
Senegal, Vieira parte male: quattro punti ma gioco deludente. E i tifosi iniziano a criticarlo.
Non è certamente l’inizio che Patrick Vieira avrebbe immaginato sulla panchina del Senegal. I numeri, a voler essere rigorosi, non raccontano un disastro: quattro punti conquistati nelle prime due giornate delle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2027, una vittoria e un pareggio, nessuna sconfitta e il secondo posto nel gruppo J alle spalle del Mozambico soltanto per differenza reti. Eppure, dietro la classifica, c’è una sensazione molto meno positiva. Il nuovo commissario tecnico dei Leoni della Teranga non è riuscito a convincere sul piano del gioco e, dopo appena due partite, in Senegal sono già cominciate le prime critiche nei suoi confronti.
Vieira, un esordio non brillante
Il dato che probabilmente pesa maggiormente è proprio il rapporto tra il potenziale della squadra e quanto mostrato in campo. Il Senegal dispone di giocatori abituati ai massimi livelli del calcio europeo e, nonostante alcune assenze pesanti, l’obiettivo dichiarato era quello di iniziare immediatamente il nuovo ciclo con personalità. Invece il debutto contro il Mozambico si è chiuso sull’1-1, mentre il successivo successo in Etiopia è arrivato soltanto grazie a un gol di Ibrahim Mbaye, in una partita tutt’altro che convincente. Vieira ha raccolto quattro punti, ma il suo Senegal non ha ancora dato l’impressione di avere una precisa identità.
Il debutto contro il Mozambico: vantaggio sprecato e secondo tempo deludente
La prima partita ufficiale dell’era Vieira era già stata un campanello d’allarme. Contro il Mozambico, il Senegal era passato in vantaggio al 32′ grazie a Nicolas Jackson, bravo a sfruttare un’azione costruita sulla fascia sinistra e un assist di Abdallah Sima. La squadra aveva iniziato la gara con un atteggiamento positivo, riuscendo a imporre il proprio ritmo e creando le condizioni per portarsi avanti nel punteggio.
Il problema è arrivato successivamente. Il Senegal non è riuscito a chiudere la partita e proprio allo scadere del primo tempo ha incassato il pareggio di Geny Catamo, autore di una conclusione dalla distanza sulla quale il portiere Yehvann Diouf non è apparso impeccabile. Nella ripresa, anziché reagire con forza e riprendere il controllo dell’incontro, i Leoni della Teranga hanno progressivamente perso brillantezza. Il Mozambico ha acquisito coraggio e il Senegal ha iniziato a faticare nella costruzione del gioco, finendo per condividere i punti con un avversario che, almeno sulla carta, partiva con ambizioni decisamente inferiori.
La prestazione aveva lasciato perplessi anche per alcune scelte di Vieira
Il nuovo commissario tecnico aveva deciso di lasciare inizialmente in panchina due senatori come Kalidou Koulibaly e Idrissa Gueye, mentre Sadio Mané era assente per infortunio ed Édouard Mendy aveva ormai lasciato la nazionale. Il Senegal si era quindi presentato al debutto con una formazione molto meno esperta del solito, scelta che poteva essere interpretata come il tentativo di Vieira di inaugurare immediatamente un nuovo ciclo.
Il problema, però, è che la squadra ha mostrato proprio nella seconda parte della partita quanto possa essere importante l’esperienza dei suoi leader. L’Équipe ha sottolineato le difficoltà incontrate dai senegalesi nella gestione della gara, soprattutto nel finale, quando il Mozambico ha iniziato a creare problemi anche attraverso ripartenze e palloni lunghi. Per Vieira si è trattato del primo vero assaggio delle difficoltà del calcio africano e delle particolarità che accompagnano una competizione internazionale lontana dagli standard del calcio europeo.
Poi arriva la vittoria, ma l’Etiopia non cancella i dubbi
La seconda partita avrebbe dovuto rappresentare la risposta immediata alle critiche. Vieira lo aveva detto chiaramente alla vigilia: l’obiettivo era vincere, con ritmo, intensità e capacità di trovare i giocatori tra le linee. Il tecnico aveva anche avvertito i propri calciatori che il talento individuale non sarebbe bastato e che sarebbe servita una prestazione collettiva molto più coerente rispetto a quella vista contro il Mozambico.
La risposta, almeno dal punto di vista del risultato, è arrivata. Il Senegal ha battuto 1-0 l’Etiopia grazie a Ibrahim Mbaye, alla sua prima presenza da titolare con la nazionale. Nicolas Jackson ha avuto un ruolo importante nell’azione del gol, riuscendo a creare spazio e servendo il compagno nella posizione ideale per concludere. Mbaye ha così trovato una rete pesantissima, regalando a Vieira i tre punti che gli servivano per non trasformare il debutto in una vera emergenza.
La difficoltà nel gioco
Ma anche in questo caso il risultato ha raccontato più della prestazione. Il Senegal ha faticato a sviluppare un calcio fluido e ha trovato diverse difficoltà nel gestire il possesso. Lo stesso Vieira, al termine della partita, non ha nascosto le lacune della propria squadra: “Tutto non è stato perfetto”, ha ammesso il tecnico, riconoscendo che c’erano ancora diversi aspetti da migliorare.
Una delle giustificazioni individuate dall’allenatore riguarda il terreno di gioco, che avrebbe complicato la circolazione del pallone e la possibilità di combinare tra le linee. Vieira ha riconosciuto che, in quelle condizioni, il Senegal avrebbe dovuto forse utilizzare maggiormente il gioco diretto per mettere in difficoltà la difesa etiope. Una considerazione comprensibile, ma che non elimina completamente le perplessità emerse nei primi 180 minuti della sua gestione.
Anche il cambio di modulo non ha ancora prodotto risposte
Un altro elemento interessante di questo primo periodo è la ricerca di una struttura tattica definitiva. Contro il Mozambico Vieira aveva utilizzato un 4-2-3-1 che, in fase offensiva, tendeva a trasformarsi anche in un 4-4-2. Contro l’Etiopia, invece, il tecnico ha deciso di cambiare completamente impostazione, schierando una difesa a tre con Moussa Niakhaté, Malang Sarr e Sadibou Sané.
Il cambio è significativo perché testimonia come Vieira sia ancora alla ricerca della soluzione migliore per valorizzare il proprio gruppo. Non è necessariamente un problema: due partite sono un campione troppo piccolo per giudicare definitivamente le idee di un nuovo commissario tecnico. Ma è evidente che il Senegal non abbia ancora trovato una struttura capace di esaltare contemporaneamente la qualità dei suoi giocatori offensivi e la solidità del collettivo.
Anzi, proprio l’ampio patrimonio tecnico a disposizione rende ancora più evidente la distanza tra aspettative e rendimento.Nicolas Jackson, Iliman Ndiaye, Ismaila Sarr, Abdallah Sima, Pape Matar Sarr e gli altri giocatori offensivi offrono a Vieira diverse possibilità, ma il talento individuale non si è ancora trasformato in una produzione offensiva continua.
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