare, mai fuori posto. Il classe ’84 si è destreggiato tra diversi club italiani, trovando fortuna in brevi – ma intense – esperienze all’estero, con la maglia dello Zenit. Ritiratosi poco più di un anno fa, all’età di 36 anni. Rosina si è iscritto all’Università, dedicandosi così allo studio, alla famiglia e ad altri progetti. Tra le sue esperienze, sicuramente sono da evidenziare le stagioni con il Parma e in particolar modo con Torino e Zenit. Gli ultimi anni li ha invece passati in Serie B, prima con il Bari e poi con la maglia della Salernitana.

Alessandro Rosina: gli inizi

Dopo aver trattato la carriera di Francesco Montervino, si passa ad un altro ex centrocampista – trequartista – capace di lasciare il segno e dimostrare tutte le sue doti, in ben 16 anni di calcio.

Nato a Belvedere Marittimo il 31 Gennaio 1984, Alessandro Rosina inizia la sua avventura calcistica nelle giovanili del Parma, all’età di 9 anni, dopo essersi trasferito – insieme alla famiglia – a Casalmaggiore. Il suo esordio in Serie A arriva proprio con la maglia crociata, il 16 Febbraio 2003, subentrando nella partita contro la Juventus, persa per 1-2. Al termine della stagione 2002/2003 riesce a totalizzare 6 apparizioni.

Rimane un’altra stagione e mezzo al Parma, seppur giocando molto poco; nella stagione 2003/2004 7 presenze in campionato, mentre l’anno successivo circa 12. In totale, contando anche Coppa Italia e Coppa UEFA, Rosina chiude la sua avventura in terra parmigiana con 41 gettoni e 2 gol.

Viene perciò mandato in prestito all’Hellas Verona, nel Gennaio del 2005, rimanendovi fino a Giugno dello stesso anno. In Serie B mette in mostra un ottimo potenziale e riesce a giocare 17 partite, siglando anche 2 reti.

Ritorna a Parma ad Agosto del 2005, prima di cominciare la sua avventura con il Torino, che ne acquista il cartellino in comproprietà, per circa 400.000 euro.

L’avventura con il Torino

L’esperienza piemontese è sicuramente una delle più importanti nella carriera di Alessandro Rosina. Seppur senza vincere trofei, il trequartista – e all’occorrenza centrocampista – è riuscito a lasciare un segno indelebile con i granata, indossando anche la fascia da capitano.

Un rapporto durato circa quattro stagioni, dall’Agosto del 2005 al Giugno del 2009.

Arrivato in quel di Torino all’età di 21 anni, da subito si ritrova a dover realizzare un obiettivo complicato: la promozione dalla Serie B alla Serie A. Traguardo raggiunto in appena una stagione, con prestazioni positive da parte di Rosina, che gioca 42 segnando 12 gol (includendo anche gli scontri dei playoff).

Dopo il primo anno, Rosina – soprannominato Rosinaldo – comincia a diventare un vero beniamino e uomo squadra, amato dai tifosi. Basta infatti una sola stagione per convincere il Torino ad acquistare completamente il suo cartellino, per una cifra vicina a 850.000 euro. Conduce la squadra in maniera egregia e ne diventa sempre più protagonista.

Ritornato in massima serie, nella stagione 2006/2007 trova anche il suo primo gol in Serie A, su rigore decisivo ai danni della Sampdoria.

Poi, dopo quello, ne arriveranno altri 8 soltanto in campionato. Le ottime prestazioni, personali e collettive, permettono ai granata di salvarsi e Rosina rinnova il suo contratto fino al 2011, convinto di poter fare ancora meglio.

Il 2008/2009 risulta negativo, poiché al termine della stagione il Torino retrocede, dopo tre anni di permanenza nel massimo campionato, nonostante le buone prestazioni di Rosinaldo, seppur meno convincenti degli anni precedenti.

Conclude così la sua esperienza con la maglia del Toro anzitempo, distinguendosi comunque per la sua voglia, tenacia, classe e affidabilità. Ben quattro stagioni, impreziosite da 148 apparizioni e 39 gol.

Dallo Zenit al Siena

Il 31 Luglio del 2009 viene ceduto allo Zenit San Pietroburgo, club russo che milita in Prem’er-Liga russa, per circa 9 milioni di euro. Il suo debutto arriva il 5 Agosto 2009 in Coppa di Russia, con un gol realizzato. Il 30 Agosto trova anche il suo primo sigillo in campionato. Il 14 Novembre del 2010 trionfa in campionato, con addirittura due giornate d’anticipo, bissando poi il successo con la vittoria della Coppa di Russia; nemmeno il tempo di festeggiare che, a Gennaio del 2011 torna in Italia, per vestire la maglia del Cesena, in prestito.

Solo qualche mese, fino alla fine della stagione, il tempo di racimolare 10 apparizioni e trovare un gol, nel 2-2 contro il Parma, sua ex squadra.

Nella stagione 2011/2012 rientra in Russia, disputando 11 match ma senza mai trovare la via del gol, ciononostante riesce a vincere la sua seconda Coppa di Russia. Per lui la breve – ma positiva – esperienza all’estero si conclude con 48 presenze e 9 sigilli.

Per la stagione 2012/2013 si fa vivo il Siena che riesce a tesserarlo il 31 Agosto, per il campionato di Serie A, sotto la guida di Serse Cosmi. Qui vi rimane due anni, nel primo realizza 5 gol (tra cui la prima doppietta) in 31 partite, sebbene non riesca ad evitare la retrocessione in Serie B; nel secondo anno gioca 40 volte, gonfiando la rete in ben 13 occasioni.

Rosina-Siena Vecchie Glorie: parliamo di Alessandro Rosina

Il 22 Luglio del 2014 si ritrova però svincolato, dato che il Siena non si era iscritto per la stagione di cadetteria. Termina la sua avventura con 76 gettoni e 19 gol.

Alessandro Rosina tra Catania, Bari e Salernitana

Libero da ogni vincolo, Rosina si accasa al Catania, sempre in Serie B, per provare a ripartire dopo una deludente stagione con la compagine toscana. Annata niente male per lui, con 8 gol in 37 match. Anche stavolta, però, paga a causa della società siciliana che, per lo scandalo legato al calcioscommesse, è costretta a ripartire dalla Lega Pro.

Rosina-Catania Vecchie Glorie: parliamo di Alessandro Rosina

Quindi Alessandro Rosina viene ceduto in prestito – con obbligo di riscatto – al Bari, club che milita in cadetteria ma che ha l’obiettivo di tornare nel “calcio che conta”.

Conclude la sua stagione con 41 presenze e 11 reti, perdendo però ai playoff contro il Novara, dopo essersi classificati al quinto posto. Sconfitta amara che cancella così la speranza di un ritorno in Serie A.

Non esercitando il riscatto, Rosina si trova di nuovo nelle file del Catania, il quale però lo lascia andare per quella che sarà l’ultima maglia che l’ex centrocampista classe ’84 indosserà. L’arrivo alla Salernitana, sempre nel campionato cadetto, vedrà Rosina tornare protagonista, indossando la fascia da capitano e segnando la sua prima rete all’esordio.

Ben quattro stagioni, suddivise però in due periodi: i primi due anni davvero positivi, con Rosina protagonista a tutti gli effetti; mentre le ultime due annate lo vedono sempre più fuori dai piani della società che, addirittura, lo mette fuori rosa in vista dell’ultima stagione.

Per questo, il 1 Luglio 2020 Alessandro Rosina decide di svincolarsi annunciando, qualche giorno dopo, il suo ritiro dal calcio giocato.

La parentesi nazionale

Sebbene non sia mai riuscito a ritagliarsi troppo spazio con la nazionale maggiore, Alessandro Rosina può contare una sola presenza con l’Italia, mentre ben 32 gettoni con l’U21, prendendo parte a ben tre Europei, vincendo quello del 2004, seppur senza giocare.

Per lui anche 4 gol, tra il 2004 e il 2007.

Alessandro Rosina oggi

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, all’età di 36 anni, Alessandro Rosina ha deciso di dedicarsi allo studio e alla famiglia. Iscrittosi al corso di laurea in Economia e Gestione Immobiliare, l’ex calciatore calabrese si è voluto mettere alla prova.

Nonostante il cambio di rotta, non ha rinunciato al calcio, aprendo la “Scuola Calcio Alessandro Rosina”, con l’obiettivo di valorizzare il settore giovanile. Un’ottima iniziativa, volta a dar fiducia e mettere in mostra le capacità di giovani possibili talenti.

Come spesso accade, chi vive di questo sport, anche dopo essersi ritirato, non riesce a farne a meno e, alla lunga lista degli ex giocatori che vivono ancora di calcio, si aggiunge anche Alessandro Rosina, prima vera bandiera del Torino e grande uomo, dentro e fuori dal campo.

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